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gent.mo dottore vorrrei chiederle se e possibile delle domande.mi sono operato di emorroidi con la tecnica di milligan morgan il giorno 17 marzo di quest'anno insieme ad una fistola anale ore 6 .inizielmente ho avuto 5 punti per togliermi le emorroidi + un punto vicino alla fistola. per le prime settimane cio per i primi 25 giorni per defecare ho sofferto tanto tanto da farmi le toradol olio di vasellina + protezione dello stomaco,a il tutto ogni volta che andavo in bagno usciva sangue.Dopo il dottore che mi ha operato mi ha dato in + anche delle compresse che si chiamano tranex insieme a muscoril. sono caduti i punti ed il sangue non esce + ma solo vicino un po alle feci pero dopo qualche ora mi pizzica e mi brucia ma no vicino alle pareti esterne ma all'interno diciamo alle ore 12 ed inoltre sto usandi dilatatori anali solo la sera mi ha raccomandato il dottore pero non vedo sollievi infatti dopo qualche ora mi pizzica tanto e a volte mi pulsa all'interno.oggi sono quasi un mese il dottore che mi ha visitato mi ha detto che sto bene e che esternamente mi e rimasto solo una piccola palliana ore 12 dove c'era la fistola esternamente e ho un piccolo taglio e delle mucose piccole esterne come palline piccolissime ma ognu volta che vado in bagno la mattina mi pizzica e mi brucia e devo fare sempre la toradol per calmarmi e inoltre aggiungo che mi sento come se l'ano si stringe ed e secco infatti tento di inserire l'olio di vasellina ma non ci riesco devo aspettare la sera per inserirmi l'olio e il dilatatore con crema di dilatan .vi chiedo ma sara sempre cosi e se la cura che mi ha dato il dottore e buona io non riesco ada andare al lavoro perche la mattina vado in bagno c'e qual cosa che mi puo aiutare ada ndare in bagno liscio e che dopo non abbia piu questo bruciore e pizzichi la ringrazio della vostra attenzione e spero che lei mi risponda grazie a presto
Caro Signor Antonio,
l’emorroidectomia secondo Milligan Morgan non è una tecnica standard e la sua esecuzione è corelata alla dimistichezza del chirurgo con la metodica. Per questo ognuno di noi ha una esperienza diversa ed è per questa ragione che credo sia opportuno che lei debba seguire i consigli del chirurgo che ha eseguito l’intervento. Nella mia pratica consiglio subito dopo l’intervento blandi lassativi ed emollienti fecali per ammorbidire il più possibile la defecazione. Ma ogni terapia è prescritta dal medico che ha modo di osservare direttamente la condizione clinica del paziente.
caro dottore,sono un ragazzo di 25 anni,mi sono sottoposto a colonscopia perchè avevo sempre dolori al colon sx(basso),è risultato che ho un prolasso mucoemorroidario III-IV grado,sono stato visitato da un paio di proctologi,uno mi ha consigliato l'intervento STARR secondo LONGO,l'altro mi ha consigliato il THD. Ho effettuato anche una manometria anorettale,il cui risultato è PAR 120 mmHg SA 100 mmHg t>30" RRAIS 40cc RRAIO 60cc PRO 3.5 cm. Ipertono del canale anale. Sfintere esterno nella norma.Riflessi fisiologici.Normoprofilometria.Quale tipo di intervento è + indicato?e quali complicanze post-operatorie immediate e tardive portano?
Caro Signor Lucio,
se la diagnosi è confermata la scelta per la risoluzione della sua patologia potrebbe essere la dearterializzazione (mediante THD o HAL
Doppler) o l’emorroidectomia (se la diagnosi è di IV grado con prolasso grave). La tecnica con suturatrice meccanica è gravata da complicanze anche gravi e non è curativa. La dearterializzazione è una vera metodica mininvasiva e non prevede importanti complicanze post-operatorie (sono stati descritti casi di sanguinamento, dolore, recidiva, trombosi), ma se la tecnica ha una giusta indicazione ed è eseguita lege artis ha tempi rapidi di recupero. L’emorroidectomia prevede l’asportazione dei plessi emorroidali e del prolasso mucoso associato. Può avere varie complicazioni (sanguinamento, dolore, stenosi anale, incontinenza) alcune delle quali sono insite alla tecnica altre no. I tempi di recupero sono più lenti e legati alla cicatrizzazione delle ferite chirurgiche.
Salve dottor Nicastro, volevo porle una domanda..perchè sono abbastanza confusa. Ma se si ha lo sfintere ipertonico è vero che è sconsigliata la correzione chirurgica del prolasso mucoso con emorroidi (credo) che fuoriescono al momento della defecazione? Premetto che io non so neanche se siano emorroidi, so che fuoriescono e tornano dentro da sole dopo la defecazione ed in più se lo sforzo è abbastanza forte sanguinano.sono responsabili anche di stipsi quotidiana? Quest'ultima può essere eliminata se si curano le emorroidi e lo sfintere ipertonico? La ringrazio del suo tempo,a presto.
Cara Singora Simona,
è certo che lei è confusa. La diagnosi di ipertono non può essere basata solo con una semplice visita ma andrebbe confermata con una manometria. Di solito nella patologia anale esiste un aumento del tono sfinteriale ma è un meccanismo di difesa non una patologia. Inoltre il prolasso emorroidario è un nuovo termine di “moda”. In realtà solo la malattia emorroidaria nella sua evoluzione in gradi tende a fuoriuscire dal canalae anale durante la defecazione, soprattutto se esiste una stipsi. nel secondo grado della patologia emorroidaria le emorroidi fuoriescono dal canale e rientrano nel retto spontaneamente (come nel suo caso). Una visita proctologica completata con una videoproctoscopia è indiscpensabile per porrre correttamente una diagnosi di gravità della malattia e consigliare un adeguato percorso di terapia.
cari saluti
Ho 43 anni , feci tre anni la rettoscopia hanno diagnosticato emorroidi di 2^ e 3^ grado. Ogni tanto quando mangio poco frutta e verdura e le feci si induriscono, nello sforzo mi esce una macchiettina di sangue rosso. Quando mangio frutta e verdura e bevo molto non succede. Come posso risolvere il problema? Uso hippocastano 5 ch (prodotto omeopatico) e proctosedyl crema....Certa di un suo riscontro la saluto cordialmente
Cara Signora Marinella,
solitamente le emorroidi danno sintomi importanti non secondo il loro grado ma se il paziente ha altre patologie come ad esempio la stipsi. Correggendo la stipsi i sintomi regrediscono o non compaiono e questa può essere la cura per le emorroidi. Se invece i sintomi diventono importanti bisognerà trovare una adeguata terapia per poter risolvere il problema emorroidi. Oggi per le emorroidi sintomatiche di 2° e 3° grado è indicata la THD metodica mininvasiva che permette la risoluzione della patologia con un rapido recupero.
Cari saluti
buongiorno Dr Nicastro, mi chiamo marco ho 40 anni e le scrivo per avere delle info sulla mia patologia ed una sua eventuale visita... premetto che mai in passato ho sofferto di dolori simili..e che cmq ho praticato molto motociclismo e che faccio un lavoro sedentario...mi trovo seduto circa 8 ore al gg Tutto è iniziato circa un anno fa quando ho iniziato ad accusare dolori anali tenesmo e perdite di sangue. Sono stato da 3 proctologi ed 1 urologo.che nell'ordine mi hanno diagnosticato ragade anale ed emorroidi interne di 2° grado. l'ultimo invece mi ha trovato la prostata leggermente ipertrofica ed infiammata. al riguardo ho effettuato esami ematici e ecg transrettale .tutto sommato a detta del medico nella norma. Dopo aver provato senza successo varie terapie farmacologiche si è deciso per l'intervento, eseguito il 7/11/08 metodo milligan morgan. dopo l'intervento, il chirurgo mi ha detto che la ragade era quasi guarita spontaneamente e che mq ha dovuto asportare tutto il pacchetto emorroidario molto infiammato ed anche un polipo. Ne è seguito un decorso post operatorio molto doloroso ho dovuto assumere toradol per 20 gg mattina e sera e considerato che dopo un mese avevo ancora forti dolori sono stato visitato di nuovo dal medico, che mi ha trovato una stenosi anale..curata con dilatan e luan. Attualmente ho dei problemi ad andare di corpo, dopo l'evacuazione provo dolore e continuo ad avvertire la sensazione di non averla completata.non sopporto più i pantaloni e soprattutto ho forti dolori ai glutei ed alla zona perianeale. il tutto accompagnato da una forte contrazione lombosacrale. Non so più come uscirne..non riesco a stare seduto e sto iniziando a provare un forte disagio. al punto di assumere spesso antinfiammatori ed anche degli ansiolitici.che alleviano soltanto il disturbo. Che cos'altro posso fare? In attesa di una sua cortese risposta le invio cordiali saluti
Caro Signor Marco,
se erano vere le emooridi di 2° grado perchè eseguire una milligan Morgan? E’ questa la mia perplessità. La complicanza della stenosi e dolori persistenti impongono una visita proctologica completata con una videoproctoscopia per poter capire lo stato attuale del canale ano-rettale e solo dopo è possible stabilire un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti
salve sono una signora di 52 anni che il 14 febbraio ha subito un intervento di prolasso emorroidario sottoposto ad intervento chirurgico di prolassectomia con pph premetto che l'unico disturbo che avevo erano delle perdite ematiche sempre piu' frequenti cosi dopo una prima esitazione ho deciso per l'intervento,ed ecco che iniziano i dolori non i soliti post intervento ma quelli scaturiti dal sorgere adesso di due tagli esterni che prima non avevo assolutamente che credo siano delle ragadi insorte forse dalla dilatazione per effettuare l'intervento ho chiesto al chirurgo che mi ha operato che mi ha risposto che devo fare pazienza e prendere antidolorifici per ovviare al problema,e aspettare che la cosa si risolva da sola io ho dei seri dubbi e degli atroci dolori e bruciori . le chiedo se è consietudine che cercando di risolvere il problema delle emorroidi chirurgicamente al risveglio ti ritrovi con quello delle regadi la ringrazio della sua attenzione e la saluto
Cara Signora Maria Teresa,
l’insorgenza della ragade post-operatoria è una complicanza relativa al tipo di intervento subito (pph). Le altre tecniche chirurgiche mininvasive (THD) non prevedono l’insorgenza di tale complicanza.
cari saluti
Gentile dottore, vorrei avere alcune delucidazioni in merito ad una complicanza sopraggiunta a seguito di intervento delle emorroidi secondo Longo . Mi sono operato 2 mesi fa e pochi giorni or sono il mio chirurgo ma ha segnalato la necessità di un nuovo intervento a causa granuli o granulomi (non ricordo bene) in prossimità delle suture interne che vanno bruciate. Ho ancora perdite di sangue all'atto delle defecazione e dolori più o meno forti. Grazie
Caro Singor Fortunato, quello che lei descrive purtroppo è una osservazione frequente nei pazienti operati con il cosiddetto metodo Longo. La presenza dei granulomi nel retto rappresenta una reazione dei tessuti alla presenza dei punti metallici. I granulomi rappresentano una nuova patologia e non se ne conosce ‘evoluzione e per questo è preferibile asportarli. Potrebbero comunque essere la causa dei sanguinamenti. Il dolore invece è legato alla metodica attuata. Una visita procotlogica completata con videoproctoscopia potrebbe essere utile per definire meglio lo stato patologico.
Cari saluti
Egr. dottor Nicastro, Le scrivo, rubandole del tempo, sperando che lei mi possa dare un consiglio o un parere in merito alle mie problematiche, in quanto, dopo svariate ricerche in rete ho potuto avere il suo indirizzo e-mail. Spero voglia concedere un po’ del suo tempo alla lettura di quanto segue. Sono una ragazza di 34 anni ed ho subito nel 2002 un intervento, metodo Longo, di emorroidectomia e ragade anale. Le cose sono andate bene sino all’anno scorso, quando iniziai a nutrire disturbi nella zona anale. Mi recai da un chirurgo (angiologo proctologo), che mi diagnosticò infiammazione della mucosa anale, curata con Asacol schiuma. Dopo 15 gg il disturbo mi passò, ma dopo 3 mesi si ripresentò. Ritornai dal chirurgo che mi trovò un polipo, tolto con successo ambulatorialmente. Dato che il mio forte fastidio non passava ed avevo avuto dopo parecchi giorni perdite di sangue rosso vivo, mi recai nuovamente dallo stesso, in quale mi disse che la ferita era totalmente riassorbita e trovava delle "piccole" emorroidi interne, non tali da giustificare però il fastidio da me riportato. Dopo un paio di mesi il fastidio mi passò nuovamente, ma poi si ripresentò negli scorsi mesi e a tutt'oggi, seppur con un lieve miglioramento, io continuo a sentire un forte fastidio interno, che si manifesta con una sensazione di pesantezza e gonfiore, come se vi fosse un corpo estraneo. Non provo bruciore né dolore acuto e il sanguinamento è inesistente. Inutile dire che ho fatto un altro paio di visite senza risultato, ma avendo anche altri problemi di salute, tutto ciò influisce pesantemente sulla qualità della mia vita e sulla quotidianità. Inoltre le visite sono dolorose e costose, per non ricevere poi alcuna risposta. Sono certa del fatto che in seguito all’intervento si siano formate rugosità o piccole escrescenze perché sono sensibili anche durante l’igiene intima. Io abito a Milano e mi domando se lei potesse consigliarmi qualcosa da fare o qualcuno di specifico a cui rivolgermi che possa concretamente aiutarmi a trovare un soluzione che mi permetta quantomeno di affrontare il problema che mi sta logorando con coscienza di causa per risolverlo. Spesso, tra l’altro, sto soffrendo di colite, e attualmente sto assumendo Asacol 400 (2/3 compresse gg), ma nulla sembra migliorare. Ringrazio per le risposte ed i consigli che mi vorrà dare. Distinti saluti.
Cara Signora Paola,
quello che lei descrive non è raro nei pazienti che sono stati sottoposti ad intervento chirurgico con suturatrice meccanica. I sintomi spesso sono legati a complicazioni e conseguenze relative alla tecnica utilizzata oppure alla permanenza della malattia emorroidaria che non è curata con la metodica. Questo si può desumere non solo dai sintomi descritti ma anche dei provvedimenti terapeutici prescritti dai vari medici. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita proctologica con videoproctoscopia digitale al fine di documentare con certezza lo stato attuale della sua patologia e solo dopo è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti
Gentile dottore, Spero in una Sua cortese risposta. Sono stato operato il 25 settembre con la tecnica Longo per un prolasso-emorroidi di 3-4 grado... senza sanguinamento. La protrusione emorroidale che si presentava ormai puntuale dopo l'evacuzione riuscivo, nel 90% delle volte, a ricondurla in sede con l'aiuto del polpastrello e solo in rari casi avevo rimanevano esterne per alcune decine di minuti... poi rilassando lo sfintere rientrava completamente. L'intervento è stato privo di dolore e sanguinamento e questo è stato davvero un sollievo date le ndicazioni trovate su vari forum online che parlavano di emorragie interne/esterne, di dolori intensi e quantaltro (PARLIAMO SEMPRE DELLA LONGO). Nonostante quindi l'assenza di queste sintomatologie alla prima evacuazione, non gassosa o liquida, ma solida, notai subito la presenza delle stesse protrusioni emorroidali, seppure collocate più in alto, ma sempre li... con una piccola spinta manuale ritornano prontamente in sede. Comunico il tutto al chirurgo che la mattina stessa, al momento del congedo, mi visita e mi dice che la presenza di queste poteva essere dovuta alla congestione delle stesse durante lo stress causato dal dilatatore e dalle varie manipolazioni avvenute durante l'intervento. A casa inizio ad avere subito evacuazioni regolari ma queste piccole protrusioni permangono per quanto rientrino immediatamente dopo la spinta peristaltica. Durante la normale attività quotidiana, passeggiate, raccolta di oggetti a terra, ecc. non percepisco più quella sottile sensazione che in passato poteva prevedere la fuoriuscita di una punta di emorroide dall'anello anale e questo è già un sollievo... Oggi, a distanza di 20 giorni, dopo 30 evacuazioni e più, la situazione sembra essere tornata nel complesso quasi come prima dell'intervento, ovvero devo rioperare la conduzione manuale della protrusione nella posizione interna all'anello dello sfintere e sono quindi ancora "bidè dipendente". E' così difficile eseguire una valutazione corretta dell'entità del prolasso? La presenza di tanti pazienti nelle mie condizioni sta provocando in me un certo senso di sfiducia, anche se il desiderio di mettere a posto definitivamente quella parte così delicata mi spinge a cercare alternative che mi diano la garanzia di una soluzione definitiva al problema. Interpellando altri suoi colleghi proctologi mi hanno confermato che il mio non è un episodio raro e che fortunatamente si può ripetere la procedura. Dopo quanto tempo ci si può rioperare per correggere nuovamente e possibilmente in maniera radicale e definitiva il prolasso con la Longo? aspettando sue notizie La saluto cordialmente
Caro Signor Massimo,
la cosiddetta tecnica di Longo non è da me considerata una valida tecnica per correggere il prolasso mucoso e per risolvere la patologia emorroidaria. A parte le complicanze, anche gravi, che possono verificarsi sono moltissimi i pazienti che non trovano risoluzione. Il fatto che la tecnica è descritta povera di complicanze dolorose (cosa non prorpio vera visto che la percentuale di pazienti con dolore è superiore ad altre tecniche anche quelle più tradizionali) sono ancora molti i pazienti che facilmente si sottopongono (certamente anche convinti dal chirurgo) a questo intervento. Il suo è un ulteriore insuccesso della tecnica e confermna quanto ormai molti specialisti affermiamo e cioè che questa può essere attuata solo in casi selezionati. I suoi dubbi sono leggittimi e voglio solo aggiungere che quando si parla di prolasso rettale è solo per giunstiicare l’uso della suturatrice meccanica. Invece il prolasso mucoso si accompagna sempre alle emorroidi di grado elevato (III avanzato – IV grado). La valutazione del prolasso è fatta semplicemente con la visita proctologica completata con la videoproctoscopia. Ma una domanda vorrei porla io: perchè pensa ancora alla tecnica di Longo? Guardi che
sbagliare è umano ma perseverare è diabolico. Mi permetto solo di suggerirle che esistono tecniche più efficaci, indolore e alcune veramente poco invasive (come la THD).
Cari saluti
Egregio dott. Nicastro, ho letto le sue risposte sul web e mi sembra una persona seria, anche perchè non è favorevole al metodo Longo che ho subito due anni fa. Beh, le mie emorroidi sono tornate tali e quali, dolorose non sanguinanti, pulite, ma assolutamente proibitivo per me durante il picco camminare. Cosa fare? Qual è il posto più vicina a Firenze dove Lei visita?
Cara Signora Alessandra,
non sono favorevole al metodo Longo non per “ideologia” quanto per l’osservazione di quanto accade ai pazienti che subiscono questo tipo di intervento. Nel suo caso una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe
essere utile al fine di definire l’esatta gravità della patologia e quindi stabilire un adeguato percorso di terapia. Mi spiace non poterle dare conforto sulla possibilità di visitarla a Firenze, rimanendo Roma la sede principale dove svolgo la mia attività professionale. Cari saluti
Buongiorno dott. le chiedo una consulenza in quanto da circa un mese mi trovo sempre con l'ano umido, con conseguenza che sono sembre bagnato, metto la carta igenica per non sporcare le mutande. Ho fatto una visita chirurgica ma non mi hanno saputo dire niente mi hanno detto tutto nella norma emmoroidi flacide, 8 mesi fa ho fatto una visita sigmoscopica ed e risultato emmoroidi che adesso sono diventate flacidi ma non esterne. Ogno tanto sento una specie di tensionella zona del cocige e a volte dolore quando mi siedo, ma è possibile che se avessi qualche fistola nella visita chirurgica non si sono accorti di niente? Vorrei risolvere il problema in maniera definitive, io abito a Cagliari ma se lei mi dice che risolve il problema posso vedire anche da Lei almeno che lei conosce qualche medico proctologo a cagliari bravo da potemi indirizzare. Saluti
Caro Signor Rossano,
la diagnosi di ano umido è una condizione che prevede la conccomitanza di altre patologie anali. Quello che non ho capito nellasua richiesta è la diagnosi fatta di emorroidi flaccide, che non esiste nel gergo tecnico e nemmeno “volgare”. sarebbe utile che lei si sottoponesse a visita speciliastica colonproctologica, magari completata con videoproctoscopia digitale, al fine di diagnosticare bene la sua patologia e quindi affrontare una adeguata terapia.
Cari saluti
Egregio Dott. Nicastro, mi rivolgo a lei, chiedendole un consulto in uno dei suoi studi, in quanto sono "afflitto", ormai da qualche anno, da emorroidi di I grado, o così mi vengono diagnosticate. Negli ultimi mesi, il sanguinamento è molto frequente (4-5 volte a settimana) e dopo numerose visite, ed esplorazioni rettali, mi onfermano la diagnosi. Ho 34 anni, io le chiedo.. ma per coscienza, perchè nessuno dei suoi colleghi si è spinto almeno ad un'anoscopia? Nessuno me l'ha proposta, e sono amareggiato, stò facendo terapia con arvenum 500 e schiuma rettale a base di idrocortisone, con scarsi risultati. Sono un autista, tra l'altro nel settore sanitario, quindi si può immaginare i fastidi che mi provoca questa patologia. Confido in lei e attendo un suo contatto.
Caro Signor Paolo,
non capisco nemmeno io perchè un medico di fronte ad una persona sofferente non riesca almeno a dare risposte quanto più esaustive. Ma non voglio polemizzare con nessuno. La visita proctologica deve essere completata con un esame endoscopico e se non si è in possesso del videoproctoscopio digitale almeno una anoscopia o rettoscopia deve essere fatta per stabilire una esatta diagnosi. Solo dopo è possibile dare terapie adeguate e nel suo caso i frequenti sanguinamenti e dolori pongono una maggiore attenzione sul grado di diagnosi e quindi intraprendere un adeguato percorso di terapia. Cari saluti
Salve, sono uno studente di 27 anni e ho un problema di condilomi del canale anale. In principio erano esterni (avevo fatto una rettoscopia e il retto era libero) e li stavo curando con l'aldara ma poi, complice un trattamento con proctolyn per emorroidi interne, devo averli portati più internamente a livello dell'orifizio interno visto ke sento dei nodulini a circa 1 cm dall'orifizio interno. Ora sto facendo un'altra cura con aldara ma non credo di risolvere anche perchè è difficile mettere il farmaco internamente. Non posso farmi operare qua nella mia citta perchè non voglio che si sappia che ho preso i condilomi rettali quindi preferirei andare fuori ma la mia dermatologa mi ha detto che è necessario un intervento di eversione della mucosa..volevo sapere se esistevano metodi meno invasivi e se è necessario il ricovero oppure si può fare qualcosa ambulatoriamente grazie per l'attenzione
Caro Signor Luca,
mi perdoni l’ignoranza ma in tanti anni di sala operatoria non ho mai fatto un intervento di “eversione della mucosa” per curare dei condilomi. Sicuramente la dermatologa avrà maggiori conoscenze a riguardo ma il mio consiglio è che se lei soffre di condilomi ano-rettali l’unico specialista che può curarlo con adeguata professionalità è il colonproctologo chirurgo che saprà decidere l’entità dell’intervento e tutti i dettagli possibili. Cari saluti
Salve Dott. Nicastro, mi rivolgo a lei in quanto citato da molti dei suoi colleghi come un'autorita' indiscussa nel campo della proctologia. Per non rubarle troppo tempo le descrivo in breve la mia "storia" sono stato operato due volte presso .........a Latina, la prima volta nel 2000 per emorroidi e durante l'anestesia totale ho avuto un prolasso anorettale, in quell'occasione mi e' stato operato con un a corona di micropunti e sono stato bene per circa due anni, dopodiche' pian pianino si sono ripresentati tutti i sintomi delle emorroidi con cospicue perdite di sangue durante le evacuazione; ho tirato avanti con cure farmacologiche fino al luglio 2008 quando lo stesso dottore che mi opero' nel 2000 mi diagnostico' ragadi anali per giustificare la perdita di sangue durante le defecazioni, cosi lo stesso dott. mi ha rioperato il 3 luglio 2008 in day hospital, e durante l'intervento con anestesia totale ho riavuto un'altro prolasso che questa volta a detta del dott. stesso e' stato solo tamponato mentre la ragade operata con successo. Purtroppo per me a distanza di pochi mesi dall'operazione sono addirittura peggiorato presentando quindi delle emorroidi persistenti e una perdita di sangue ad ogni evacuazione, talmente abbondante da rendermi anemico. I giorno 07-10-2008 sono stato visitato dal dott. Fontana che molto umilmente e sinceramente mi ha diagnosticato un prolasso anorettale che dopo due operazione malriuscite non si sente in grado di operare, consigliandomi di optare per la risoluzione definitiva del mio problema solamente un'autorita' superriore come e' la sua persona, perche' dopo due interventi che hanno solamente peggiorato la mia situazione ritiene che il terzo debba essere assolutamente risolutivo. Spero di aver descritto la mia situazione chiaramente in modo da farle capire il piccolo dramma che sto' vivendo abbastanza chiaramente. Spero di avere presto sue notizie. Nel ringraziarla anticipatamente Le porgo distinti saluti.
Caro Signor Giuseppe,
avrà senza dubbio compreso che nessun prolasso possa avvenire durante l’anestesia generale e che i trattamenti chirurgici effettuati (tecnica di Longo e poi ragade) sono stati del tutto infruttuosi. Prima soffriva di malattia emorroidaria e oggi soffre della stessa malattia poichè questa non è mai stata trattata. Io la ringrazio delle belle parole avute nei miei confronti anche da parte di un illustre medico quale è Benedetto Fontana. Prima di prendere ogni decisione terapeutica è necessario io abbia la possibilità di visitarla per avere una valutazione sullo stato attuale della sua patologia. Cari saluti
Caro Signor Giuseppe, avrà senza dubbio compreso che nessun prolasso possa avvenire durante l'anestesia generale e che i trattamenti chirurgici effettuati (tecnica di Longo e poi ragade) sono stati del tutto infruttuosi. Prima soffriva di malattia emorroidaria e oggi soffre della stessa malattia poichè questa non è mai stata trattata. Io la ringrazio delle belle parole avute nei miei confronti anche da parte di un illustre medico quale è Benedetto Fontana. Prima di prendere ogni decisione terapeutica è necessario io abbia la possibilità di visitarla per avere una valutazione sullo stato attuale della sua patologia. Cari saluti
Cara Signora,
le sue domande sono più che opportune ma non è etico suggerire terapie per via telematica. Anche se il mondo volge verso il virtuale credo che la medicina, anche se trae immensi vantaggi dall’evoluzione elettronica, sia ancora un’arte intellettuale e manuale per cui il rapporto diretto tra medico-paziente sia insostituibile. Se la diagnosi fatta è adeguata i fastidi anali all’evacuazione possono essere determinati dalla presenza della ragade. Anche se lei non riferisce particolari sintomi allora perchè esegue una terapia medica ogni 3 mesi? La prevenzione della patologia anale si basa più sulla dieta, sulle abitudini di vita, sull’igiene che sulla somministrazione di farmaci. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita proctologica completata con videoproctoscopia al fine di diagnosticare correttamente lo stato patologico e quindi stabilire un adeguato percorso terapeutico. Cari saluti
Egr. dottore le espongo il mio problema. Sono una di 54 anni che è stata visitata a distanza di cinque mesi da due suoi colleghi.Precendentemente avevo fatto una colonscopia negativa, esami nella norma,una rettoscopia negativa.Le visiste con anoscopia hanno evidenziato modesto rettocele anteriore e iniziale prolasso della mucosa del retto,emmorroidi di primo e secondo grado,ne ragadi,ne fistole,nè infiammazione.Io vado regolarmente di corpo la mattina dopo colazione senza sforzo e poi ho un nuovo stimolo dopo pranzo,questa volta la quantità delle feci è minima e l'evaquazione avviene con un pò di sforzo.Mi è stato consigliato di ignorare questo secondo stimolo non impellente.Io continuo ad avere fastidi all'ano e dolori non forti. Le faccio presente che soffro di depressione con disturbi ossessivi e una di queste ossessione è diventata per me l'andare in bagno.Sono terrorrizzata all'idea di non andare e non sono tranquilla se non evaquo almeno due volte.Le chiedo può la psiche arrivare al punto da far sentire dei disturbi all'ano quando in relatà non c'è nulla.Mi fido del suo parere grazie
Cara Signora,
grazie della fiducia, ma che bella respinsabilità che mi afida! Le rispondo che il colon è il nostro secondo cervello e, come scrivo ne Il Dono Negato, l’ano è un organo intelligente. Penso che queste due affermazioni possano bastare per chiarirle le idee, ma comunque non è così semplice e il dolore avevrtito con la seconda defecazione non centra molto con la psiche. Una videoproctoscopia digitale potrebbe dirimere dubbi diagnostici e permettere un adeguato percorso di terapia. Cari saluti
Il giorno 07/10/2008 sono stata operata per la seconda volta di emorroidi esterne, non riducibili e non sanguinanti con prolassectomia secondo Longo. La prima volta è stato nell'anno 2002 e dopo un paio di anni si sono ripresentate. Dopo l'operazione c'erano delle perdite di sangue che giorno dopo giorno andavano diminuendo, adesso da giorni 15 nelle feci c'è una striscia di sangue rosso, la stessa cosa c'è nella carta igienica (sangue vivo). Il giorno 20/10/2008 sono andata a visita, il proctologo Dr. .... mi ha risposto che i punti interni erano asciutti e mi ha inserito un elastico perchè era rimasto un piccolo prolasso e non ha saputo darmi una risposta plausibile per la perdita di sangue, mi ha detto solo che se tra un mese continua ad uscire ancora sangue, devo fare una colon-scopia. Desidero conoscere se la perdita di sangue dopo g. 24 dalla prolassectomia può essere una cosa normale o è possibile che qualcosa durante l'operazione non sia andata bene, sta di fatto che prima dell'operazione non avevo perdite di sangue. La invito a comunicarmi la sua opinione e se ritiene che ci sia bisogno di una visita possiamo stabilire un appuntamento. Cordiali saluti
Cara Signora Rosaria,
l’intervento da lei subito per ben due volte non cura la patologia emorroidaria e spesso questa si ripresenta, come nel suo caso. Invece le perdite di sangue che avvengono dopo il secondo intervento con suturatrice meccanica potrebbe dipendere da tanti fattori che andrebbero meglio indagati con una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale. Resto a sua disposizione Cari saluti
carissimo Dottore, sono veramente demoralizzato e sto pensando di andare addirittura da uno psicologo dato il mio stato d`animo. il 9 marzo 09 sono stato sottoposto ad intervento chirurgico di emorroidi di III grado con prolasso con metodo Thd. premetto di soffrire di questo problema da circa 10 anni. dopo l`intervento da è iniziato il mio calvario. dopo 5 giorni di intenso dolore quantificabile da 1 a 6 il mio era a 5, sono subentrati altri problemi quali sanguinamenti abbondanti ~ stati emorraggici ~ per 5 gg dovuti a detta del dott che mi ha operato alla presenza di un`ulcera formatasi su un punto di sutura. cura prescritta Ugorol in fiala da diluire con acqua e applicare con peretta. terminata la fase del sanguinamento ora ho un prolasso permanente nella parte anteriore dell`ano, verso il genit. per capirci, cosa che prima dell`intervento nn avevo, infatti mi era stato diagnosticato emorroidi di III grado con prolasso che dopo ogni evacuazione dovevo riposizionarlo manualmente senza che riusciva fuori. oggi a distanza quasi di un mese dall`intervento mi ritrovo peggio di prima e, dopo la cura di Ugorol, oggi ho notato ancora con sangue durante l`evacuazione. il dott che mi ha operato mi ha detto che dovrò sottopormi ad altro intervento. Nell`occasione volevo un consiglio da lei sul tipo di intervento da fare e ... una domanda ... se posso ancora fidarmi di questo dott. purtroppo io risiedo in provincia di Varese e Roma nn è così vicina . nn può capire il mio stato d animo dottore e lo stato di disagio quotidiano specialmente nelle ore di lavoro ... un vero calvario. la ringrazio per la sua disponibilità e professionalità che, da quanto letto nel forum, riesce a dare.
Caro Signor Gianluca,
nella mia esperienza con la THD non ho mai assistito ad un decorso così complicato come lei descrive. Questo non significa che ilchirurgo che ha eseguito l’intervento non sia stato abile nell’esecuzione dell’intervento piuttosto bisogna veramente capire cosa abbia potuto causare il dolore (assente per definizione con questa metodica) e il sanguinamento (spiegabile con una lacerazione/ulcerazione di un punto di sutura). Certamente il decorso non è stato usuale visto anche la precocità del prolasso e la sua persistenza. Prima di pensare ad un ulteriore intervento e decidere sulla tecnica a mio parere bisognerebbe accertarsi dello stato attuale della patologia mediante una videoproctoscopia digitale. Solo dopo questi primi passi è possibile stabilire un percorso terapeutico adeguato.
Cari saluti
Salve Dottore nel 2004 sono stato operato di emorroidi con il metodo Longo. Dopo circa 2 anni dall'operazione ho ricominciato ad avere nuovamente piccole perdite di sangue, piccole perdite di sangue che ora sono diventate abbondanti perdite di sangue. Cosa mi consiglia di fare? Devo rioperarmi? Con quale tecnica? Ho sentito parlare di crioterapia. Grazie per l'aiuto
Caro Signor Nicola,
innanzitutto deve sottoporsi a visita proctologica completata con una videoproctoscopia per potere definire l’origine dei sanguinamenti e la persistenza della patologia emorroidaria. Solo dopo è possibile stabilire una adeguata terapia. Un unico consiglio sulla scelta: la crioterapia è stata bandita dalle società specialistica come cura dele emorroidi e non rappresenta “un miracolo” come anche il metodo Longo.
Cari saluti
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