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Sono stato operato alle emorroidi in data 2 Maggio 2024 ,prolasso 4 liv. Con tecnica THD. Soffro anche di Retto colite cronica ulcerosa 3 livello in regressione concentrata su lato centrale e sinistro del colon. Operazione apparentemente riuscita in 50 minuti, ma io ho continuamente dolore e sanguinamento, cosa devo aspettarmi? Cosa posso fare per tornare ad una vita decente? Anche l'idea della defecazione mi impaurisce per via del dolore. Uso ammorbiditori per feci, Toradol per il dolore che non funziona quasi per nulla, l'idea di rimetterci le mani mi terrorizza per via del post operatorio che ho subito, cosa posso fare?
Buongiorno, mi perdoni la tardiva risposta e spero che lei abbia risolto i suoi problemi di salute. Posso dire che la THD non prevede, nel post-operatorio, i sintomi che lei accusa. Inoltre, a mio parere, la tecnica non andrebbe utilizzata per gradi avanzati di malattia emorroidaria. Cordiali saluti
Buongiorno dottore, sono stato operato con metodo MM il 15/02/2024 per emorroidi di IV grado e rimozione di un polipo. Il decorso è stato molto doloroso, sopratutto il primo mese e mezzo. Dopo 4 mesi però dopo la defecazione mi esce qualcosa che cerco di rimettere manualmente all'interno, non vorrei che fossero di nuovo emorroidi. Ormai ho perso ogni speranza di guarire da questa patologia di cui soffro dall'età di 18 anni (ora ne ho 41). Oltretutto ho ancora delle marische che non sono piacevoli da avere e vorrei che sparissero del tutto.
Buonasera, per una diagnosi di certezza sarebbe necessaria una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale. Cordiali saluti
Salve dottore. Il giorno 05/09/24 ho fatto il trattamento di scleroterapia per una emorroide che ogni volta che andavo in bagno usciva fuori e provocava sanguinamento e molto fastidio. Subito dopo il trattamento in ambulatorio il dottore mi fa rientrare la emorroide , rientro a casa ed è tutti regolare. Il giorno seguente appena sveglio , vado in bagno e la emorroide riesce fuori provocando un minimo sanguinamento. Il dottore che mi ha fatto il trattamento dice che è normale , però vorrei capire se è normale che questa emorroide rimane fuori e dopo il trattamento nn rientra molto facilmente e dopo quanto tempo dal trattamento nn si presenta più il sanguinamento . Grazie mille
Buongiorno, la scleroterapia della patologia emorroidaria, a mio parere, trova indicazione nei gradi più lievi (I e II grado) essendo un trattamento minvasivo volto a risolvere i sintomi (riducendo il grado della patologia) e non a rimuovere il plesso emorroidario prolassato. Fatta questa premessa, del tutto personale, se nel suo caso la scleroterpia è stata eseguita su una patologia emorroidaria di III o IV grado, le possiblità di successo terapeutico sono da ritenersi basse o nulle. Cordiali saluti
Salve dottore. Mi sono sottoposto ad intervento milligan morgan 3 settimane fa per prolasso emorroidario interno di 3 grado..avendo anche una ragade purtroppo al controllo è risultato che la stessa abbia causato una fistole con perdita di pus continua. Mi è stato prospettato un altro intervento per la ragade e la fistole ma io temo di perdere funzionalità allo sfintere. Purtroppo al momento le evacuazioni risultano sempre dolorose e con sanguinamento.... soprattutto successivamente il dolore tende ad aumentare tanto da essere appena controllato dall'amtidolorifico. In più ogni volta noto anche macchie di materia fecale penso liquida..sono davvero affranto perché la mia qualità di vita è totalmente peggiorata...ho speranze possa recuperare col tempo?
Buonasera, se ha una fistola perianale determinata da una ragade creddo che l’indicazione data dal chirurgo sia esatta, è necessario un intervento per risolvere la sua patologia. A cicatrizzazione avvenuta dell’emorroidectomia, a mio parere, dovrà sottoporsi almeno ad una ecografia endoanale con sonda a 360° per stabilire il tipo di fistola e quindi programmare un adeguato intevento anche per la salvaguardia degli sfinteri. Cordiali saluti
Buongiorno, sono stata operata di emorroidi due anni fa...a Montecchio provincia di Parma. Prolasso emorroidario di 3 / 4 grado. Primo intervento il 8/8 del 2022 con esito negativo, in quanto imboccatura anale ristretta. Esplorazione rettale entrava il mignolo. Successivo intervento il 2/11/2024... Passaggio del dilatatore medio. Oggi mi ritrovo a fare clisteri piccoli due/ tre volte a settimana, prendo del magnesio per andare in bagno...e sono da una settimana che con il passaggio delle feci faccio sangue. Proctide o ragade? Ho dolore puntorio alla cicatrice e non riesco stare in piedi. Grazie. Non ho fatto più visite...anche perché sono stata talmente male e traumatizzata.
Buonasera Signora, se come conseguenza dell’intervento ha una stenosi cicatriziale credo sia utile risolvere questa patologia prima di tutto. Inoltre sarebbe utile stabilire una adeguata terapia per rendere più morbide le feci e non abusi del magnesio che è una purga. Le perdite ematiche potrebbero derivare anche da un trauma nel canale, ma senza una visita non si può stabilire se è una proctite o una ragade. Cordiali saluti
Buon giorno dottore Sono stato sottoposto ad emorroidectomia M.M. tre settimane fa per tre emorroidi di terzo grado Dopo ogni evacuazione (una al giorno) sperimento ancora sanguinamento ed un dolore che dura per 4 o 5 ore anche se prendo un ibuprofene e poi fino a sera mi resta un fastidio che va via completamente solo la mattina Premetto che le feci sono sempre morbide È da una settimana che vado avanti così senza miglioramenti apprezzabili è normale? Ho la visita di controllo tra una settimana sarebbe meglio anticiparla? Anticipatamente ringrazio e porgo distinti saluti
Buongiorno, quello che descrive è normale se è stato sottoposto all’intervento di Milligan Morgan (cioè un intervento che data oltre 1 secolo). Spero che lei abbia risolto i suoi problemi e che alla visita di controllo il chirurgo abia constatato la completa guarigione delle ferite. Cordiali saluti
Gentile Dottore, Ho 64 anni e da 50 anni sofferente di emorroidi. Sono stato operato con sfinterotomia (1990) e varie sedute di legature elastiche (2000). Attualmente ho episodi acuti ricorrenti con emorroidi di II/III Grado. Nel suo sito leggo: 'Se le emorroidi sono di terzo grado il mio spassionato consiglio è di sottoporsi ad intervento con THD e proctopessi' . Nel mio caso ed alla mia età, visto che OGNI estate ho una pessima qualità di vita e durante l'anno emoraggie durante la defecazione, non sarebbe preferibile affrontare una emorroidectomia con tecnica Milligan Morgan ? Vorrei TANTO risolvere questo problema che mi tortura da mezzo secolo, evitando per quanto possibile, rischio di recidive probabilmente in età ancora più avanzata dell'attuale. Grazie .
Buongiorno, probabilmente la frase che lei ha letto sul mo sito è di moltissimi anni fa, quando davamo indicazione alla THD anche nelle emorroidi di III grado. Da qualche anno ho modificato questa indicazione in quanto si è assistito ad una elevata incidenza di recidiva della patologia, indicando le metodiche mininvasive solo nella patologia emorroidaria di I e II grado sintomatica. Riguardo l’intervento di Milligan Morgan, spero che in pochi oggi la attuino. La tecnica è stata descritta agli inizi dello scorso secolo e modificata intorno alla metà dello stesso secolo. Quando si parla di emorroidectomia ci si riferisce erroneamente alla sola tecnica di Milligan Morgan, mentre esistono tante altre tecniche per le asportazioni definitive delle emorroidi e che utilizzato diversi mezzi di escissione di sutura. Comunque nel suo caso andrebbe ben valutata la sua condizione clinica generale e locale (mediante una videoproctoscopia digitale) e decidere quale è la migliore scelta chirurgica per una definitiva guarigione. Cordiali saluti
Salve dottore,mi ricollego ad una domanda di giorni fa. Il chirurgo mi ha detto che la scelta se eseguire M.M. o THD spetta al paziente, ma quello che io non capisco e sul quale non si sbilancia nessuno è: l’efficacia è uguale? Cioè fare un intervento più invasivo e doloroso quale Milligan Morgan conviene per avere risultati migliori? Grazie.
Buongiorno, mi perdoni ma è mio parere è il chirurgo che decide quale tecnica chirurgia attuare per curare in maniera definitiva la persona portatrice di una patologia. Non credo che il paziente abbia le conoscenze per decidere quale intervento fare e non è come scegliere un abito o un’auto. Un unico appunto: la Milligan Morgan è una tecnica descritta all’inizio del 1900 e modificata nella metà del secolo scorso, la THD non rimuove la patologia. Cordiali saluti
Carissimo dottore le scrivo perché in data 23/01/2025 sono stata operata di prolasso emorroidi, con la tecnica MURAL BLOCK purtroppo allergica alla morfina il dolore è bruciore e stato spaventoso.Io ho anche il morbo di cronh pluri operata all' intestino, è quindi il gastroenterologo con il proctologo dicono che non posso essere operata con altri metodi.Dopo 3 giorni mi ricoverano d' urgenza perché con tachipirina 3 volte al dì e 20 gocce di toradol 3 volte al dì non facevano nulla. Mi tengono 5 giorni in ospedale con questi farmaci in via endovenosa,mi hanno detto che ho dell' edema. I dolori sotto i farmaci si contengono appena finisce l' effetto siamo punto è a capo.A distanza di 12 giorni c'è stato un piccolo miglioramento sempre sotto effetto dei farmaci. Il dolore si localizza vicino al cosi detto osso sacro che parte dall'ano in su. Questo dolore finirà? E questa edema sparirà? I medici mi hanno detto che dovrà passare un mese e mezzo
Buongiorno Signora, mi perdoni ma non sono un indovino ma un medico. Rispondere alla sua domanda è difficile anche perché non ho alcuna conoscenza diretta della sua condizione clinica. La tecnica utilizzata per la correzione della sua patologia emorroidaria è considerata mininvasiva e non dolorosa nel post operatorio. E’ evidente che nel suo caso non tutto procede come di consuetudine. Continui a seguire le indicazioni date dal chirurgo che ha eseguito l’intervento e che conosce la sua condizione clinica. Cordiali saluti
Salve dottore, sono una donna di 36 anni. Premetto che sono affetta da mutazione genetica del fattore II della coagulazione (in eterozigosi). Per la prima volta ad ottobre 2023 mi è stata diagnosticata un'emorroide trombizzata, curata con Prisma, Bentelan e Antrolin crema. Dopo circa 10 giorni i sintomi sono regrediti. Esattamente dopo un anno, quindi ottobre 2024, sono tornati i fastidi. All'inizio mi è stata prescritta la stessa identica cura dell'anno precedente, ma con nessun beneficio ottenuto. Anzi, il dolore andava peggiorando, si pensava fosse una ragade. In seguito a colonscopia si è visto che non erano presenti ragadi, ma un prolasso emorroidario e delle marische. In tutto ciò, la crema Antrolin è stata applicata da ottobre fino a gennaio (non so se questo ha potuto influire sull'accesso rilassamento muscolare, provocando poi prolasso). Siamo al 13 febbraio, il dolore c'è ancora, soprattutto al mattino, dopo la defecazione, e continua fino al primo pomeriggio. Al momento la cura è Venaplus 2cp/die, Venaplus gel e Prisma 2 cp/die (Movicol al bisogno). Può darmi un consiglio su come procedere, poichè la vita è diventata quasi invivibile. Grazie in anticipo!
Buongiorno Signora, i sintomi da lei lamentati sono “tipici” della ragade anale e non di un prolasso emorroidario. Premesso che la colonscopia non può diagnosticare la patologia anale ma quella retto-colica, spero che durante le visite (specialistiche) a cui si è sottoposta siano state eseguite delle anoscopie (cioè la visione diretta del canale anale) esami che avrebbero messo in evidenza la presenza di una ragade o di altra patologia. Da quanto scrive deduco che lei sia affetta anche da stipsi, causa frequente di molte patologie del canale ano-rettale, che andrebbe ben inquadrata e trattata per evitare ulteriori peggioramenti. Cordiali saluti
Buongiorno, Il 16/1 sono stato operato per emorroidi di III-IV grado con Ligasure. Ho avuto un decorso tranquillo, meglio del previsto, e dopo due settimane sono tornato al lavoro. Dopo una decina di giorni ho iniziato ad avvertire un dolore come uno spasmo che inizia circa 40 minuti dopo l' evacuazione e dura anche 3-4 ore. Ho richiesto io una visita (ero stato visitato solo 4 giorni dopo l'intervento e mi avevano detto che non servivano altri controlli e il dottore non è nemmeno riuscito a infilare il dito, diagnosticando una stenosi. Mi ha prescritto dilatan prima 18 e poi 23 per 15 minuti. Da circa 7 giorni sto provando ma non riesco a inserire il 18 fino alla fine (circa 3/4) e comunque non più di 6 minuti. La sintomatologia al mattino rimane pressoché uguale. Controllo fissato per il 24/3. È normale che il miglioramento sia così lento? Posso fare altro? (Tipo eventuale fisioterapia) Grazie per il suo tempo
Buongiorno, spero che abbia risolto il suo stato di salute. Precocemente dopo un intervento proctologico quello che si può verificare è uno spasmo degli sfinteri più che una stenosi. Lo spasmo giustifica anche la sintomatologia dolorosa dopo l’evacuazione e probabilmente proèrio per risolvere tale situazione il chirurgo le abbia consigliato l’utilizzo del dilatan. Cordiali saluti
Gentilissimo dottore,con la premessa che ammiro da anni il suo operato anche online che dimostra attaccamento e Passione verso la sua professione, sono una donna di 45 anni da più di 10 anni soffro di emorroidi per stitichezza,che a parte due episodi di ragadi,non avevano mai sanguinato Queste emorroidi sono state classificate di primo grado interne non complicate da proctite,ma tendono ad infiammarsi spesso organizzandosi in trombi specie durante mestruo e ovulazione (sono in pre menopausa) Questi rigonfiamenti violacei a volte sono anche visibili in zona perianale Ho fatto varie visite proctologiche con anoscopie ...uso a cicli flavonoidi e pomate protettive e lubrificanti oltre che lassativi per stitichezza (che è notevolmente diminuita con cambio alimentazione e incremento di fibre) Ultimamente mi hanno prescritto pentacol gel a cicli con discreto successo da tre mesi in occasione del ciclo soffro di ematochezia(così dice il proctologo)feci stirate di sangue e occasionalmente filamenti di muco con prurito anale Soffro ogni tanto di meteorismo con distensione colon...esami del sangue ok Devo fare colonscopia sono letteralmente terrorizzata perché soffro di attacchi di panico Sono psicologicamente provata nel vedere queste striature durante le mestruazioni e il momento della defecazione al mattino a volte è doloroso Soffro di reflusso anche per i sintomi ansiogeni Non ho famigliarità per tumori al colon La colon mi è stata consigliata dal proctologo,io avrei preferito una rettoscopia che non ho mai fatto magari meno invasiva..ma non discuto perché non sono medico Vorrei un suo parere,la ringrazio in anticipo e buon lavoro
Buonasera Signora, innanzitutto credo che la causa della sua sofferenza non sia solo legata ad una patologia anale ma anche colica. E’ mio parere che i suoi disturbi dell’evacuazione provocano traumi del canale anale che evoca i sintomi da lei accusati. Lei comunque scrive di diagnosi di emorroidi di I grado e di pregressa ragade in assenza di proctite e quindi presumo che sia stata sottoposta ad una endoscopia di base (ano-rettoscopia) durante le visite specialistiche, se non altro per escludere la proctite. Intanto sarebe opportuno stabilire se lei soffre di colon irritabile (per questo basta la visita specialistica) e valutare attentamente la condizione anatomica del canale anale e del retto attraverso una videoproctoscopia digitale o una rettoscopia (esami che a mio parere devono essere eseguiti sempre durante una visita colonproctologica). Fatta la corretta diagnosi è possibile stabilire un corretto percorso di terapia. Cordiali saluti
Gentilissimo Dottore . Ho 42 anni e soffro di un prolasso muco emorroidario di II grado . Ho fatto una visita proctologica 10 giorni fa . La terapia prescritta consiste in 2 bustine al giorno di emorsan e crema rettale emoflon. Noto che quando sono coricata o seduta sto bene , ma non appena cammino per più di 10 min il prolasso esce e mi dà fastidio ( non male ) . La mia domanda è se c’è possibilità che il prolasso rientri ( è circa un mese che si ripresenta appena mi muovo ) in modo spontaneo o se devo ricorrere a qualche tecnica chirurgica per risolvere la cosa e se la terapia prescritta ha senso . ( mi sembra Molto blanda )Sono molto preoccupata, ho anche smesso di andare in palestra per non peggiorare il tutto . La ringrazio anticipatamente del riscontro
Buonasera, i sintomi che accusa non credo possano regredire completamente con una terapia farmacologica anche se sarebbe necessario stabilire correttamente quale è il grado del prolasso mucoso e di quello emorroidario. Dico questo poiché quanto descrive non può essere paragonato ad un quadro di II grado ma di una grado più elevato e che andrebbe ben inquadrato. Inoltre sarebbe necessario anche stabilire quale è la tonicità del pavimento pelvico e degli sfinteri anali, strutture che dovrebbero impedire o contebnnere la fuoriuscita delle strutture del canale ano-rettale. Fatta una corretta diagnosi è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia. Cordiali saluti
Salve ho 42 anni, per ODS da ipertono anale e prolasso rettale interno che intervento migliore è indicato, sono già stato operato per emorroidi di 3 grado con metodo THD e mucopessia e il prof. Longo mi ha indicato la tecnica STARR
Buonasera, credo che lei abbia già letto sul mio forum cosa penso della STARR. Inoltre la THD non cura definitivamente la patologia emorroidaria di III grado, associata anche a prolasso mucoso, e i pazienti che hanno subito questo tipo di intervento nel medio-lungo periodo ripresentano gli stessi sintomi e problemi. Stabilire quale è il migliore intervento nel suo caso impone una corretta diagnosi e quella fatta da altri specialisti (ostruita defecazione e prolasso interno) ha il solo scopo di proporre l’intervento di STARR (anche per 14 mila motivi). Spero di essere stato esaustivo. Cordiali saluti
Gentile dott Nicastro sono una signora di42 ann ed il mese di Aprile sono stata operata di emorroidi di 4 grado con tecnica milligan-morgan .Da allora a parte i dolori lancinanti ho avuto seri problemi per defecare a tal punto da aiutarmi con le mani. Ho fatto sotto consiglio diel proctologo la defecografia con esito prolasso mucoso ,ampio rettocele anteriore e perineo discendente.mi hanno consigliatoun secondo intervento con metodo longo ma sinceramente ho molti dubbi nn vorrei peggiorare la mia situazione.purtoppo io insegno fitness e tutta questa situazione per me è molto invalidante ho provato diete per mantenere feci più morbide ,ho usato bustine e sciroppi di vario genere ma il momento defecatorio è diventato un parto.Attento un suo consiglio prezioso per me.Buon lavoro
Cara Signora,
non credo che quanto rilevato dalla defecografia sia una condizione insorta dopo l’intervento. A parte il prolasso mucoso che il chirurgo dovrebbe aver constatato durante l’intervento e che quindi poteva correggere, il rettocele e la sindrome del perineo discendente sono condizioni che prevedono uno stato di sofferenza cronica del pavimento pelvico che ne determinano uno stato funzionale alterato. Ma la diagnosi di rettocele e di perineo discendente è facile ed è possibile con una normale visita proctologica che sicuramente avrà eseguito per la patologia emorroidaria che per essere stata di IV grado poteva far ipotizzare uno stato di sofferenza di lunga data. queste considerazioni sono necessarie perché l’esito della defecografia potrebbe essere smentito dall’esame obiettivo locale e che i suoi sintomi potrebbero essere conseguenti proprio all’intervento per la malattia emorroidaria che ha portato ad una alterazione del canale anale (stenosi o substenosi) con difficoltà alla espulsione delle feci. Una visita proctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e un adeguato percorso di terapia che potrebbe prevedere una riabilitazione del pavimento pelvico anziché un intervento come quello a lei proposto e di cui penso ne potrà leggere effetti e risultati nelle testimonianze delle persone pubblicate nelle pagine del mio sito.
Buonasera dottore, sono un uomo di 42 anni e due anni fa sono stato operato alle emorroidi di terzo grado con metodo longo.Dalle visite di controllo mi è stato detto che l'operazione è perfettamemte riuscita però non ho trovato giovamento ovvero, il prolasso non si è mai riassorbito e spesso mi si infiamma gonfiandosi, ho dei sanguinamenti periodicamente e di conseguenza anche dolore.Vorrei avere un suo parere tenendo conto che soffro di colon irritabile e spesso mi capita di avere dei periodi di diarrea che sicuramente non mi aiuta con le emorroidi .Grazie buonasera.
Caro Signore,
un intervento può considerarsi riuscito quando migliora la qualità e la quantità di vita della persona sofferente. Ma la sua storia non è diversa a quella di tante persone che hanno subito lo steso intervento che , a mio personale parere, non cura la patologia emorroidaria e che è gravato da complicazioni che non ne giustificano l’attuazione. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale per una corretta diagnosi e un corretto percorso di terapia che non trascuri la cura del colon irritabile.
Buongiorno, avrei una domanda da porle. Ho fatto da circa un mese e mezzo un intervento di thd per emorroidi di II grado sanguinanti, ma tuttora l'intervento sembra sia stato vano, poichè soffro degli stessi sintomi, nonchè è uscito un gavocciolo esterno all'inizio trombizzato, in seguito alla rottura di un punto, dopo circa 21 giorni. Tale punto protrudeva dall'orifizio anale e il chirurgo l'ha poi tagliato verso il bordo dell'orifizio, mentre è uscita anche una rete intrecciata di fili in corrispondenza di tale giorno, dopo essere andato in bagno. Visto che il gavocciolo è comparso in corrispondenza di tali eventi e intorno al 21 giorno, vorrei sapere se è stato causato dalla rottura del punto che quindi ne ha reso vano l'intervento. Tra l'altro prima dell'intervento non avevo alcun gavocciolo completamente all'esterno dell'orifizio, non può essere magari che sia peggiorato o che sia un circolo collaterale creatosi?Eventualmente il chirurgo vorrebbe aspettare fino a tre mesi per poi effettuare una scleroterapia su quel vaso, poichè sfregando durante l'evacuazione è causa di striature ematiche. Non si potrebbe effettuare invece la scleroterapia selettiva di cui sento ben parlare? Grazie per le delucidazioni.
Caro Signore,
quello che descrive non è un regolare decorso post-operatorio dopo dearterializzazione doppler guidata dei plessi emorroidali. Probabilmente si può ipotizzare una difficoltà durante l’intervento nella sutura delle arterie e nell’eventuale correzione di un prolasso mucoso. Questo potrebbe spiegare la precoce perdita della sutura e la trombosi di un peduncolo. In caso residui una patologia emorroidale possono essere impiegate altre tecniche, come la scleroterapia, ma a mio giudizio, bisogna attendere almeno tre mesi dall’intervento principale e poi valutare una terapia più definitiva come una ripetizione della dearterializzazione. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una migliore definizione diagnostica e per un corretto percorso di terapia.
Gentile dottore,Mi sono operato 2 giorni fa: fistulectomia + emorroidectomia. A parte il dolore la cosa che mi preoccupa di più e' il sanguinamento , copioso sopratutto dopo le 2 defecazioni che ho fatto oggi (anche se morbide). Lei dice che è normale o devo preoccuparmi per il sangue che sto lasciando? La tazza diventa rossa. Grazie in anticipo. Paolo
Caro Signor Paolo,
non credo che i sanguinamenti così copiosi siano normali per un decorso post-operatorio di asportazione delle emorroidi. Consulti il chirurgo che ha eseguito l’intervento per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.
Gent.mo dottore, cercherò in breve di descrivere la mia situazione. Ho 45 anni e circa 20 anni fa ho subito un intervento classico di asportazione di una fistola e di una emorroide esterna trombizzata. Ricordo che il chirurgo a suo tempo mi disse che avevo anche delle emorroidi interne e che non potette intervenire radicalmente per probabili problemi di infezioni. Le emmorroidi sono ricomparse, e durante la defecazione peraltro normale uscivano fuori e poi dopo dovevo manualmente provvedere a farle rientare. Mi sono sottoposto ad un intervento di dearterializzazione 4 anni fa ma nulla da fare, dopo un anno dall'intervento ho nuovamente avuto emorroidi trombizzate e di corsa al pronto soccorso. Due anni fa ho fatto la Longo, ho avuto problemi di urgenza defecatoria, di incontinenza e a volte difficoltà nella minzione o viceversa urgenza di urinare. Circa due settimane fa però mi è venuta una piccola emorroide e sono andato in visita dal chirurgo che mi ha operato il quale mi ha detto che a volte può succedere ma nulla di allarmante e mi ha dato una cura. Le dico invece che non mi sento per nulla bene, che ho spesso bruciori e che vivo un disagio perenne (pesantezza addominale, svuotamento non completo delle feci, difficoltà ad urinare). Sono sconfortato e confuso, chiedo il suo autorevole parere. Grazie
Caro Signore.
la sua storia clinica è abbastanza complicata perché si possa dare un giudizio sereno. L’intervento eseguito 20 anni fa ha risolto un problema non facile e concordo con il chirurgo che non è consigliabile un intervento sulle emorroidi in caso di fistola per problemi di infezioni, che possono complicare il decorso post-operatorio. A mio parere andava ben valutato il fallimento della dearterializzazione in quanto, se la tecnica è eseguita correttamente, la probabilità di una ripresa di malattia è veramente scarsa. Ma la patologia emorroidaria ha una causa che se non è rimossa è causa di ripresa di malattia. Mi sembra di capire che la sua defecazione è descritta come normale, ma sono proprio i disturbi della defecazione che spesso portano alla patologia emorroidaria e lei questi disturbi continua a lamentarli (pesantezza addominale, svuotamento non completo delle feci, difficoltà ad urinare). Inoltre sia la dearterializzazione che la cosiddetta tecnica di Longo non asportano le emorroidi e anzi quest’ultima spesso è gravata da complicanze come lei descrive (problemi di urgenza defecatoria, di incontinenza e a volte difficoltà nella minzione o viceversa urgenza di urinare). Il mio consiglio è di valutare correttamente se esistono problemi legati appunto alla defecazione intesa anche come transito intestinale, inoltre sarebbe opportuno avere un quadro reale della condizione dei plessi emorroidali e valutare gli esiti cicatriziali dei pregressi interventi subiti mediante una accurata visita colonproctologica completata con Videoproctoscopia Digitale. Solo dopo aver fatto una diagnosi precisa è possibile stabilire un corretto percorso di terapia.
sono stato operato da una settimana chirurgicamente di emorroidi interne ed esterne, ho dolori quando vado in bagno per almenno 1/2 ora e sanguinamenti,i dolori della giornata li sopporto a fatica , quale crema o altro posso mettere per guarire le ferite prima possibile poiche' debbo andare all'estero al caldo per lavoro e cosa debbo portare come cura.Grazie infinite
Il dolore dopo l’emorroidectomia può essere controllato (come indicano i maggiori studi) con degli antidolorifici-antinfiammatori. Il dolore e le perdite ematiche speso sono dovuti alla tecnica utilizzata e all’entità dell’intervento. Dopo l’intervento sarebbe opportuno non applicare alcuna crema sulle ferite in quanto queste devono guarire spontaneamente e nel tempo dovuto e in alcuni casi è proprio l’applicazione delle creme ad impedire una corretta cicatrizzazione.
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