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Buonasera dott. Nicastro, forse non mi sono spiegato bene, ma quello che mi hanno diagnosticato, e' un prolasso anale di terzo grado, con una modesta emorroide, pertanto per cortesia mi puo' o meno confermare se la sua risposta e' altrettanto valida, o se esiste una cura alternativa,grazie.
Caro Signor Prospero,
mi dispiace confermare quanto detto. Per quanto mi riguarda il prolasso anale è una patologia “inventata”. Esistono emorroidi dal 1° al 4° grado, ma mi creda alla sua età il prolasso anale o rettale è un falso ideologico. Questo lo affermo secondo scienza, coscienza e conoscenza. Mi dispiace solo che alcuni appartenenti alla mia stessa categoria professionali usino definizioni per giustificare esclusivamente un tipo di intervento “di moda”. Mi permetta di finire qua ogni commento.
Cari saluti
gentile dottore, sono un uomo di 58 anni, sono affetto da morbo di wilson, l'anno scorso sono stato operato con il laser per un linfoma faringeo alla corda vocale dopo di che sono state eseguite 22 applicazioni di radioterapia.Le devo premettere che il mio medico di base mi aveva curato con abbondanti dosi di antibiotici una probabile cistite che dopo visita dallurologo si definita unsìa ipertrofia benigna della prostata. assumo giornalmente 9 pemine per il morbo di wilson un pastiglia di avocart per la prostata più un diuretico, Questa è la situziuone sino ad un mese fa. Infatti e da un mese che ho un continuo stimolo nel defecare. Le poche feci che evacuano senza alcun dolore, sono normali e non presentano tracce di sangue o di muco, Sono andato a visita dallo stesso urologo ,perchè primario in un ospedale ed ha riscontrato dei noduli che lui ha definiti emorroidi interne ed una piccola ragade. come cura mi ha prescritto una supposta di topster alla sera e della pomata trofodernin. Dopo otto giorni non ho avuto nessun miglioramento sto anche bevendo delle tisane per regolarizzare il ciclo delle evacuazioni. Non so che fare, sono stressato per le precedenti malattiei sopra decritte, il 14 dicembre devo presentare un mio libro, sono disperato mi dia un consiglio anche provvisorio per arrivare senza questo tremendo fastidio e bruciore a quella data. la ringrazio anticipatamente per la risposta
Caro Signor Salvatore.
se la diagnosi dell’urologo è esatta purtroppo la terapia consigliata è inadeguata. Le supposte di Topster (cortisonico) possono curare le infiammazioni dell’ultima parte del retto ma non le emorroidi così la presenza di una eventuale ragade anale non può essere curata con la semplice crema di trofodermin. Comunque è buona norma prima di prescrivere una terapia confermare una diagnosi. Una visita procotlogica completata con una videoproctoscopia dirimerebbe ogni dubbio e permetterebbe un adeguato percorso di terapia. Mi perdoni se non posso essere pi esaustivo ma mi creda è contro ogni principio etico prescrivere terapie senza visitare un paziente e soprattutto attraverso l’etere.
Cari saluti
gentile dottore,in data 11/11/08 ho subito un intervento di emorroidectomia ed sfinterotomia sx. dopo una settimana circa dall'intervento e' spuntato un ascesso sx,cosi descritto dal chirurgo che mi ha operato,e ricevevo una prescrizione di antibiotico "tavanic 500" (una ad di x cinque giorni. In data 27/11 mi ripresentavo dallo stesso chirurgo che nell'effettuare la visita mi riferiva che l'ascesso si era aperto e che potevo sospendere l'assunzione dell'antibiotico visto che vi era la fuoriuscita del materiale e che previo complicanze mi rimandava per una visita dopo quindici giorni. Oggi 02/12 il problema permane,ho letto qui su internet che sembrerebbe essere inevitabile la trasformazione da ascesso a fistola.posso fare qualcosa adesso per evitarlo? grazie mille
Caro Singor Ignazio,
la complicanza dell’ascesso è rara e bisognerebbe capire quale tecnica è stata usata per la cura delle emorroidi. Se l’ascesso è stato ben drenato e non vi è persistenza di infezione, con le dovute medicazioni, non sempre residua una fistola perianale. Comunque bisognerebbe comprendere da dove è originato l’ascesso stesso.
Cari saluti
A mio figlio di 29 anni hanno diagnosticato dei condilomi e delle emorroidi di secondo grado. Ha effettuato la visita dal dermatologo e dal chirurgo. Si Propone un intervento ghirurgico contemporaneo per asportarle entrambi ed effettuando l'anestesia locale. E' utile intervenire insieme? Non comporta più dolore per il paziente? Quale intervento potrebbe essere fatto successivamente? Ringrazio
Caro Singor Giuseppe,
l’interevnto potrebbe essere esguito con un unico tempo operatorio e secondo me se le emorroidi sono di secondo grado potrebbe essere indicato l’intervento con THD in modo da essere il meno invasivi possibili.
Cari saluti
gentile dottore, sono una ragazza che si e' operata di recente di marasche delle emorroidi apparse in seguito a emorroidi II grado; la domanda che le vorrei fare e' : come mai in seguito all'escissione e' apparsa una trombosi (eliminata durante la guarigione dell'escissione) e non solo, a 1 mese della guarigione mi sono rimaste delle escrescenze al livello dell'ano dure e abbastanza dolorose che provocano prurito; secondo lei l'escissione non è stata ben fatta oppure dietro alle marische c'era dell'altro che ne e' uscito fuori solo ora? Lei che mi consiglia : di operarmi un'altra volta? grazie
Cara Signora Narcisa,
l’asportazione delle marische solitamente è eseguita contestualmente alla asportazione delle emorroidi. Mi sembra di capire che non è stato fatto alcun trattamento sulle emorroidi e forse per questo è comparsa la trombosi e le escrescenze rappresentano le coicatrici residue all’intervento. Si sottioponga a visita specialistica per poter definire meglio lo stato atuale della malattia, magari completata con una videoproctoscopia, solo dopo è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti
Salve dottore, la contatto perchè sono anni che ormai ogni tanto mi fuoriescono le emorroidi dal plesso anale e risultano sanguinare, a volte solo una piccola strisciata sulla carta-igienica, a volte abbondantemente. Dalla colon eseguita 4 anni fà risultava che avevo emorroidi di secondo grado e un prolasso. Io soffro di Morbo di Becket a livello intestinale che a volte mi fà infiammare l'intestino che mi sanguina. Cosa posso fare? Tra l'altro non so se è normale ma se faccio sforzi pesanti sento subito un peso in basso a dx all'addome e mi fuoriescono le emorroidi. Mi può dare una dritta per favore. Solitamente mi curo con capsule di arvenum. Grazie per la risposta. Stefano
Caro Stefano,
una buona dieta per mantenere una evacuazione più morbida possibile è il primo accorgimento da attuare (evitare gli alcoloci, i cibi piccanti ecc), ma questo credo che sia già attuato nel suo caso. La patologia di secondo grado se è sintomatica può essere trattata con beneficio con la sola terapia medica; questa comunque deve essere sempre prescritta dal medico che ha la possibilità di visitarla e quindi porre i giusti provvedimenti. I flavonoidi vanno bene per la prevenzione degli attacchi acuti e anche l’uso di detergenti e di creme e pomate idonee possono essere di corredo alla terapia.
Cari saluti
buon giorno subito dopo intervento con metodo milligan-morgan-ligasuremi sono comparse altre protuberanze simili alle emorroidi dolorose e fastidiose la cosa è normale si riassorbono con il tempo . la ringrazio
Caro Signore,
se queste protuberanze appaiono nell’immediato post operatorio probabilmente rappresentano solo l’edema infiammatorio delle ferite chirurgiche e dovrebbero diminuire e scomparire man mano che avviene la cicatrizzazione. Se persistono per molti mesi credo sia opportuno consultare il chirurgo che ha effettuato l’intervento per una nuova valutazione clinica.
Salve Dottore posso chiederle un parere? Un anno fa ho fatto una colonscopia e mi hanno trovato emorroidi interne erose. Soffro di stitichezza..non ho dolori di pancia ma ci sono periodi in cui vado di corpo ogni 4 giorni. Da un mese a questa parte ho iniziato a prendere della crusca per colazione e bere molta acqua. Beh adesso quasi tutti i giorni vado di corpo ma mi fa male a defecare. La carta si sporca leggermente di sangue ma ho dolore all'inizio della defecazione. Come mai adesso che vado regolarmente non mi passano? cosa mi consiglia? Saluti
Caro Signore,
anche se non è mia abitudine rispondere a lettere non firmate, vista la particolarità sintomatologia le consiglio di sottoporsi ad una visita proctologica con videoproctoscopia digitale. I sintomi descritti fanno supporre la presenza anche di una ragade anale (dolore alla defecazione) oltre che alle emorroidi precedentemente diagnosticate. La colonscopia purtroppo non è discriminante per le patologie anali e per questo le consiglio un ulteriore approfondimento. La visita è necessaria anche per la definizione della stipsi e il suo corretto trattamento.
Egreg.dottore,ho 60 anni soffro da moltissimo tempo di emorroidi di 4°,dopo aver girato,sentito,ho effettuato molte visite da poco secondo l'ultimo medico dovrei fare endoscopia e sottopormi a intervento chirurgico per esportazione delle emorroidi e a suo parere anche dolorosissimo. Ho preso una decisione di tenermi le mie emorroidi e convivere con la malattia.Posso dire che con dovute accortezze si può sopportare,quali possono essere delle strategie per avere meno disturbi? medicinali, dieta,bevande,cristeri,lavarmi con acqua calda,fredda e il sale è controindicato visto che quando sono al mare trovo sollievo in acqua? Penso che questa lettera e la sua risposta possa essere di aiuto a molte grazie
Caro Signor Stefano,
la risoluzione delle emorroidi di 4° grado è esclusivamente chirurgica. L’intervento di emorroidectomia se ben condotto è privo di dolore post-operatorio. Mi sorprende il fatto che il medico che ha proposto l’intervento le abbia potuto dire che è dolorosissimo. Questa è storia della
medicina o è mancanza di specializzazione. Purtroppo i consigli per evitare che la sua malattia emorroidaria possa non dare sintomi sono tanti e molte volte nonostante la particolare attenzione la malattia insorge acutamente. Una buona alimentazione, il moto, la cura della stitichezza, una accurata igiene locale, l’uso di farmaci locali e generali possono essere validi consigli, ma è opportuno dire che le complicazioni di una patologia emorroidaria di grado elevato sono tali che è meglio pensare più ad una definitiva risoluzione che a delle palliazioni.
Ok grazie Dottore. Il fatto e’ che ogni anno faccio una visita e mi dicono sempre le stesse cose: ragade anale ed emorroidi… Mi dicono di bere molto e di mangiare frutta e verdura, cosa che adesso comunque sto facendo. Infatti vado di corpo piu’ regolarmente ma ho dolore. Mi e’ venuta anche una prostatite e secondo me deriva dalle emorroidi ma l’urologo a cui ho spiegato la cosa non ha dato importanza a questo mio problema. Ora sto usando una ciambella in macchina (per la prostatite..e’ stata una mia idea ma cosi’ sto in macchina senza problemi)e non vorrei fosse quella che aumenta le emorroidi…
Caro Signor Stefano,
i disturbi urinari sono spesso associati o causati da una patologia anale. Confermo che deve sottoporsi ad una visita con videoproctoscopia digitale per definire la cronicità o meno della ragade e il grado delle emorroidi al fine di stabilire un trattamento adeguato.
Cari saluti
Salve, in base a una sua diagnosi fatta su un problema analogo al mio vorrei sapere se può dipendere dalle emorroidi che ho da un pò di tempo. Da due giorni ho perdite di sangue abbastanza abbondanti di colore rosso vivo e gocciolano dall`ano basta solo che sforzo anche senza evacuare, ma non ho dolori ma solo un lieve capogiro. La saluto e ringrazio
Caro Signor Gianni,
la perdita di sangue rosso vivo dall’ano è psesso correlata a malattia emorroidaria, anche se questa non evoca dolore. Per poter confermare la diagnosi è sempre necessaria una visita specialistica con videoproctoscopia digitale al fine anche di una terapia mirata.
Cari saluti
Egregio dott. Nicastro, Ho 47 anni e circa 6 anni fa sono stato operato di emorrodi di 4 grado con il metodo di Longo. L'intervento aveva in parte risolto il problema ma dopo circa due mesi soffrivo già di prolasso della mucosa rettale. Da circa un anno la situazione è peggiorata, le spiego: sono spesso costretto ad evacuare, nell'arco di una giornata, 4 o anche 5 volte con evidente infiammazione delle emorroidi. Il medico mi ha diagnosticato emorroidi di 4 grado prolassate e consiglia l'intervento chirurgico. La domanda che le rivolgo è questa: quale metodo Lei mi consiglia per risolvere definivamente il mio problema e se decidessi di farmi operare al Gemelli di Roma come potrei contattarla, quale dovrà essere l'iter da seguire. La ringrazio e spero di ricevere presto un sua risposta. Cordiali saluti
Caro Signor Vito,
innanzitutto credo di dover controindicare il metodo Longo. Lei dovrebbe sottoporsi ad un intervento di emorroidectomia. Inoltre io non opero al Policlinico Gemelli ma all’European Hospital di Roma. Prima di decidere comunque il tipo di intervento è necessario una prima visita con
videoproctoscopia digitale e per prendere appuntamento deve chiamare la mia segretaria al numero 06 65975188 (lunedì, mercoledì Vnerdì dalle 13 alle 19). Purtroppo il cosiddetto metodo Longo non ha alcuna efficacia sulla patologia emorroidaria e personalmente non sono favorevole a questo tipo di tecnica in quanto, come è successo a Lei, è frequente la permanenza delle emorroidi e del prolasso e i pazienti peggiorano il loro stato di salute.
Cari Saluti
Buongiorno Dottor Nicastro, ho 51 anni, un prolasso mucoso ed emorroidi di IV° grado, un piccolo rettocele di cm. 1,5 ed una TREMENDA STITICHEZZA che mi mina notevolmente la qualità della vita.Inoltre mi è stata constatata una dissinergia ano-rettale ed un rallentato transito intestinale, infatti i markers assunti durante 7 giorni all'esame radiografico c'erano tutti,tra il colon discendente e l'ampolla rettale non ne è stato espulso nemmeno uno.Sono in lista d'attesa per l'intervento per il prolasso mucoso e le emorroidi, posso risolvere la mia stitichezza che alla luce di quanto sopra resta il mio problema principale? E' vero che l'intervento secondo LONGO è l'unico risolutivo per il problema stitichezza? Grazie per le risposte che vorrà darmi.
Cara Signora Daniela,
purtroppo personalmente sono contrario all’intervento che le hanno consigliato, non per preconcetti ma in quanto non è risolutivo sia per le emorroidi che per la stipsi. Inoltre sono ormai molti i pazienti che sottoposti a tale intervento sono preda di complicanze e sofferenze. Il suo quadro patolgico è complesso ma comune. Bisogna prendere in considerazione una azione terapeutica sia sul rallentato transito sia sulla stispi espulsiva e spesso la terapia risolutiva è riabilitativa. Riguardo le emorroidi di IV° grado con prolasso mucoso l’unico trattamento risolutivo è l’emorroidectomia (asposrtazione delle emorroidi) e la prolassectomia mirata intervento che se ben condotto è risolutivo e non prevede particolari sequele post-operatorie.
Cari saluti
Grazie Dottor Nicastro per l'attenzione riservatami e per le sue preziose indicazioni. Che cosa intende per terapia riabilitativa? Ho fatto in passato qualche seduta di biofeedback e devo dire che quanto molto raramente e "dall'aldilà" mi arriva uno stimolo defecatorio riesco a gestirlo abbastanza bene con la respirazione. Purtroppo pur avendo un'adeguata alimentazione e osservando tutte le norme alimentari il mio problema non si risolve. I lassativi che formano massa mi fanno gonfiare come un palloncino, non ho mai abusato di altri lassativi e non ultimo il mio intestino si abitua a contrasta tutto quello che mando giu'. E' il mio "peggior nemico" e comincio a pensare che sia dotato di cellule cerebrali! La saluto cordialmente
Cara Signora Daniela,
la terapia riabilitativa è intesa come l’applicazione di diverse tecniche riabilitative come
l’elettrostimolazione, l’ExMI, il biofeedback e la fisioterapia, ognuna di loro ha una efficacia e devono essere associate in ogni paziente (associazione frequente ES+BFB). Comunque la terapia è decisa e direttamente praticata dal medico.
Cari saluti
Egr. Dott. Nicastro, Mi chiamo Fabio, ho 28 anni e da almeno 10 anni soffro di prurito anale molto intenso, che avverto specialmente dopo l'evacuazione e nelle ore notturne; tutta la parte perianale risulta arrossata e facilmente sanguinante. Tale prurito viene "preannunciato" dal fatto che la zona perianale risulta umida, con presenza di muco biancastro/giallognolo. Soffro altresì di irregolarità nelle evacuazioni, che sembrano alternarsi tra diarrea e stipsi, quest'ultima caratterizzata da defecazione con feci "a pallini". Sono stato da diversi colonproctologi in questi anni. Descrivendole la mia situazione in ordine cronologico, circa 5 anni fa mi sono state diagnosticate emorroidi di 3° grado e ragade anale, con presenza di proctitite, mentre 2 anni fa ho eseguito una colonscopia interrotta sino al sigma (per presenza di feci), ove è stata riscontrata la presenza di emorroidi congeste del canale, una delle quali trombizzata. Mi sono state prescritte Proctofoam e Asacol ed altre terapie analoghe, ma la mia situazione non è affatto migliorata. 7 mesi fa mi sono rivolto ad un altro specialista, che mi ha diagnosticato un prolasso del retto, da trattare con metodo Longo; timorosi di tale risoluzione circa 3 mesi fa mi sono rivolto ad ancora un altro specialista il quale non ha riscontrato in alcun modo tale prolasso, ma ha diagnosticato una "sindrome da colon irritabile", trattata con Levopraid gocce e Ozonia 10 pasta. Devo dire che la situazione per circa un mese è migliorata, con riepitelizzazione della zona perianale, fatta eccezione di prurito misto a fitte post-evacuazione, avvertiti distintamente all'interno dell'ano. Da circa 10 giorni però la situazione è dinuovo peggiorata con prurito e rossore "scesi" dinuovo nella zona perianale e prurito intenso.Egr. Dott. Nicastro, qual'è secondo Lei la reale entità del mio problema che ormai mi assilla da circa 10 anni? Certo è che se tutte le cure per la proctite non hanno funzionato, intuisco che il mio problema non sia da addebbitare a questo ma ad altre patologie!Quali esami e/o terapie mi suggerisce?Spero di ricevere prestissimo sue risposte..I miei più cordiali saluti,
Caro Signor Fabio,
facciamo ordine. Lei soffre di emorroidi che andrebbero diagnosticate nel suo reale grado. E’ possibile che vi sia associata una ragade anale, deducibile anche dall’effetto benefico, anche se transitorio, dell’ozonia10. Soffre anche di sindrome del colon irritabile, ma la cura che sta
effettuando a mio parere non è congrua. Il prurito anale riconosce diverse cause la più frequente delle quali è la patologia anale benigna (emorroidi, ragade ecc.). La diagnosi corretta è quindi necessaria in quanto il trattamento del prurito non prescinde dal trattamento della patologia di
base, anche colica. Il mio consiglio è di sottoporsi ad una visita completata con videoproctoscopia digitale al fine di definire il reale stato patologico e quindi anche terapeutico.
Cari saluti
.ripeto la domanda Mio figlio di dodici anni soffre di emorroidi da sei anni. Ci è stato consigliato di seguirlo con una alimentazione adeguata ma la situazione è gradulmente peggiorata. Attualmente il bambino lamenta frequenti dolori addominali ed ha bisogno di defecare più volte al giorno. Pur non avendo perdite di sangue sente le emorroidi fuoriscire anche stando seduto ed ha bisogno di farle rientrare manualmente. Avverte anche bruciore e dolore locale. Preciso che anche suo zio ha iniziato da bambino ad avere problemi simili che sono sfociati in un doloroso intervento all'età di 20 anni. Cosa è possibile fare per evitare l'intervento. Cosa pensa della tecnica "Longo"? La ringrazio anticipatamente per l'attenzione che vorrà dedicare al mio problema.
Caro Signor Michele,
non ho ben compreso la prima frase della sua mail. La patologia emorroidaria nel bambino non è molto frequente e spesso viene confusa con il prolasso del retto che insorge a seguito di stipsi, alterazioni dell’alvo o per cause di lassità dei tessuti. Molto probabilmente il fatto di aver modificato
radicalmente la dieta del bambino ha causato l’insorgenza di una sindrome del colon irritabile che causa frequenti evacuazioni, meterorismo e dolori addominali. La prima cosa da fare è accertarsi sulla entità e sul tipo di patologia e poi dare una giusta indicazione terapeutica. Quanto al
cosiddetto metodo di Longo personalmente sono contrario alla sua attuazione nell’adulto, figuriamoci in un bambino.
Cari saluti
Buongiorno Dottore. La scorsa settimana mi sono sottoposta all'intervento di crioterapia selettiva del dott MP, Sono passati ormai 9 giorni e le emorroidi fuoriescono regolarmente e sanguinano talvolta. Il dott. P dice di avere pazienza perchè secondo lui è normale. Prima dell'intervento avevo emorroidi di secondo grado sanguinanti che mi hanno portato a fare 2 trasfusioni di sangue per emoglobina a 7. Lei crede in questa crioterapia selettiva? Se si è normale che ancora "non sia a posto"? Se no, cosa mi propone? La ringrazio e le porgo cordiali saluti.
Cara Signora Maddalena,
la crioterapia per la cura delle emorroidi è una pratica avversa agli specialisti del settore per molti motivi. Primo fra tutti è che non è risolutiva sulla patolgia, nel senso che non “cura” definitivamente le emorroidi. Ormai sono molti anni che nei nostri congressi abbiamo bandito la crioterapia, nonostante alcuni medici si ostinano a praticarla. Il suo caso non è molto diverso da molti altri che si sono sottoposti al trattamento. Le consilio di sottoporsi ad una visita proctologica con videoproctoscopia digitale per valutare la reale dimensione della patologia e quindi poi decidere sul trattamento opportuno.
Cari saluti
il 27/04/07 presso l'ospedale di C. e a pagamento ho subito una legatura con emorroidi di 3° grado; da subito ho avuto problemi a gg alterni andavo dal dott. che mi aveva legato e al pronto soccorso dello stesso ospedale mi hanno mandato sempre a casa come una bestia e dopo 15 gg d'inferno mi sono rivolta (dopo l'ennesimo rifiuto di ricoverarmi) presso l'ospedale di M. che constatato che avevo ben 4 trombosi avanzate (solo 1 ora prima a C. avevano trovato tutto a posto) il dott. di servizio viste le condizioni fisiche ed emotive della paziente decide in pochi secondi il ricovero immediato. Il 06/05/07 diagnosi prolasso emorroidario trombizzato dopo legatura, anemizzazione cronica da emorroidi sanguinanti. 11/05/07 dimessa. da li prosegue il mio calvario. Ho subito 3 rettoscopie dove hanno riscontrato 2 ragade 1 esame istologico con relativa estrazione di 1 polipo iperplastico pancoloscopia + ileoscopia . Dopo tutto questo mi viene consigliato presso l'ospedale di M. un intervento chirurgico secondo metodo "longo" in anestesia generale sconsigliato solo 2 gg dopo da altro specialista perchè molto rischioso per una paziente di 40 anni. Inizio nuove cure in una clinica convenzionata di M. dove trovo una dott. che sembra sappia il fatto suo. Eseguo defecografia, manometria ano-rettale, fatto questo mi consiglia presso un ospedale di V. da un collega riabilitazione anorettale. Egregio dott. è evidente che non sono stata curata con le dovute attenzioni ma con molta sufficienza; ad oggi sono passati ben 9 (nove) mesi e solo chi lo prova può immaginare ... non ne posso più. Il dramma è ogni volta che devo scaricarmi che piango e mi dispero per molte ore con bruciore e un male ATROCE. LE CHIEDO a chi o cosa e dove posso trovare aiuto per ritornare a vivere (non più da invalida come gli ultimi 9 mesi) grazie sulla fiducia e con la speranza di rivedere il sole. mery
Cara Signora Mery,
innanzitutto se lei è veramente affetta da emorroidi di 3° grado e ragade anale l’intervento di Longo non è indicato (io non lo indico in nessun caso). Lei ha fatto diverse indagini ma non mi ha riferito sui referti degli esami per questo non posso essere più chiaro nei consigli. Comunque una videoproctoscopia digitale metterebbe in rilievo la reale condizione ano-rettale e, prendendo in visione le altre indagini, potrà essere possibile formulare una proposta di terapia per mettere fine alla sua sofferenza.
Cari saluti
egregio dott. Nicastro innanzitutto grazie della sua disponibilità le mando le risposte degli esami effettuati: pancoloscopia+ileoscopia (ref retto con polipo sessile di 6 mm polipectomia con pinza standard) restante colon ed ileo distale nella norma. Defecografia(dopo introduzione nell'ampolla rettale di 200 cc di "pappa" x-opaca regolare l'angolo ano-rettale. In contrazione perineale volontaria discreto il sollevamento del pavimento pelvico .durante l'evacuazione mancata apertura dell'angolo retto-anale e persistenza della impronta della fionda pubo-rettale, successivamente il canale si distende discretamente e si dimostra prolasso rettale interno associato a modesto rettocele anteriore. non aprezzabili altre lesioni parietali. alla fine dell'evacuazione incompleto svuotamento del retto .manometria ano rettale . lungh funz sfint anale 3.8/ press anal a rip 103mm hg/press anale in contr mm hg 196/rifl retto-anal inibit ml aria 30/ soglia sens rett ml aria 10/volume rett max toll ml 150/press rett a 100 ml aria mm hg 12/test espulsione rett (manometria-pallone) negativo. Conclusioni;lieve ipertono anale in defecazione dissinergica con deficit espulsivo rettale secondario; quale dato accessorio si seglalano costanti onde anali ultralente con ampiezza superiore a 200 mm hg prevalenti nelle sezioni prossimali e verosimile segno di spiccata ipereccitabilità sfinteriale. e da qui ho iniziato un ciclo di riabilitazione ano rettale e ad oggi con scarsi risultati. la ringrazio moltissimo e confido in un suo parere e consiglio. mary
Cara Signora Mary,
quale tipo di riabilitazione sta eseguendo? Non tutti eseguono protocolli adeguati, spesso la ginnastica consiste nell’abituare le pazienti a spingere per defecare un palloncino nel retto, molte volte le pazienti sono sottoposte a elettrostimolazione in maniera inadeguata. Può spiegarmi per favore quali manovre vengono eseguite durante la ruabilitazione. Nella mia esperienza, leggendo i
dati che mia ha trasmesso credo che la riabilitazione abbia pieno successo.
Cari saluti
Egregio Dottor Nicastro, ho 34 anni e fino ad ora ho avuto solo un paio di episodi emorroidari (1 piccola vena rigonfia all'esterno). In passato ho risolto il problema con Proctosedyl e Rectoreparyl supposte. Sto attraversando un periodo di forte stress e questa volta i sintomi non passano. Il medico curante mi ha consigliato Daflon (che sto prendendo da 3 giorni) e Proctosedyl ma ancora non vedo miglioramenti. Sento fastidio quando cammino e devo respingere manualmente verso l'interno per stare meglio. Sto inoltre seguendo una dieta ferrea, evito alcol, spezie, cibi troppo grassi e abbondo con le fibre. Cosa posso fare? La ringrazio.
Cara Signora Valeria,
la terapia prescritta è idonea come la dieta. Il quadro descritto potrebbe essere correlato ad una trombosi emorroidaria e questa regredisce lentamente anche con la terpia. Utilizzi per l’igiene intima un prodotto specifico per l’ano (fisian detergente ad esempio) che può migliorare il quadro locale. Comunque una visita specialistica completata con videoproctoscopia potrebbe essere utile se la sintomatologia non regredisce a medio termine.
Cari saluti
buongiono dottor Nicastro, ho 27 anni, passo diverse ore al giorno seduto. ma comunque mi muovo molto, tra sport (che ho ripreso da qualche mese) e spostamenti urbani (bici/camminare). Ho da qualche giorno superato una crisi emorroidaria di 3-4 grado che mi ha costretto a letto per una settimana. Premetto che la crisi si è verificata "casualmente" a seguito di una cena a base di molta carne e molto sale. Il giorno dopo questa cena, del pepe ha fatto il resto. Aggiungo che mi piace il peperoncino, ma ho letto che non crea problemi (non durante la crisi), anzi mangiato fresco fa bene. Ho fatto una visita dall'angiologo ieri perchè ho una varice alla vena safena ad un palmo prima del ginocchio. Gli ho accennato delle emorroidi ma non mi ha detto nulla che io potessi fare (avendogli detto che il problema è ereditario), questo mi ha lasciato un pò perplesso. Cosa posso fare ? considerando che ora ho ripreso una vita normale, che però il fastidio ancora c'è e che non è ancora del tutto rientrata la varice anale? E' possibile che la causa sia stata davvero un eccesso di carne rosse combinata con vino e molto sale (in genere non lo uso mai). Quale è la relazione tra la varice alla safena e le emorroidi? Grazie dell'attenzione che mi dedica.
Caro Signor Marco,
le cause della patologia emorroidaria sono varie tra cui l’alimentazione e la familiarità. Non in ultimo è frequente osservare la patologia varicosa agli arti inferiori associata con quella emorroidale, fanno parte della stessa famiglia. Lei riferisce una crisi emorroidaria acuta da poco superata ma la definisce di 3° – 4° grado. Vorrei precisarle che i gradi si riferiscono alla gravità della patologia e non alla sua acuzie, mi spiego le emorroidi di grado elevato si presentano come gavoccioli permanentemente fuori dall’orificio anale e solo nel 3° grado possono essere fatti rientrare nel canale ano-rettale manualmente. Quindi prima di tutto bisognerebbe stabilire l’esatto grado della sua patologia tenendo presente che un solo attacco acuto di patologia prevede solo una adeguata terapia medica e consogli si eseguire una particolare condotta di vita per prevenire
ulteriori acuzie. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita proctologica completata con la videoproctoscopia digitale al fine di determinare il vero grado dela patologia morroidale e sarà lo psecialista che le darà le dovute indicazioni terapeutiche.
Cari saluti
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