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Buongiorno dottore ! Espongo il mio problema: dalla colonscopia risulta un emorroidi di 2 grado che prolassano con l'evacuazione delle feci e che rientrano spontaneamente. Oltre ad avere un fastidio non indifferente mi succede spesso di sanguinare non poco quando vado in bagno. Premetto che sono celiaco ed intollerante al lattosio. ...mi può suggerire quale rimedio occorre per risolvere la mia provlematica? Mi affido slla sua esperienza professionale .
Caro Signore,
la patologia emorroidaria di secondo grado sintomatica che l’affligge potrebbe essere trattata con un trattamento conservativo medico o chirurgico. Visti i sintomi accusati potrebbe essere utile un trattamento mediante dearterializzazione emorroidaria con una eventuale proctopessi (se esiste prolasso mucoso). Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e per un adeguato inquadramento terapeutico.
Sono una pediatra.Nel mese di Maggio 2012 sono stata operata di prolasso mucoemorroidario di 3 grado col metodo THD. A distanza di un anno presento ancora una sintomatologia caratterizzata da bruciore,calore,tensione dolenzia a volte senso di peso a livello anale, perineale,vulvare.Pratico terapia da circa un anno periodicamente con Asacol supposte a di alterni e da 15 giorni Neuraben 1cox2 con scarso beneficio.Un collega mi consigliava al bisogno Luan per via rettale.Sono in terapia da due mesi con colpotrofine per via vaginale due volte la settimana per distofia vulvovaginale.Sono molto scoraggiata per questo mio problema. Ringrazio per la risposta.Distinti saluti.
Cara Dottoressa, probabilmente i suoi sintomi possono derivare da una diversa patologia e comunque andrebbe ben valutata la condizione del canale anorettale mediante una videoproctoscopia digitale. Quello che descrive, soprattutto il dolore gravativo perineale, potrebbe essere correlato ad una disfunzione del pavimento pelvico e non derivare dall’intervento subito. Consulti il proctologo di fiducia per una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia.
Gentile dottore,sono stata operata con un metodo simile al thd con DearteriZazione,in seguito a problemi di stomaco causati da antidolorifici mi e fuoriuscita una palla molto dolorosa, vorrei capire come faccio a farla sgonfiare, andrà via? Mi hanno detto di fare punture di voltaren..attendo risposta grazie di cuore.
Cara Signora,
se ha una tumefazione (palla) sull’ano, probabilmente si tratta di una emorroide. La terapia con il voltaren può avere effetto sui sintomi dolorosi ma non sulla patoogia emorroidale che andrebbe trattata diversamente. consulti il suo curante per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.
Buongiorno dottore,il 6 Novembre sono stato operato : fistulectomia (rimozione chirurgica della fistola che era superficiale) + emorroidectomia (Milligan Morgan - tecnica aperta - 3 ferite senza punti). Totale quindi 4 ferite aperte sul mio ano. Durante i primi 10 giorni il sanguinamento era abbastanza importante , solo durante la defecazione, a livello di goccioloni sulla tazza. Dopo dieci giorni per fortuna il sanguinamento (ed il fastidio) è andato migliorando ed attualmente trovo meno sangue, praticamente solo sulla carta igienica. La mia domanda è questa: quanto durerà questo sanguinamento? E' normale? Sono passati 35 giorni e speravo fosse terminato invece praticamente negli ultimi 20 giorni è rimasto costante, non tanto come i primi giorni e comunque solo durante la defecazione, ma costante.Ha dei consigli? Le feci sono morbide (anche se abbastanza grandi di dimensioni per via delle fibre che assumo) e cerco di andare al bagno una volta al giorno non di più. Non sfrego mai nulla contro le ferite per pulirmi (tipo carta igienica) ma faccio sempre una doccetta (punto la doccia sulla zona e la pulisco delicatamente applicando ANONET con il dito molto piano). Questo una volta al giorno o comunque dopo la defecazione. E' solo questione di tempo e basta avere pazienza o servono degli aiuti a livello di medicine?Inoltre sono tornato a lavoro in quanto non faccio un lavoro fisico, spero questo non pregiudichi la guarigione.Grazie in anticipo e scusi se mi sono prolungato con le informazioni, Paolo.
Caro Signor Paolo,
probabilmente è la ferita della fistola che ritarda a cicatrizzare e comunque piccole perdite ematiche, da non perfetta cicatrizzazione possono verificarsi entro i primi 60 giorni dopo un intervento di Milligan Morgan. Se non sussitono altri sintomi non credo che debba prendere altre precauzioni oltre a quelle, idonee, che sta seguendo.
egregio dottore, mi sono operata diciassette anni fa di emorroidi, ora ho 57 anni , metodo milligan morgan, sono rimasta traumatizzata per il dolore, già all'epoca ho riscontrato un restringimento, poi ho una pelle molto sensibile che con molta facilità si ferisce, il problema è peggiorato notevolmente ho perso l'elasticità, prendo psillio tutti i giorni, e una adeguata alimentazione, vorrei sapere se posso provare con delle tecniche che mi aiutino a superare il problema, perché non vorrei affrontare l'operazione.
Cara Signora,
il restringimento significa stenosi, complicanza possibile dopo un intervento di emorroidectomia, dovuto alla eccessiva asportazione di tessuto. Spero che lei abbia già fatto delle visite di controllo dopo l’intervento e che abbia già fatto delle terapie è che non siano passati 17 anni senza aver preso dovuti accorgimenti per evitare la stenosi e curare eventuali difficoltà ad evacuare. Le consiglio una visita colonproctologica di controllo completata con videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia.
Avendo subito un intervento di THD e Pessia della mucosa (emorroidi IV grado e prolasso parziale) dopo 8 gg dall'intervento continuo a sanguinare durante la defecazione, è normale? Dopo quanti giorni è previsto il recupero dopo un simile intervento?
Cara Signora,
dopo l’intervento di dearterializzazione e pessia della mucosa piccole perdite ematiche sono possibili nell’immediato post operatorio, che si riducono gradualmente fino a scomparire dopo pochi giorni. Il recupero è rapido e in pochi giorni la persona operata può riprendere le normali attività quotidiane, raccomandando solo di non eseguire eccessivi sforzi fisici e mantenendo una defecazione più regolare e morbida possibile. Se le perdite di sangue sono abbondanti e continue è opportuno consultare il chirurgo per le cure adeguate.
buonasera vorrei un suo parere:sono stata operata due volte di emorroidi(non ricordo il metodo ma ricordo che fu usata una cucitrice x chiudere) ho fatto una colonscopia di controllo(ho 50 anni) e mi è stato detto che uno di questi punti e ancora dentro. cosa mi consiglia? debbo farlo togliere ho sta bene la? se si lascia la può portare conseguenze? ringrazio e saluto
Caro Signore,
il punto metallico che non è stato espulso, così come descrivono i fautori dell’intervento da lei subito, rappresenta un corpo estraneo e per tale motivo dovrebbe essere rimosso .
salve dottore,sono una ragazza di 27 anni,con nessun problema intestinale.Circa 15 giorni fa di notte ho accusato dolori fortissimi all'ano.Il medico curante mi ha diagnosticato un gavocciolo emorridario trommbizzato prescrivendomi iniezioni di cortisone e prisma 2 volte al di.A distanza di circa 10 giorni non vedendo cambiamenti ho fatto una visita specialistica nella quale il chirurgo dice di avermi drenato il gavocciolo(senza incisione) e rimesso in sede.Mi dice che sicuramente ogni volta che andrò in bagno uscirà ma di rimetterla dentro. Al rientro a casa ho accusato dolori fortissimi tanto da dover ricorrere al toradol in fiale.Dopo la defecazione finalmente fuoriesce e subito inizio a stare meglio.Ovviamente non sono stata più in grado di rimetterla dentro,Adesso appare sempre molto dura e di color bluastro.Continuo con la terapia prima 50mg compresse.Mi aiuti a capire la situazione migliore,il mio status psicologico è a terra.La ringrazio anticipatamente.
Cara Signora Eleonora,
la trombosi emorroidale ha un decorso lento nella risoluzione ela terapia farmacologica aiuta a controllare i sintomi e ad accelerare il processo di riassorbimento del trombo. Solitamente la trombosi si risolve in circa trenta giorni è gradualmente regrediranno anche i sintomi dolorosi.
Salve Dottore. Ho sempre sofferto di emorroidi. Le crisi erano comunque gestibili con terapia farmacologica e topica. Un anno fa ho avuto una trombo flebite anale. Consultato uno specialista di conoscenza di mio marito , un proctologo, mi veniva diagnosticato un prolasso del retto e consigliato un intervento risolutivo. E passato un anno da quella visita e io l intervento non l'ho effettuato ma , pochi giorni fa, all improvviso ho avuto un altra crisi emorroidaria che, di notte, mi ha costretto a precipitarmi al pronto soccorso , dove un medico di ha effettuato un manovra di reinserimento in sede delle emorroidi. Il dolore acuto e' svanito anche se permane una piccolissima emorroide molto fastidiosa. Al momento non seguo nessuna terapia se non di carattere topico , con pomate, e lassativi per ammorbidire le feci.Son ritornata dallo stesso specialista, molto disponibile, e la soluzione chirurgica mi si è di nuovo prospettata come l'unica alternativa possibile. Il metodo usato da codesto specialista e il metodo di Longo. Da stamane scorro le pagine web alla ricerca di notizie più dettagliate sul metodo e sono terrorizzata...Credo di aver capito che Lei non e un sostenitore di tale metodologia. Quindi vengo alla domanda . Quali altri metodi la scienza oggi mette a disposizione per interventi risolutivi di emorroidi? E Lei quali di questi ritiene piu efficace? Grazie mille.
Cara Signora Gianna,
a mio parere la cosiddetta tecnica di Longo non è certamente un intervento risolutivo ed è gravato da complicanze tali e gravi che non ne giustificano l’applicazione per la cura delle emorroidi. A parte questa preliminare considerazione, esitono diverse tecniche che possono curare le emorroidi ma queste possono essere utilizzate una volta fatta una corretta diagnosi della patologia, soprattutto in relazione al grado. Nella mia esperienza, l’intervento che garantisce il miglior risultato è l’emorroidectomia che, se condotta lege artis, non prevede dolore post-operatorio, è radicale, ha una bassa incidenza di complicazioni. A suo sfavore depongono tempi più lunghi di ripresa per le normali attività quotidiane rispetto ad esempio ad una nuova scelta terapeutica, quale la dearterializzazione dei plessi emorroidali, con o meno associata proctopessi. Questa tecnica ormai è abbastanza consolidata, tanto che in alcuni centri come quello che io dirigo, si riesce a condurla anche senza l’ausilio de doppler. Questa comunque non può esere considerata una tecnica definitiva o radicale in quanto i plessi emorroidali non sono asportati e quindi se non sono rimosse, nel postoperatorio, le cause che hanno condotto alla patologia emorroidale, questa nel tempo potrebbe riaffacciarsi, anche se con un minor grado di gravità. L’assenza del dolore postoperatorio, la scarsa presenza di complicanze e la rapida rispresa delle normali attività quotidiane ne fanno la tecnica di prima scelta, a mio parere, nella cura delle emorroidi di seondo e terzo grado.
salve dott.Nicastro volevo porle gentilmente una domanda..sono una 60enne con un prolasso rettale interno con rettocele voluminoso,volevo chiederle se la tecnica thd va bene peril mio problema visto la tanta confusione che mettono gli altri professionisti..la ringrazio in anticipo per l'eventuale risposta..
Cara Signora Elena,
la dearterializzazione emorroidale doppler guidata (THD) non è una tecnica indicata per la cura del rettocele ma della patologia emoroidale associata o meno a prolasso del retto. Spero di essere stato esaustivo.
Gentile Dott.Nicastro,il 10 dicembre 2013 sono stata operata di prolasso rettale, emorroidi di 3°grado e asportazione di marische con il metodo Longo. A distanza di un mese soffro di dolori lancinanti all'evacuazione che continuano per ore. Il chirurgo al controllo ha detto che va tutto bene, probabilmente c'è un granuloma. POSSIBILE CHE NON CI SIA NULLA PER ALLEVIARE IL DOLORE? MI HA DETTO DI PAZIENTARE MA NON NE POSSO PIU'. GRAZIE PER UNA SUA RISPOSTA
Cara Signora,
la sua storia non è differente da quella di tante altre persone che hanno subito questo tipo di intervento. Il dolore può essere controllato con la somministrazione di antidolorifici, ma è necessario comprenderne la causa e rimuoverla. Le consiglio una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.
Buona sera Dottore, da tempo soffro di emorroidi con sintomi normalmente solo fastidiosi, dolore e rigonfiamenti, ma per la seconda volta c'e sanguinamento durante la defecazione. La prima volta ho assunto per alcuni giorni il daflon e crema Preparazione H. La cosa e' migliorata in un paio di giorni. Ora la cosa si ripropone, fastidio e sanguinamenti..... Ho ricominciato con daflon e crema. Sono due giorni ma non vedo molti miglioramenti. Appena cammino un po' torna il fastidio. Cosa mi consiglia di fare? la ringrazio per la risposta.
Caro Signore,
dalle sue parole si può dedurre che la patologia emorroidale di cui soffre è di terzo grado con sintomi tipici: dolore, tumefazioni anali e perdite ematiche. Bisogna tener presente che ogni crisi acuta della malattia può determinare un avanzamento del grado di gravità delle emorroidi, con conseguente resistenza alle cure farmacologiche. Voglio ricordare che nei gradi più avanzati della patologia la terapia medica è poco efficace se non sul controllo dei sintomi. Nel suo caso, anche se la terapia che sta assumendo è idonea, non può sperare che i soli due giorni possa rilevare sostanziali miglioramenti e che deve continuare l’assunzione dei farmaci, a dosi idonee, per almeno venti giorni. Spero che la terapia sia stata prescritta da un medico, a seguito di una visita con la conferma diagnostica della patologia emorroidale e non sia una terapia fai da te. Le consiglio comunque una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi della patologia e una adeguata terapia.
Gentile Dott. buonasera.Ho 38 anni e un mese e 7giorni fa ho subito un intervento di dearterizzazione emorroidaria (THD), per la presenza di emorroidi di terzo grado e gavocciolo. Volevo sapere dopo quanto tempo dalla dearterizzazione le emorroidi interne si sgonfiano. Attualmente , infatti, dopo aver evacuato ho spesso lievi bruciori e sensazione di peso, come ci fosse ancora qualcosa di infiammato all'interno. Devo specificare che soffro di sindrome da colon irritabile, quindi le evacuazioni giornaliere sono come minimo tre.Oltre alla patologia emorroidaria, prima dell'intervento presentavo anche il problema del soiling che adesso mi sembra risolto anche se alcuni giorni fa, siccome dopo ogni pasto mi gonfio molto e soffro di meteorismo, pensavo di emettere solo dell'aria ma è uscito anche muco biancastro e un piccolo quantitativo di feci: il fatto mi preoccupa, non è che l'intervento non sia riuscito alla perfezione? Anche alla prima evacuazione al mattino mi esce prima solo del muco e poi le feci, il muco esce anche senza lo stimolo a defecare ma sempre spingendo: può dipendere da qualcosa di sbagliato nella mia alimentazione? La ringrazio anticipatamente per la risposta
Caro Signore,
non credo che i suoi sintomi siano legati ad una complicazione legata all’intervento subito. Probabilmente è l’acuirsi dei sintomi del colon irritabile, con associate le frequenti evacuazioni, hanno portato ad una infiammazione nell’ultima parte del retto (proctite), con eccessiva secrezione di muco e gli altri sintomi associati. Una visita colonoproctologica, completata con una videoproctoscopia digitale o altro esame endoscopico di base tradizionale (anorettoscopia), potrebbe essere utile per una corretta definizione diagnostica e per una adeguata terapia.
Buongiorno dr Nicastro.Volevo chiederle un suo parere: tre settimane fa mi sono operato di voluminose emorroidi di III grado, con metodo Thd e mucopessia. Il decorso post operatorio è stato ottimo fino a stasera: ero seduto in ufficio (da molte ore), poi all'improvviso ho avuto la sensazione che dovesse uscire un po' di aria, invece poi è uscita una discreta quantità di sangue rosso vivo, nelle ore successive ho finito di svuotare il sangue rimasto dentro (infatti era un po' + scuro).Secondo Lei questo episodio di sanguinamento a distanza di 3 settimane dal Thd e non avvenuto in corrispondenza di uno sforzo (ero seduto) che significato puó avere? Da cosa puó essere dipeso? Grazie in anticipo per la sua consulenza, Alessandro
Caro Signore,
probabilmente le perdite ematiche potrebbero dipendere dalla lacerazione della mucosa rettale suturata nella esecuzione della dearterializzazione con mucopessia. Se le perdite ematiche dovessero persistere, soprattutto se copiose, consulti il chirurgo che ha eseguito l’intervento per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.
Salve ho 39 anni e sono 10 anni che soffro di rettocolite ulcerosa. Soffro da quando avevo 15anni di emorroidi. Sono stata anche operata prima che mi scoprissero questa malattia ma con scarso risultato. Visto che mi fanno molto male e sanguinano io vorrei trovare un rimedio. Io vorrei tanto toglierle definitivamente ma il mio medico dice che é meglio non toccare quella parte per il fatto della malattia. Ora mi chiedo é possibile fare un intervento alle emorroidi nonostante abbia la colite ulcerosa. E cosa posso usare visto che il dottore mi ha detto di usare solo una pomata esterna solo in caso di estremo bisogno e mai più di tre giorni. La pomata é il colostrum. Vorrei sapere un suo parere. Grazie mille.
Cara Signora,
la presenza di una malattia emorroidale in una persona sofferente di rettocolite ulcerosa prevede sicuramente un atteggiamento conservativo, soprattutto se la malattia infiammatoria colpisce direttamente il retto. Questo non significa che non sia possibile affrontare una cura, ma questa deve essere consigliata in base alla entità della patologia infiammatoria cronica intestinale.
Caro dottore circa due mesi fa sono stato operato di emorroidi di 3 grado con metodo Ferguson e ragade con sfinterotomia posteriore! Adesso il mio ano e un po' più stretto e subito fuori questo vi sono dei piccoli rigonfiamenti e ho modeste perdite di un liquido che mi danno un po' di prurito! Da cosa può dipendere ? La ringrazio per la risposta.
Caro Signore,
il restringimento dell’ano, stenosi, potrebbe dipendere dalla cicatrizzazione dell’intervento subito. La tecnica di Ferguson prevede la sutura diretta delle ferite anali e questo può esporre, più delle altre tecniche, alla stenosi. Andrebbero valutati anche i rigonfiamenti che descrive e comprenderne la natura (emorroidi, prolasso mucoso) vista anche la secrezione di liquido che lei descrive. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.
Gent.mo Dottore, ho 46 anni abito a Milano e da alcuni anni soffro di emorroidi aggravatesi lo scorso anno d'improvviso con sanguinamenti e trombosi. Ho iniziato a curarle con una dieta appropriata e soprattutto a bere (non bevevo mai + di 2 bicchieri al dì) Gli episodi sia emorragici che di trombosi sono quasi spariti (2 in un anno mentre persiste il prolasso rettale dopo evacuazione anche di feci morbide).Qualche giorno fa ho deciso di effettuare una rettosigmoidoscopia per escludere altre patologie e che ha rilevato la presenza di grosse emorroidi e di un prolasso rettale di IV grado.Mi hanno consigliato una tecnica chirurgica combinata Longo-Starr ma ho grossi dubbi al riguardo. Grazie per la sua cortese risposta
Cara Sig.ra Lia,
grazie a lei per la fiducia accordatami. Il mio pensiero sull’uso della suturatrice meccanica nella patologia proctologica è ben noto. Il mio pensiero, libero da ogni legame escluso quello scientifico, è ancora più limpido in considerazione proprio di quanto le hanno diagnosticato. Non esiste un prolasso del retto di IV grado ma esistono emorroidi di IV grado con associato o meno prolasso mucoso del retto. I fautori della metodica a lei consigliata in questo non sono chiari. Innanzitutto lei soffre di emorroidi alle quali è associato un prolasso della sola mucosa del retto, ebbene questo è normale nella condizione della patologia di IV grado, ma l’intervento chirurgico che le hanno proposto non “cura ” la patologia emorroidaria e la sua giustificazione è solo quella di ridurre il prolasso mucoso del retto, risultato che si può ottenere anche con altre metodiche chirurgiche “vere” ma che hanno lo scopo anche di curare definitivamente le emorroidi. I suoi dubbi sono giustificati ed ancora questa settimana ho continuato a reintervenire su giovani pazienti già sottoposti ad intervento con suturatrice meccanica e con emorroidi persistenti e sintomatiche dopo due anni dall’intervento. Spero di essere stato esaustivo restando a sua disposizione per ulteriori chiarimenti
Cari saluti
Gentile Dottore, il 23 04 07 mi sono sottoposto ad un intervento chirurgico alle emorroidi secondo il metodo Longo. A detta dei medici su cui sono ancora fiducioso del loro operato l'intervento è andato bene il mio problema è che a distanza di 4 giorni provo ancora dolore non come il 1 giorno ma da 1 a10 sono a 6 volevo chiederle è normale tutto ciò? considerando che ogni 8 ore da dopo l' operazione ho fatto punture(5) di TORADOL ora invece vado avanti con EFFERALGAN 1000mg per non rovinarmi lo stomaco secondo il mio "farmacista" grazie aspetto notizie
Caro Signore,
come avrà letto nel forum del sito purtroppo non è poi tanto vero che l’intervento che lei ha eseguito è poco doloroso. Io non prediligo questa tecnica perchè non è risolutiva per la patologia emorroidaria e presenta complicanze a volte importanti. Non è normale che lei abbia tanto dolore e per una chiarificazione bisognerebbe valutare l’esito dell’intervento, cosa che a 4 giorni dopo l’intervento potrebbe essere difficoltoso. Bisogna solo attendere l’evoluzione chirurgica e mantenere più morbide possibile le feci con l’ausilio delle fibre di psyllium. Solo dopo dieci giorni dall’intervento è possibile dare un parere sereno sul decorso. Cari saluti
ho 33 anni e non avevo mai sofferto di emorroidi. Ho tipo una nocciolina di 2 cm esternamente all'ano solo da un lato. non ho sanguinamento e il dolore quasi nullo, più che altro prurito se ci sudo ed è stabile da 15 giorni. mi han detto che dovrebbe esser una trombosi con coagulo esterno che regredisce in 2 mesi interno. Plausibile?Grazie del parere.
Caro Signor Emanuele,
e’ plausibile che si tratti di una trombosi emorroidaria su un unico peduncolo. Comunque dovrebbe sottoporsi ad una visita specialistica proctologica con videoproctoscopia digitale e, confermata la diagnosi, sotoporsi ad una terapia locale per facilitare la regressione del trombo.
Cari saluti
non avendo perdite di sangue ne dolore nell’evacuazione, preferirei evitare esami invasivi. So che l’avernum ed ora l’hamolind non saranno probabilmente risolutivi e che il trombo potrebbe non regredire bene anche dopo 2 mesi. al momento ho sospeso la pomata cortisonica proctolyn e uso solo l’hamolind prima dei pasti.Mi chiedevo quando lei dice terapie per facilitare la regressione del trombo a che si riferisce poi? Raggiungere l’european hospital per diverse sedute per me sarebbe abbastanza scomodo. Grazie per la tempestività nella risposta e cortesia
Caro Signor Emanuele,
quando mi riferisco a terapie per la trombosi emorroidaria mi riferisco alla somministrazione di farmaci sia per via orale che locale. L’uso di pomate cortisoniche ed anestetiche possono avere giovamento sui sintomi ma non sulla trombosi. L’assonzione di flavonoidi (arvenum) migliora sicuramente la circolazione ma non è risolutiva sui trombi. Comunque bisogna prima essere certi della presenza della trombosi e della sua gravità.
Cari saluti
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