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Gent. Prof. Nicastro, Sono stato operato di emorroidi di III grado, con legatura elastica presso il Policlinico di Roma, in varie fasi durate tre mesi, ma alla fine continuo a sanguinare all'atto della defecazione. A questo punto il prof. mi ha consigliato di effettuare un intervento con la tecnica THD per chiudere i vasi sanguigni. Io sono rimasto alquanto perplesso anche perché, dopo tante sofferenze credevo di aver risolto il problema ed invece mi ritrovo punto e accapo. Potrebbe lei obiettivamente darmi un qualche consiglio in merito? E se c'è un'alternativa all'intervento per far smettere il sanguinamento?
Caro Signor Salvatore,
la legatura elastica trova la sua indicazione nelle emorroidi sintomatiche di 1° e 2° grado. Se la sua patoogia era di 3° andava trattata con una tecnica diversa sin dal principio. La tecnica meno invasiva adottata per la cura delle emorroidi (a mio parere) è la THD ma la sua indicazione deve essere supportata da una reale diagnosi sul grado della patologia.
Buongiorno dottore, vorrei chiederle se esiste la possibilità di cura di emorroidi di 4° grado (già diagnosticate) con tecnica Hal doppler. Aggiungo che ho 52 anni e una certa paura per l'anestesia ....la mia domanda nasce dal fatto che ho già subito un intervento a Cosenza con hal doppler (con emorroidi già di 4° grado) purtroppo mal riuscito. Il chirurgo mi ha poi infatti detto di non aver effettuato l'ancoraggio della mucosa, per cui non ho risolto il problema. Distinti saluti
Caro Signor Giovanni,
più che Hal dopller consiglierei la THD tecnica più selettiva e che permette un ancoraggio mucoso più selettivo. Comunque le emorroidi di 4° grado sono un vero limite alla metodica e la su applicazione dipende molto da una corretta valutazione dello stato patologico. Una visita specilistica comopletata con una videoproctoscopia potrebbe essere utile al fine di definire il grado della patologia e le opzioni terapeutiche.
Cari saluti
egregio dott.nicastro avrei bisogno di un parere sono stata operata due mesi fa di emorroidi interne con un prolasso e un trombo? con il metodo ligasure post operatorio molto doloroso adesso mi ritrovo con l'ano notevolmente ristretto e ho difficoltà ad andare in bagno. il dott. che mi ha operato vuole farmi una plastica (che ho gia avuto nella prima operazione)lui dice che adesso on sarà molto dolorosa sono terrorizzata he fare? la prego mi aiuti
Cara Singora,
presumo che si sia instaurata una stenosi anale post-operatoria. Una valutazione proctologica adeguata potrebbe essere utile per capire se la stenosi potrebbe essere superata con altre tecniche utili ad evitare un ulteriore intervento. Se la stenosi è serrata invece l’intervento si rende necessario.
Cari saluti
Gentile Dr.Nicastro, ho letto le sue risposte di consulenza riguardanti la patologia emorroidara e da come puo' immaginare cercavo risposte in merito ad una mia patologia in atto. In agosto ho sofferto per una ragade anale, (vistadel medico di base che è anche chirurgo) che si è "risolta" (so che rimane una patologia silente) spontaneamente in un mese con l'uso di un siero che favoriva la riformazione delle cellule (non rammento ora). In seguito a cio' ho inziato a soffire di emorroidi compatibilemnte con l'inizio di un nuovo lavoro (sedentario e stressante) che mi ha portato a mangiare male, di fretta a dover rinunciare allo sport, congiuntamente all'esigenza di molte ore seduta perchè sono una psicologa e mi sto' specializzando. La cosa piu' strana è che sono diventata stitica, cosa che nn mi ha mai riguardata. Sono sempre stata regolare con rari casi di stipsi e di diarrea Soffro moltissimo il cambiamento di orario. Prima lavoravo di pomeriggio e la mattina "ero calma" ed il mio orario di regolarità "era" le 11.00. Non riesco a regolarizzrmi mi sento sempte stanca bevo caffe'..e poca acqua! Ora vado in bagno ogni 3/4 giorni e non sempre bene..faccio fatica. La seduta è lunga ho sempre la sensazione che "non ho finito" e mi sembra di dover partorire un drago. Non ho avuto gravissimi episodi di sangunamento se non lieve, poi il sanguinamento si è interrotto, ma ho sempre una sensazione di pesantezza anale, anche quando vado ad urinare, ho uno stato di tensione come se avessi una ferita che tira. alla palpazione sento delle strutture molli tra l'interno e l'esterno e una lieve tensione anale. Ho usato la famosa preparazione h che mi da sollievo sopratutto x defecare senza "graffiare", ma già sapevo che non sarebbe stata curativa. Ho usato anche ultraproct, che mi toglie il dolore ma cmq.. le chiedo quindi la possibilità di una visita per una cura ed eventualmente valutare l'opzione chirurgica col thd, che ho sentito essere meno invasivo, risolutivo e poco doloroso. Le chiedo in ultimo: qualora il metodo THD dovesse essere unito a sfinteroctomia interna (x ragade, come leggevo), l'intervento è piu' doloroso? Le dico questo perchè sono molto paurosa, sopratutto di manovre e visite e post-operatori(gli psicologi sono i peggiori pazienti!) grazie per un suo prezioso consiglio
Cara Signora Silvia,
la ringrazio per la fiducia e sarò onorato, qualora lo ritenesse opportuno, di visitarla e poterle dare, lo spero, utili consigli. Ma il primo che mi preme dare è quello che DEVE bere almeno due litri di acqua al giorno per poter contrastare la sua stipsi. Già questa potrebbe essere una prima cura per farla soffrire di meno. La visita proctologica, completata con la videoproctoscopia, sarà dirimente sullo stato attuale della patologia anale anche per poter stabilire un adeguato percorso di terapia. Riguardo la THD ormai è entrata nell’uso comune del trattamento della patologia emorroidaria mentre pratico il meno possibile la sfinterotomia, necessaria solo nel caso la ragade sia mentenuta da un “vero” ipertono. Qualora si renda necessario un trattamento per la ragade questo sarà assolutamente indolore anche se qualche fastisdio potrebbe insorgere in relazione alla sola ferita anale.
Cari saluti
Buongiorno dott. Nicastro, sono uno studente universitario nonchè sportivo e ho 24 anni. La contatto nella speranza che lei possa darmi utili consigli a un problema che ormai mi porto da un paio di anni. Soffro infatti di emorroidi e lo scorso anno sono stato operato secondo il metodo Longo a causa di evidenti dolori. I riscontri del'intervento non sono stati buoni, dopo infatti due mesi dall'operazione ho riscontrato delle nuove fuoriuscite emorroidiali, in modo particolare dopo la defecazione con conseguente perdita di liquido spesso molto imbarazzante e fastidioso. Questa primavera ho fatto dunque un esame rettoscopico e mi sono state riscontrate nuovamente congestioni e prolasso, mi è stata consigliata perciò una nuova operazione, anzi due, metodo Starr e quello piu tradizionale. Sono un po' scettico e volevo sapere dunque cosa ne pensa lei e se può consigliarmi, fino a quando troverà la convinzone di sottopormi a una nuova operazione, a qualche cura per alleviare la congestione.
Caro Signor Samuele,
l’intervento di Longo, a mio parere, non cura la patologia emorroidaria. Vista la sua condizione non trovo adeguato nemmeno l’intervento di STARR, oltretutto gravata da serie complicanze post-operatorie. Le consiglio di sottoporsi a visita proctologica completata con videoproctoscopia digitale al fine di stabilire lo stato attuale della patologia e quindi prescrivere un adeguato percorso di terapia.
Buon giorno dott. Nicastro, ca 5 anni fa sono stato operato alle emorroidi con il metodo Longo e ca 2 mesi fa durante una defecazione dolorosa presumo per stitichezza, ho avuto delle perdite di sangue rosso vivo (solo 1 volta) e da ca 2 settimane ho un forte dolore nella zona anale che al tatto sembra gonfio,persiste inoltre la difficoltà a defecare. Domanda: Potrebbereo essersi riformate le emorroidi? Ho sentito che i casi di recidiva con il metodo Longo sono più frequenti degli altri metodi è vero? Se fossero emorroidi si possono rioperare con il metodo classico? Che esami mi consiglia per appurare le cause del dolore?
Caro Signor Walter,
a mio parere l’intervento di Longo non cura la patologia emorroidaria e la maggiorparte dei pazienti operati a distanza variabile di tempo ripresentano i sintomi della malattia. Si potrebbe dire che è una recidiva ma il termine è improprio in quanto la malattia non è stata mai curata. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per definire meglio la diagnosi e stabilire un corretto percorso di terapia.
caro dottore volevo per cortesia dei chiarimenti in merito.operato 2 volte di emorroidi ho 46 anni 1 operazione anno 2000 nel giro di 8 mesi dall"intervento sono ritornato come prima, il dottore che mi aveva operato mi dice che l"intrvento non eriuscito mi consiglia di operararmi per la 2 volta,operazione fatta con suturatrrice e messo i punti,fino al 2010 andava tutto bene,poi mi e" venuta una ragade anale ho fatto delle cure con pomate e dilatatori, il a distanza di 1 anno il problema persiste,nello stesso tempo mi si sono ripresentate le emorroidi con un gavocciolo alla parte sinistra con forti dolori e bruciori,dallo specialista mi ha sconsigliato fare un altro inervento,perche dopo 2 interventi posso avere problemi di incintinenza,volevo chiederle per cortesia,mi devo operare ancora?posso avere l"incontinenza?i tessuti quate operazioni possono reggere senza conseguenze irreversibili?la ringrazio tanto.
Caro Signor Piero,
ogni intervento proctologico se eseguito impropriamente può provocare incontinenza. Nel suo caso bisognerebbe stabilire correttamente lo stato patologico e comprendere quale è il residuo di malattia emorroidaria e quali sono state le conseguenze dell’intervento con suturatrice meccanica. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una corretta diagnosi e una adeguata terapia.
Cari saluti
carissimo dottore, non so più cosa fare.le racconto. nel febbraio del 2010 vengo operata di emorroidi esattament 3, prolasso con il metodo Longo. non sono rimasta soddisfatta in quanto per oltre un mese o dovuto assumere antidolorifici, ma superato il periodo, diciamo critico, le cose sono andate discretamente bene. da quest'estate, però, ricomincio ad avere dolori durante defecazione il chirurgo mi rassicura ed io correggo l'alimentazione e pratico un po' di moto. ma ad oggi la situazione è precipitata.Ho un'escrescenza anale dura dolorosa, sensazione di lance in fiamme durante la defecazione ed il bruciore continua a fitte anche per diverse ore. E' invalidante. sempre il chirurgo mi diagnostica una ragade per cui Anonet lavaggi, Anonet Plus, Antrolin,ma dopo 15 giorni nessun miglioramento, aggiungiamo fiale di Fleboside e dopo 4 giorni rivado a visita. esito? Rectogesic ancora Anonet e Fleboside. Ma oggi dopo l'evacuazione delle 7,00 mi sono alzata dal letto alle 15,00 dopo una compressa di voltaren. ne uscirò da questa situazione?
Cara Signora Loredana,
è mio parere che la tecnica di Longo non cura la patologia emorroidaria ed è gravata da complicanze che non ne giustificano l’applicazione. Nel suo caso credo sia indispensabile una esatta valutazione colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale per comprendere lo stato attuale della patologia che la sta facendo soffrire e stabilire un corretto percorso di terapia.
Cari saluti
Spett. Dott. Nicastro, mi scusi se la disturbo ma avrei bisogno di un suo parere medico in quanto affermato colonproctologo. Sono stato operato di emorroidi di 2°-3° grado mediante tecnica Longo in data 21 Sett. 2011 e ad oggi (5 Ottobre) devo dire che i tempi di recupero brevissimi eccetera sono assolutamente falsi. Forse dipende da caso a caso, dipende dalla bravura / esperienza del chirurgo, dipende da mille cose, ma di certo non sto avendo una guarigione miracolosa. Praticamente adesso (dopo 2 settimane dall'intervento) mi trovo a defecare in maniera quasi normale nel senso che sanguinamento non ne ho praticamente più, ma ho un problema di urgenza mostruoso nel senso che quando sento lo stimolo devo precipitarmi in bagno nel giro di pochi secondi . Seconda cosa: dopo le prime defecazioni post operatorie ho notato la presenza di un prolasso (grosso circa come un Tic-Tac per capirci) costante. A volte tale prolasso si indurisce e diventa fastidioso (non dolorosissimo però), a volte sembra quasi inerte.... Terza cosa: sto continuando ad assumere Olio di Vaselina prima dei due pasti principali e per caso ho notato sulla confezione di non insistere nell'uso per più di 1 settimana (io sono quasi a due). Dato che ho delle perdite di muco (sostanza marroncina) dall'ano e la sera ho delle irritazioni nella zona anale, potrebbe darsi che l'uso di Olio di Vaselina insistito mi stia dando dei problemi ? Qual'è il suo reale uso ? Purtroppo la visita col chirurgo ad una settimana dall'intervento ho dovuto disdirla in quanto l'ospedale (lontano 150 km da casa mia) era una meta troppo lontana per poter essere sopportata da me in quanto dopo una settimana non riuscivo ancora a stare seduto per più di 30 minuti... Mi dia un parere, Dottore, la prego, questo metodo Longo è sicuramente innovativo ma su internet si leggono cose terribili e non vorrei illudermi o scoraggiarmi.
Caro Signore,
a mio parere queste sono le conseguenze dell’intervento di Longo e la sua esperienza non è diversa da quella di tante persone sottoposte a questo tipo di intervento. Anche se l’esito probabilmente dipende da tutte le variabili da lei descritte credo che per un medico è importante curare una persona non attuare un intervento. La tecnica di Longo non cura le emorroidi e quello che lei descrive come prolasso non è altro che la persistenza di malattia. L’urgenza alla evacuazione è solo uno dei problemi e le consiglio di sostituire l’olio di vaselina con delle fibre.
Cari saluti
salve dott. le scrivo per il mio compagno di 40 anni... una sett fa ha fatto un intervento a istituti clinici di monza per un prolasso dei emorroidi. ci hanno assicurato che era un intervento non invasivo e senza conseguenze.... il mio compagno ha eseguito l'intervento il martedi e il mercoledi e stato dimesso..... li hanno fatto una s.t.a.r.r . appena tornato a casa aveva dei dolori piu forti e la mattina succesiva lo portato al pronto soccorso.... esito: operato d'urgenza per PNEUMO ED EMOPERITONEO A DISSECAZIONE DEL RETTO DA EMATOMA POST INTERVENTO DI PROLASSECTOMIA. E STATO SOTTOPOSTO AD INTERVENTO DI HARTMANN... ORA E A CASA FRA 4 MESI DEVE FARE DI NUOVO UN INTERVENTO PER LA CANALIZAZIONE AVENDO ORA UNA COLOSTOMIA PROVISORIA DALLA PARTE SIN DELL ADDOME..... VORREI TANTO SAPERE COME E POTUTO SUCCEDDERE UNA COSA DEL GENERE..... E SE SOPRATUTTO SI POTEVA EVITARE....LA RINGRAZIO DI CUORE IN ANTICIPO.
Cara Signora Dorina,
mi creda sono addolorato per quanto successo al suo compagno. È da molto tempo che mi ostino a descrivere l’intervento di STARR come pericoloso e ingiustificato per la cura della patologia emorroidaria. Questa sua testimonianza ne è l’ulteriore conferma. Certamente che il tutto si poteva evitare operando semplicemente il suo compagno con una tecnica adeguata, semplicemente non eseguendo la STARR.
Cordialmente
Salve, anzitutto chiedo scusa se sarò imprecisa nella descrizione del problema, si tratta di mio marito (39 anni) che domani avrebbe dovuto subire intervento (Longo) e che è fortemente deluso ed amareggiato poiché l'intervento è saltato causa inefficienza ospedaliera. Commenti a parte, leggendo le varie problematiche mi sembra di capire che l'intervento di cui in oggetto non risolve definitivamente il problema, allora mi chiedo se prima di intervenire chirurgicamente non si possa affrontare una qualunque terapia che a noi non è stata indicata durante le varie visite ospedaliere. Grazie sin d'ora dell'attenzione e della risposta.
Cara Signora Paola,
sono quasi contento che l’inefficienza del sistema sanitaria abbia fatto saltare l’intervento su suo marito; è stata evitata una altra probabile vittima di un intervento inefficace e molte volte dannoso. Non posso sinceramente dirla se è possibile effettuare altre terapie poiché queste sono determinate dal grado di gravità della patologia emorroidaria che affligge suo marito.
gentile dottore, a fine maggio mi sono sottoposto ad un intervento THD a causa di emorroidi di 2 3 grado sanguinanti he mi avevano portato ad un anemia piuttosto seria. dopo l'itervento non ho avuto piu problemi ma oggi ho notato come delle piccolissime macchie di sangue sulla carta igienica. le volevo chiedere se e' una possibilita' che mi siano tornate le emorroidi. grazie
Caro Signor Giuseppe,
l’intervento di dearterializzazione non prevede l’asportazione delle emorroidi per cui parlare di recidiva è sbagliato. Comunque piccole perdite ematiche sulla carta al momento della pulizia non sono indice di patologia emorroidaria ma possono essere legate a piccole lesioni della cute anale. Per risolvere ogni dubbio consulti un colonproctologo di fiducia in modo da avere una adeguata diagnosi e una corretta terapia.
Cari saluti
Salve dottore, ho 23 anni. Da almeno 3 anni soffro di ipertono sfinterico o almeno credo. Mi spiego: Ho fatto vari esami 5 anni fa. quando il proctologo ha intuito fosse ipertono ha prescritto manomettria anorettale ma con esito negativo, indicava solo contrazioni involontarie del paziente. io persi la fiducia e abbandonai le visite pur continuando a soffrire molto. Grazie ai forum internet scoprii che molti avevano sintomi come me iniziai a fare bidet caldi e userò anche il dilatan per provare. I principali sintomi sono difficoltà nel defecare, senso di non defecazione completa, quasi impossibilità a buttare fuori aria,contrazioni forti involontarie. Lei pensa si possa risolvere col dilatan? altrimenti come? premetto che non ho mai avuto ragadi, ma solo emorroidi un paio di volte che ho curato con daflon. La ringrazio per la sua disponibilità.
Caro Signor Luca,
i disturbi lamentati possono dipendere da varie cause che andrebbero ben investigate per decidere un adeguato percorso di terapia. Prima di sottoporsi ad automendicazioni, più o meno cruente, dettate dalla lettura di notizie sul web il mio consiglio è di consultare un colonproctologico in carne e ossa (e non virtuale o in second life) per definire la diagnosi, in caso di dubbi prescrivere ulteriori accertamenti e quindi decidere la giusta terapia.
Tre anni fa ho fatto un intervento(Longo) al prolasso rettale. Il problema non è stato risolto, perché a poco tempo è uscito nuovamente.Dietro a questo intervento sono rimasta con gonfiore sacrale, dolori e disturbi rettali e sacrali che mi impediscono a vivere e lavorare. Potrei sapere che cosa mi crea tutto questo danno e se si può risolvere? Che cosa dovrei fare? Con infinite grazie.
Cara Signora Valentina,
purtroppo le compolicanze legate all’intervento con suturatrice meccanica (Longo) sono diverse e tante e molti pazienti non solo non risolvono il problema della patologia ma presentano dolore cronico. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale al fine di stabilire la causa della sua sofferenza e impostare una adeguata terapia.
Gent. Dott. Nicastro, sono una donna di 46 anni e soffro di emorroidi esterne che, peraltro, non rientrano manualmente. In quest'ultimo anno ho notato che nelle stesse si sono formate alcune "bollicine" rossastre morbide che poi hanno modificato colore e aspetto diventando ruvide e grigiastre. Si tratta di condilomi? Possono i condilomi crescere direttamente nella punta finale delle emorroidi? Cosa mi consiglia di fare?
Cara Signora Giuliana,
il grado della sua patologia emorroidaria, da quanto descrive, è presumibilmente il IV. In questo stadio è possibile che si ha una cronicizzazione delle lesioni che cambiano colorito e aspetto e non sono da riferire a condilomi ma a marische e piccoli fibromi cicatriziali. Si soppoponga a visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale al fine di definire meglio la diagnosi e stabilire un adeguato percorso di terapia.
Buongiorno, Le espongo il mio caso nella speranza di un suo consiglio: Soffrivo di patologia emorroidaria 2° grado. Ho fatto alcuni cicli di legatura elastica senza successo. Un anno fa ho deciso di sottopormi ad un intervento di dearterializzazione emorroidaria transanale doppler-guidata (THD). In pratica vengono legati i sei rami dell'arteria emorroidaria per ridurre il flusso arterioso. Oltre a ciò è stata eseguita la pessia per risolvere un contestuale problema di prolasso. Risultato prepost operazione. Prima combattevo con le emorroidi, ora combatto con un non meglio identificato problema di dolore anale. Mi spiego meglio: - Dolore quando rimango seduto a lungo. Questa è una certa e ben precisa causaeffetto. Più sto seduto e più fa male. Il dolore aumenta progressivamente nell'arco della giornata (faccio vita d'ufficio e auto). Alla sera sono dolori e bruciori. A volte sul lato destro, più frequentemente su quello sinistro della zona anale. Avverto anche una sorta di gonfiorepeso. - Talvolta il dolore si irradia sul gluteo e sull'inguine. - Quando sono disteso il problema scompare, soprattutto quando sono a pancia in giù. - Al mattino appena sveglio va che è una meraviglia. - Quando mi immergo in un bagno caldo, il dolore scompare. - Quando bevo un goccio in più (vino, birra, raramente qualche alcolico) il dolore quasi scompare (se non ci fosse da piangere, riderei come un pazzo, invece sto pensando di darmi all'alcool). - Quando faccio sport talvolta peggiora (esempio tennis intenso), a volte migliora (esempio footing). - Anonet in crema mi aiuta nei momenti peggiori. - Nessun visibile problema urinario, genitale, ecc. - Varie visite successive (non strumentali, a parte l'anoscopia) hanno escluso patologie varie. Un proctologo mi ha diagnosticato la sindrome del pubo rettale, consigliandomi cicli di riabilitazione, bio feed back, ecc. (che non ho ancora intrapreso, perché non ci credo molto!). In realtà mi sembra di essere sempre contratto in quella zona, ma se fosse un problema di tensione rettale, non dovrebbe esserci correlazione con la postura. Voglio dire, dovrebbe far male anche da sdraiato ad esempio. - Mi ritrovo invece nell'elencazione dei sintomi relativi alla patologia del pudendo o perlomeno in buona parte di essi.
Caro Signor Roberto,
credo prorpio che potrebbe trattarsi di una sindrome del pudendo e che questa si sia stata evidenziata dall’intervento di THD con pessia che ha svolto il ruolo di spina irritativa. Un adeguato inquadramento diagnostico potrebbe essere utile per un corretto percorso di terapia.
Salve Dottore 6 anni fa sono stato operato di emorroidi con in metodo Longo. A distanza di 2 anni dall'operazione si sono ripresentate perdite di sangue durante la defecazione che continuano ancora oggi. Ora ci sono periodi di 3/4 mesi durante i quali non ho perdite e periodi che posso durare anche 20 giorni durante i quali ho perdite di sangue anche abbondanti. Capita spesso che il sangue esca prima di defecare e anche quando ho diarrea ho perdite di sangue. Prima della fuoriuscita del sangue sento come un qualcosa che si rompe e dopo aver defecato trovo come delle sacche con del sangue. Quando ho perdite di sangue, accuso anche un certo fastidio alla pancia(una sensazione di bruciore) e dolore alle emorroidi se non le faccio rientrare. 6 anni fa prima dell'intervento ho fatto anche una colonscopia e non hanno trovato nulla. Gli esami del sangue sono perfetti. Vorrei risolvere questo problema, ma dopo il fallimento del primo intervento non so che fare.
Caro Signor Nicola,
il primo intervento non è stato un fallimento ma soltanto un intervento che non cura la patologia emorroidaria e lei come tantissimi altri pazienti dopo un periodo di relativo benessere ha nuovamente i sintomi di una patologia mai curata. Una visita colonproctologica completata con videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile per una definizione diagnostica e per stabilire un corretto percorso di terapia.
Gentile dottore, mi scusi se questa e la seconda volta che le scrivo però essendo più esplicito nel descrivere i miei sintomi, mi auguro che mi possa dare delle indicazioni più mirate al caso. Dopo aver fatto una colonscopia risultata nella normalità, sono stato sottoposto ad emorroidectomia con metodo Ligasure a metà aprile 2010 per emorroidi esterne di 4° grado; Purtroppo dopo i dolorosi e normali postumi post-operatori, a tutt'oggi a distanza di 4 mesi ho dei problemi nella defecazione. Se la defecazione avviene in presenza di feci normali o piuttosto molli, al loro passaggio mi provocano un lieve dolore tagliente all'ano di poca entità , senza alcuna perdita di sangue e riesco ad evacuare senza eccessivi sforzi Alcune volte però, se si ha la formazione delle prime feci abbastanza compatte e dure che mi fanno da tappo vero e proprio, ho un' enorme difficoltà ad evacuare e dopo svariati sforzi, da farmi sudare, anche se riesco ad evacuarle, al loro passaggio mi provocano un dolore tagliente e lancinante all'ano con qualche perdita di sangue rosso vivo. Il proseguo dell'evacuazione di altre piccole quantità di feci avviene in modo indolore anche perchè sono più molli e di spessore molto più ridotte. In entrambi i casi ,ossia dopo la defecazione sia con feci dure oppure molli, dopo previa e accurata pulizia ed igiene con dei lavaggi , inizia a comparire un pesante e fastidiosissimo bruciore anale interno ed esterno che si protrae per 4- 5 ore circa, la cui intensità è proporzionale alle difficoltà e allo sforzo fatto durante la defecazione. Sistematicamente 2 ore dopo aver defecato, sento, oltre al bruciore preesistente dalla defecazione precedente che come dicevo si protrae per 4-5-ore, una fastidiosa pesantezza a livello anale con la necessità di una seconda defecazione, che avviene, in modo indolore, con piccole quantità di feci e tante volte con l'emissione di gas. Dopo di ciò , va scomparendo la pesantezza anale che avevo , ma persiste , come dicevo prima, il fastidiosissimo bruciore anale che si protrae per altre 3 ore circa. Dopo questo tempo, viene a ristabilirsi , sino alle prossima defecazione che avviene alle 36- 48 ore circa, una situazione di assoluta normalità senza alcun sintomo particolare.
Caro Signor Franco,
credo che lei debba prendere in considerazione una attenta valutazione colonprctologica, magari completata con videoproctoscopia, per definire meglio la diagnosi della patologia anale che causa tanta sofferenza. Ormai l’intervento effettuato è ben consolidato e credo che possa esistere una complicazione o una seconda patologia meritevole di trattamento.
Buongiorno, ho sentito parlare del metodo THD, e avendo emorroidi di 2° grado già trattate con 5 legature elastiche, alcune volte è necessario farle rientrare manualmente.
Caro Signor Vittorio,
Riguardo la derterializzazione dei plessi emorroidali può essere attuata sia con la THD che con HAL doppler, cambiano solo i mezzi ma la tecniche è identica. L’indicazione comunque deve essere data dal proctologo che ha modo di fare una corretta diagnosi del suo grado di emorroidi ricordandole che non esiste una metodica unica e risolutiva ma esistono varie cure per la patologia emorroidaria ed ognuna è indicata in base alle caratteristiche cliniche della persona da curare.
Gentile prof.Nicastro, la contatto per chiederle un consiglio da esperto: da circa 3 settimane ho un nodulo emorroidario trombizzato e prolassato, il proctologo che mi ha visitato mi ha dato come soluzione l'asportazione chirurgica. Premetto che non ho mai sofferto di emorroidi. Non le sembra una soluzione estrema? non potrebbe riassorbirsi?
Caro Signor Simone,
un nodulo unico trombizzato asintomatico a mio parere non è da operare e spesso si assorbe spontaneamente o con l’aiuto (in caso di sintomi
persistenti) di una adeguata terapia medica.
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