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Egregio dottor Nicastro, mi rivolgo a lei per avere se possibile un consiglio d'emergenza ed eventualmente rivolgermi a lei in privato, visto che svolge la sua attività anche a Roma città dove risiedo. Mi perdoni la delicatezza dell'argomento. Sono generalmente una persona sana, senza particolari patologie, se non emorroidi esterne (almeno credo solo esterne)comparse con il parto circa 23 anni fa, non mi hanno mai dato fastidio,in 20 anni avrò avuto 3 episodi di arrossamento ma senza sangue, curati con farmaci di uso topico. Recentemente con mio marito con particolare cautela abbiamo effettuato sesso anale, ripetuto in questi mesi poche volte e senza particolari problemi. Notando che la penetrazione ultimamente era meno dolorosa delle prime volte forse abbiamo peccato di sicurezza e diciamo abbiamo avuto un rapporto meno "delicato" lì per lì nessun sintomo, dal giorno dopo ad ogni evacuazione riscontro copiose perdite di sangue vivo ad oggi è la terza volta che accade e sinceramente comincio a preoccuparmi, potremmo aver fatto delle lesioni così importanti? E sarebbe stato possibile senza dolore? A parte una frizione un pò più importante delle altre volte? E' una pratica che facciamo da soli 6 mesi, ora siamo molto preoccupati per le conseguenze di questa cosa. Può dirmi se necessito di indagini appropriate? Tipo colonoscopia o rettoscopia o cosa altro ritiene opportuno? Ringrazio anticipatamente e le porgo distinti saluti
Cara Signora Cristina,
probabilmente il rapporto sessuale ha rivelato un problema già esistente. Per sua maggiore tranquillità è consigliabile una visita proctologica con una Videoproctoscopia Digitale. Non credo a lesioni gravi, piuttosto il trauma diretto può aver determinato piccole lesioni di facile risoluzione.
Resto a sua disposizione
egregio dottore non so le mia prima mail le sia arrivata ..le sarei grato se potesse darmi un consiglio sulle emorroidi e su quale metodo sia migliore tra il metodo Longo...e il metodo THD, visto di recente su rai 2 da parte del dottor. C. R presso l'ospedale policlinico gemelli di roma.
Caro Sig. Vincenzo,
a parte gli spot pubblicitari su una o l’altra tecnica io credo che la tecnica di Longo sia obsoleta e non risolva il problema ai pazienti, anzi spesso crea veri e propri danni. La deartirializzazione è una tecnica adeguata per le emorroidi di I e II grado (casi in cui io la applico) anche se qualche specialista ne pone le indicazioni anche nel terzo grado. In questi casi nella mia esperienza ho notato molti casi di ricomparsa della patologia. L’indicazione all’intervento, come ben può vedere, dipende dal grado della patologia e quindi nel suo caso non è possibile indicarne una precisa in quanto non conosco la gravità della patologia. Le consiglio una visita specialistica completata con videoproctoscopia digitale al fine di determinare il grado delle emorroidi e dare un giusto orientamento terapeutico.
Cari saluti
Gentile Dottore, ho 33 anni e da circa una settimana ho notato per caso una sorta di escrescenza sull'ano, in particolare sul lato dell'ano (ad ore 3 per essere più chiaro), tale "pallina" esterna è del tutto asintomatica se non fosse per la sua presenza e per un leggerissimo fastidio al tatto (non ho dolori durante l'evacuazione o sanguinamento). Premetto che normalmente sono abbastanza regolare sia nelle mie funzioni fisiologiche, nella dieta e svolgo regolare attività fisica. Il problema è sorto a seguito di un breve viaggio di 4 giorni durante i quali ho sofferto di stipsi a causa di una alimentazione molto disordinata(vino, dolci etc.). Due anni fa a seguito di bruciore e sanguinamento durante la defecazione mi sono sottoposto ad una visita proctologica in cui mi è stata riscontrata una ragade anale, terminata la cura prescrittami e regolarizzando la dieta non ho avuto in seguito alcun problema. Per il momento sto utilizzando una pomata (Emodil) a base di erbe. La ringrazio per la cortese attenzione e per l'utilissimo servizio che svolge tramite il sito internet. Cordiali Saluti
Caro Sig. Cristian,
quella che descrive potrebbe essere una dilatazione delle vene anali periferiche (dette emorroidi esterne) che episodicamente possono presentarsi a seguito di disturbi della defecazione. Tali alterazioni tendono a regredire spontaneamente, a volte possono trombizzare e dare dolore ma la loro risoluzione è legata alla regolazione dell’alvo ed all’uso di terapia locale con creme o pomate curative, come Lei sta già ben facendo. Solo la comparsa di altri nuovi sintomi (sangue, dolore, prurito) prevede una nuova visita proctologica per constatare che anche la sua ragade sia completamente cicatrizzata.
Cari Saluti
Egregio dottore, ho 30 anni e da quando ne ho 27 soffro di emorroidi. La prima volta sono uscite dopo la defecazione e sono guarite in un mese con l'applicazione di ruscoroid. In seguito, facendo attenzione, sono riuscito a non farle andare oltre il III grado. Il problema è che mi basta bere vino o birra (in quantità normale) per due-tre giorni che i problema si manifesta, e questo vista la mia età limita molto la mia vita. L'anno scorso ho fatto una visita specialistica e il medico mi ha detto che bisogna semplicemente evitare che vengano evitando alcolici e caffè (questi sono gli alimenti che, per mia esperienza, sono i più dannosi), mentre i trattamenti chirurgici si fanno solo quando non rientrano e che comunque se si è predisposti poi vengono ancora. Lei conferma oppure c'è un trattamento chirurgico o farmacologico che risolverebbe il problema definitivamente consentendomi di bere alcolici e caffè? Un'altra cosa: quando ho le emorroidi di III grado prendo arvenum 2 volte al giorno per 10 giorni, secondo lei queste dosi sono adeguate?
Caro Sig. Franco,
non posso confermare! Le emorroidi di III grado, sintomatiche e che limitano la qualità di vita del paziente devono essere trattate chirurgicamente. E’ possibile evitare attacchi acuti con una dieta e delle terapie farmacologiche, ma anche questo è una limitazione. Ha 31 anni, per quanti anni crede lei possa fare terapie mediche o una dieta. Riguardo la considerazione che le emorroidi “ritornano”, questo non è totalmente falso, in quanto le emorroidi recidivano solo se il trattamento chirurgico non è stato adeguato o meglio le emorroidi non sono state totalmente asportate. Per questo le consiglio una visita specialistica colonproctologca completata con videoproctoscopia per meglio inquadrare la sua malattia emorroidaria e decidere quale terapia è adeguata.
Cari saluti
Buonasera Dott. Nicastro, ho trovato la sua mail sul sito della Siucp. Vorrei chiederle innanzitutto come potrei contattarla per prenotare una visita presso di lei. Dove esercita, anche privatamente, e se possibile anche nel mese di agosto. Inoltre mi permetto anche di chiederle una cosa: per quanto riguarda il trattamento della patologia emorroidaria in soggetti giovani (ho 28 anni) è sempre meglio evitare un approccio sia esso ambulatoriale o chirurgico, o al contrario è meglio intervenire per evitare la progressione e l'aggravamento?In attesa di una sua risposta la ringrazio e la saluto.
Caro Sig. Gianni,
chiedo scusa per la tardiva risposta. Per poterle dare una risposta concreta dovrei prima visitarla. Per potermi contattare può trovare tutti i miei indirizzi sul mio sito.
cari saluti
Mi chiamo Maria ho 53 anni presento emorroidi di 3° grado con lieve discesa del piano perineale, defecazione ostruita(negli ultimi tempi meno costante) ipertono sfinterale,note di prolasso muco- emorroidario rettale basso e rettocele anteriore 1° grado. Da uno specialista mi è stato consigliato un intervento di emorroidectomia, da un altro non un intervento ma una riabilitazione anorettale con Biofeedback e un trattamento dilatante con coni Dilatan. Un terzo specialista mi consiglia un intervento di anopessi. Cosa mi consiglia di fare? In passato ho fatto alcune sedute di idrocolon, questo può aver causato il rettocele o il prolasso muco emorroidario.Cordiali saluti, grazie Maria
Cara Sig.ra Maria,
il quadro descritto e’ veramente suggestivo per una sindrome del perieneo discendente con associata una patologia anale (emorroidi). Nella mia esperienza evito di eseguire in prima istanza interventi chirurgici che molte volte oltre a risultare inutili per la risoluzione dei sintomi a volte risultano dannosi soprattutto quelli definiti come anopessi. Chiedo scusa per la tardiva risposta e spero che lei intanto non sia stata sottoposta ad interventi chirurgici. Una corretta valutazione proctologica e pelvi-perineale potranno indicare l’esecuzione di una rieducazione funzionale del piano perineale che portera’ alla risoluzione dei sintomi legati alla defecazione. Solo se i sintomi legato alle emorroidi persistono alla fine della rieducazione si potra’ prendere in considerazione la correzione chirurgica della patologia emorroidaria.Cari saluti
Salve dottore, ho 31 anni e da circa un mese soffro di emorroidi di 4° grado. Il mio medico mi ha fatto fare una cura di 2 settimana a base di crema e pastiglie ma la situazione non è migliorarato molto. Stavo pensando di andare da un proctologo e ho visto che vicino a Modena c'è il centro di Reggio Emilia che però utilizza la tecnica Longo. Non mi pare molto propenso a questa tecnica, o perlomeno viene utilizzata anche in casi non idonei. Lei da quanto ho capito asporta l'emorroide ma questa tecnica ho letto che è alquanto dolorosa, motivo per il quale si è sviluppata la Longo. Concludo dicendo che quando dottori di comprovata esperienza danno diagnosi così diverse risulta difficile decidere la migliore terapia. Grazie
Caro Sig. Mirko,
purtroppo la patologia emorroidaria è molto frequente e storicamente si è sviluppata la leggenda del dolore post-operatorio. Leggenda che spesso è realtà. Per questo si sono sviluppate tecniche che apparentemente sono descritte “miracolose” per le sequele dolorose ma altrettanto spesso così non è. Inoltre tutte queste metodiche alla fine sono risultate obsolete per la risoluzione della patologia. Così è successo per la crioterapia e attualmente per la tecnica di Longo. Non è vero che “curano” le emorroidi e non è cero che sono prive di dolore post-operatorio. Lo specialista “vero” proctologo ormai conosce bene la storia e la proctologia nel corso degli anni ha sviluppato tecniche per la risoluzione della patologia emorroidaria associando il fine di ridurre le complicanze dopo l’intervento ed anche il dolore. La tecnica che eseguo ormai da oltre 20 anni è stata più volte affinata e nei particolari modificata proprio per la risoluzione del dolore post-operatorio e nella mia esperienza personale posso contare sulle dita delle mani i pazienti che hanno avuto dolore dopo l’intervento ed ancor meno complicanze (emorragia e stenosi) su oltre 2000 interventi eseguiti. Riguardo la diagnosi ormai il paziente non deve avere dubbi in quanto con la videoproctoscopia digitale si ha una “fotografia” certa dello stato patologico mentre sulla scelta dell’intervento da consigliare questa è appannaggio dell’esperienza del chirurgo di cui il paziente si deve fidare. Non credo che oggi un chirurgo possa affermare che la tecnica di Longo asporta definitivamente le emorroidi e che a distanza di tempo questa patologia non si ripresenta più nella vita del paziente. Diversamente posso affermare che sulla lettera di dimissione che consegno ai miei pazienti la prima frase scritta è “la tecnica operatoria adottata non prevede l’insorgenza di dolore post-operatoria”.Cari saluti
Buonasera Dott. Nicastro, sono arrivato sul suo sito cercando qualche consiglio sulle emorroidi. Complimenti da subito perchè nella sezione "le tue domande" ho letto con interesse i numerosi scambi di email che ho trovato molto interessanti.Vengo al punto: da oltre 3 settimane soffro di emorroidi. Già in passato (ora ho 32 anni) mi erano "uscite" un paio di volte con molta distanza tra un evento e l'altro ma con della semplice preparazione H erano tornate immediatamente a posto. Ora invece sono sempre lì da 3 settimane e oltre. Ho preso il daflon 500mg in compresse, usato prima la preparazione H e la proctolyn poi ma non mi sembra la situazione cambi. Provando a spingerle all'interno, fuoriescono subito. Non ho sanguinamenti. Sono andato ieri dal mio medico curante che, senza visitarmi, mi ha detto con "sufficienza" di farmi vedere da un chirurgo e poi eventualmente toglierle con la crioterapia. Quello che le vorrei chiedere è: - prenotando una visita con la mutua mi hanno assegnato il chirurgo dott. C. di milano (dove risiedo) per i primi di settembre. E' corretto che veda un "chirurgo"? Non dovrei vedere qualcuno preparato specificatamente sul mio problema? Cosa ne pensa? - qualora dovessi essere operato, mi può consigliare qualcuno su milano? (al di là dell'operazione, anche per una visita mi farebbe una grandissima cortesia). Grazie in anticipo per il tempo che vorrà dedicarmi,
Caro Sig. Riccardo,
il mio primo consiglio e’ di farsi visitare da un proctologo. A Milano i centri di proctologia sono tanti. Il mio secondo consiglio e’, in caso si proponga un intervento chirurgico, di non optare per la crioterapia ne’ per quelle metodiche che non curano le emorroidi (proctopessi o metodo di Longo ecc). Se la patologia emorroidaria di cui soffre e’ di secondo grado potrebbe essere trattata con la dearterializzazione, se e’ di terzo o quarto grado ai miei pazienti consiglio l’emorroidectomia radicale che se ben condotta e’ scevra di complicanze e non prevede dolore post-operatorio. La ringrazio per i complimenti sperando di averle dato utili consigli. Cari saluti
Egregio dottore la voglio ringraziare anticipatamente per la tanto sperata risposta che mi auguro giunga in tempo breve, vista la preoccupazione che affligge la mia famiglia. Le scrivo a nome di mia madre, una donna di 67 anni che, nel corso di svariati anni ha subito due interventi di emorroidectomia e uno , recentemente, per l'asportazione di un polipo della mucosa anale. Ora (a causa di tali operazioni?) ha un restringimento evidente del retto che le causa una forte stipsi espulsiva tanto che per liberarsi, ogni giorno, è costretta ad evacuare 4 o anche 5 volte con evidenti conseguenze come emorragie e infiammazione delle emorroidi. Il chirurgo le ha consigliato dei dilatatori anali da eseguire due volte al giorno. Il dolore che deve sopportare è davvero insopportabile (anche se mia madre ha un livello di sopportazione davvero elevato) e vorrei sapere se queste applicazioni dovranno essere fatte per un periodo di tempo oppure se è condannata a vivere con questo tormento per sempre e soprattutto se questo è l'unico modo per uscire da questa situazione. Le descrivo qui di seguito alcuni esami svolti:ESAME DI RETTOCOLONSCOPIA eseguito fino al ceco ha dato esito negativo; evidenziata melanosi del colon a causa di lassativi assunti;negativa anche la biopsia retto distale.L'uso di enterolactis duo potrebbe aiutarla ad evacuare meglio o possono farle male?Grazie ancora e buon lavoro.
Caro Sig. Sergio,
credo che sua madre possa avere una stenosi anale post-operatoria. Possono essere indicati i dilatatori ma se provocano grande sofferenza non credo che sia la strada da percorrere. La stipsi di sua madre deve essere curata con metodi più naturali possibili e l’enterolactis duo potrebbe essere indicato, ma contemporaneamente è necessario definire al meglio la situazione anale. Il mio consiglio è di consultare un proctologo che eseguirà una videoproctoscopia digitale al fine di definire la situazione anale, capite l’origine del dolore e consigliare una adeguata terapia. Cari saluti
Un mese fa ho avuto un secondo intervento (il primo un anno fa) di legatura di emorroidi.Però questo secondo intervento è stato un po’ più traumatico. Ora , dopo un mese, ho ancora molto gonfio fuori,soprattutto un punto in cui vi è come una pallina al tatto dura che fa male, soprattutto quando sto un po’ più in piedi.. Come posso cercare di farla sgonfiare? Si deve riassorbire? E' normale? Ringrazio Silvia
Cara Sig.ra Silvia,
è probabile che la legatura elastica sia stata eseguita su un peduncolo venoso particolarmente prolassato (II grado) e quindi deve attendere la risoluzione della necrosi determinata dalla legatura per la risoluzione dei sintomi.
Cari saluti
Chiedevo se nel mentre che aspetto la completa guarigione posso eventualmente fare qualche cura o utilizzare qualche farmaco che mi allevi il dolore. Ringrazio
Cara Sig.ra,
può utilizzare un antidolorifico antiinfiammatorio (Brexin, Toradol) e dei lavaggi locali idonei (fisian, anonet, sapigen k). Terapie locali non sono efficaci. Cari saluti
Sono affetto da diverticolosi massiva del sigma e delcolon discendente. Sono affetto inoltre da molti anni da emorroidi interne che fuoriescono durante la defecazione ma che faccio rientrare lubrificando con pomate ed effettuando pressione verso l'alto.Da diverso tempo ormai mi rimane un forte dolore urente nella regione anale e nella prima parte del retto ( posso dire un paio di cm verso l'interno). Spesso mi accade di assistere alla fine dell'evacuazione al gemizio di sangue che si arresta quando faccio rientrare le emorroidi al di sopra dello sfintere anale . Intanto Le chiedo se in attesa di eventuale intervento ci sia un rimedio serio per evitare il sanguinamento. Ho notato che Lei è forse contrario al metodo Longo, perchè? E comunque ,considerato il mio quadro clinico, sarebbe efficace l'intervento in parola? Grazie per i suggerimenti che vorrà darmi e mi scuso per la lunghezza del quesito.
Caro Signor Massimo,
non sono contraio a priori al metodo cosiddetto di Longo sono contrario alla sua applicazione su tutti i pazienti e su tutti i tipi di patologia emorroidaria. Ho visto troppi danni causati da questo intervento che mi fanno ben pensare prima di doverlo proporre su un mio paziente. Di sicuro non lo proporrei nel suo caso con uno stato di patologia emorroidaria compreso tra il 2° ed il 3° (per quello che descrive). Forse sarebbe più ragionata una dearterializzazione sotto guida doppler ma prima di dare una giusta indicazione sarebbe necessario stabilire la vera gravità della patologia. Non si fidi delle pubblicità non esiste nessun intervento miracoloso e soprattutto nessun farmaco che guarisca completamente dalle emorroidi.
Cari Saluti
buona sera,voglio un suo consiglio sn molto preocuppato ke sn celiaco.ho i seguenti esami fatti rx del tenue,regolare la canalizzazione delle anse digiuno-ileali.l'ultima ansa dell'illeo presenta modeste irregolarita di calibro ma senza segni patognomici riferibele a malattia infiammatoria cronica intestinale.esami celichia ema(anti.endomisio)negativo,anticorpi anti trasglutaninasi 0.67.anticorpi anti-gliadiana IgG 0.24.anticorpi anti gliadina 0.44 cioe tutto a posto,ma la cosa ke mi preocuppa e l'esito della biopsia duodenale mucosa duodenale con parcellare atrofia del profilo villare.reperto compatibile con sindrome da malassorbimento.sn disperato e celiachia?altri esami sideremia 133.ferritina75.transferrina 264.ves 7.emocromocitometrico tutto ok.fibrinogemo 213.calprotectina fecale 144.colonscopia si completa lo studiodel colon fino al ceco senza mettere in evidenza lesioni mucose visibili nn ho fatto le biopsie.ho fatto tutti quest esami x ke da 1 soffro di diarrea e feci irregolari pangia gonfia CON SCARICHE 2 VOLTE AL GIORNO .cordiali saluti e grazie x il suo tempo.desitero la sua risposta al mio indirizzo email. TUTTO E NATO KE DA 1 ANNO SN STATO OPERATO DI EMMOROIDI PRIMA NN SOFFRIVO DI QUESTI DISTURBI.
Caro Signor Filippo,
sarebbe interessante sapere il tipo di intervento subito per le emorroidi. Inoltre perchè pensare alla celiachia e non alla sindrome del colon irritabile considerato che i suoi sintomi sono tipici?
cari saluti
Salve, ho 35 anni e da una settimana circa trovo del sangue rosso nelle feci (ma non so esattamente da quanto tempo questo accade).Saltuariamente ho sofferto di emorroidi, anche durante la gravidanza (ho partorito il 5/10/2006), ma non ho mai avuto grosse emmorroidi esterne (casomai solo una piccola vena). Adesso non ho dolore, non ho niente all'asterno e casomai ho solo un leggerissimo bruciore dopo aver defecato. Ho preso l'appuntamento per effettuare una rettosigmoidoscopia, e dato che in alcuni ospedali non sanno neanche cosa sia, Le vorrei chiedere se è un esame doloroso tipo colonscopia, se viene praticata una anestesia o terapia sedativa e quale dieta mi consiglia (perchè anche su questo ci sono pareri discordanti).Inoltre volevo sapere se è normale che non debba fornire delle analisi del sangue(che sono richieste se si effettua l'esame privatamente).La ringrazio, Cecilia
Cara Signora Cecilia,
la rettoscopia non prevede alcun esame preliminare ma solo un piccolo clistere per pulire l’ampolla rettale. La rettosigmoidoscopia è un eame un pò più invasivo e prevede una preparazione più accurata che sarà consigliata dal centro al quale si rivolge. Entrambi gli esame se ben condotti non sono dolorosi e non prevedono alcun tipo di sedazione.
Cari saluti
Buongiorno professore, Vorrei porle una domanda : ho letto che la legatura elastica è una tecnica per il trattamento della patologia emorroidaria sostanzialmente indolore e conservativa ma quali sono le controindicazioni più importanti nell'utilizzo della stessa tecnica e quali le problematiche che potrebbe determinare in seguito?In attesa di una sua risposta la ringrazio e la saluto cordialmente.
Caro Sig Marco,
la legatura elastica è indicata nella patologia emorroidaria di 1° e 2° grado sintomatica. Se la legatura è condotta all’origine del plesso emorroidario è indolore, a volte si ha una sensazione di pesantezza retto-anale dovuta all’edema ed alla necrosi del peduncolo. A necrosi completata il nodulo si stacca e può verificarsi una live perdita di sangue. Solitamente si praticano più di una legatura in più sedute. Le controindicazioni sono quelle generali: difetti di coagulazione, emorroidi di 3° e 4° grado ecc.. Se persistono le cause che hanno condotto alla patologia emorroidaria dopo un periodo variabile di tempo si ha la ricomparsa della patologia emorroidaria. Oggi si preferisce alla legatura elastica la dearterializzazione del plesso emorroidario sotto guida doppler, tecnica ambulatoriale, non dolorosa e che nel tempo garantisce una migliore risoluzione della patologia. Le indicazioni e le controindicazioni sono identiche a quelle della legatura elastica. Cari saluti
ho avuto una piccola trombosi emorroidaria (circa 1,5 cm).il medico mi ha prescritto daflon, impacchi di acqua calda e proctosoll pomata. Il tutto è molto migliorato perché non ho dolore o fastidi ma sento che ancora è rimasta una piccola pallina che spesso rientra. Sarebbe prezioso un suo parere:si potrebbe riassorbire sola? quanto tempo passa?ha qualche consiglio da darmi? la causa può essere stato il fatto che mi sono depilata nella zona intorno all'ano? non soffro di emorroidi e non mi era mai successo prima. grazie in anticipo e complimenti per il suo lavoro
Cara Sig.ra Adriana,
non credo che la depilazione possa causare una trombosi emorroidaria, anche se i traumi diretti sono citati come predisponenti. La trombosi esterna non deve essere considerata, come unico episodio, malattia emorroidaria. Occasionali trombosi delle vene cutanee perianali possono causare sofferenza momentanea ma tendono a regredire spontaneamente anche se lentamente. Continui la terapia consigliata dal suo medico. Unico cambiamento sulla pomata, potrebbe sostituirla con un prodotto naturale. Resto a sua disposizione
Cari saluti
Egregio dott. Nicastro, ho letto le sue risposte sul web e mi sembra una persona seria, anche perchè non è favorevole al metodo Longo che ho subito due anni fa. Beh, le mie emorroidi sono tornate tali e quali, dolorose non sanguinanti, pulite, ma assolutamente proibitivo per me durante il picco camminare. Cosa fare? Qual è il posto più vicina a Firenze dove Lei visita?
Cara Signora Alessandra,
non sono favorevole al metodo Longo non per “ideologia” quanto per l’osservazione di quanto accade ai pazienti che subiscono questo tipo di intervento. Nel suo caso una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile al fine di definire l’esatta gravità della patologia e quindi stabilire un adeguato percorso di terapia. Mi spiace non poterle dare conforto sulla possibilità di visitarla a Firenze, rimanendo Roma la sede principale dove svolgo la mia attività professionale. Cari saluti
Egregio Dottore, ho 26 anni e penso di soffrire di emorroidi già da parecchi anni di emorroidi(penso perchè non mi sono mai rivolta a un medico per questo problema). Dopo il parto ho notato un piccolo prolasso che però non mi ha mai dato problemi. Negli ultimi mesi riscontro sempre del sangue rosso vivo sulla carta igienica dopo la defecazione. Potrebbe essere qualcosa di grave? Aggiungo che nel momento dell'espulsione delle feci sento come "grattare" se così si può dire e a volte, almeno una volta al mese sento l'addome gonfio. La ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.
Gentile Signora,
i suoi sintomi potrebbero derivare da una ragade anale. Il prolasso anteriore è frequente nelle donne che hanno partorito e non sempre è una emorroide. Comunque sarebbe prudente sottoporsi ad una visita specialistica con videoproctoscopia digitale per meglio definire la diagnosi. Cari Saluti
Soffro RCU da 10anni con forte resistenza farmacologica. sn in attesa di effettuare accertamenti diagnostici per verificare la possibilità di utilizzare infliximab, presso Ospedale "cervello" di Palermo. Vi chiedo quali sn gli accertamenti necessari? Ultimamente le emorroidi di III° grado fuoriescono ad ogni evaquazione ed ho perdite di sangue per circa dieci minuti (con orologio puntato; è possibile che le frequenti rettorragie siano dovute in parte alle emorroidi? Di recente ho subito un ricovero ospedaliero per "severa anemia da RCU" ricevendo due sacche di sangue più "ferlix" per dieci gg. e sono in attesa dell'esito degli esami. Cosa posso fare per eliminare la causa delle perdite di sangue? Conviene che intanto rimuova il problema delle emorroidi? Grazie.
Posso dire solo che le emorroidi non vanno al momento trattate chirurgicamente. Per gli altri quesiti sarebbe opportuno sapere l’età, il sesso, il lavoro ed altre notizie utili (altre malattie ecc.) del/la paziente per poter dare delle risposte.
Caro dottore la consulto per il seguente motivo: soffro di emorroidi . Sinora è stata una situazione abbastanza gestibile . Ho avuto fastidi 2 - 4 volte l'anno per pochi giorni ,del tipo dolore interno all' ano e prurito.Rimediavo con farmaci di automedicazione ( ANUSOL ecc..) Qualche anno fa feci una visita specialistica nella quale mi fu detto che avevo una " predisposizione " e che forse prima o poi avrei dovuto intervenire chirurgicamente. Il problema è che in questi ultimi 2-3 mesi ho avuto episodi più frequenti e dolorosi , fino al punto di sentire fastidio anche per sedermi .In più quello che mi fa più pensare è che contestualmente ho un fastidio-dolore alla zona dei genitali , dal pereineo fino alla base del pene escusi i testicoli .La sensazione è che mi dolga (se si esercita una piccola pressione ) il muscolo che comprende il pene e prosegue fino al perineo . Vorrei sapere da Lei se tutto ciò è riconducibile alle emorroidi e come intervenire . La ringrazio anticipatamente per la cortesia.
Egregio Signore, la patologia emorroidaria è abbastanza complessa nella sua semplicità. L’indicazione al tratamento chirurgico dipende dal grado della patologia e dai sintomi. Nel suo caso l’irradiazione dolorosa al perineo anteriore potrebbe essere una condizione differente ma associata alla patologia emorroidaria. Tenga presente che la muscolatura del perineo anteriore e posteriore sono intimamente connesse per inserzioni, vascolarizzazione ed innervazione. Nel suo caso una attenta visita proctologica con contestuale Videoproctoscopia Digitale può essere l’inizio di un iter diagnostico appunto semplice, che potrebbe prevedere l’esecuzione di una manoimetria anale, ma che porterebbe ad una corretta diagnosi sul grado, sulla gravità e sulla patologia associata alla sua malattia emorroidaria. Cari saluti ed Auguri.
Buonasera , le scrivo in merito alla metodica HAL Doppler , precidandole che dalle Visite che ho effettuato (anche Anoscopia) le mie emorroidi interne risultano essere tra un 2 e 3 grado.A tal riguardo le preciso che di norma ho fastidi del tipo legg.sanguinamento e dolore di media/bassa intensità circa 3 volte all’anno di norma in prossimità dei cambi stagionali.L’unica cura che eseguo oltre alla dieta..classica sono le bustine di Venosmine per 5 o 6 giorni.Sarei interessato ad avere un suo autorevole parere ovviamente comprendo perfettamente è necessaria almeno una visita preventiva.Ecco anche a tal riguardo gradirei info.
Caro Sig. C,
la metodica HAL Doppler per la cura delle emorroidi può essere effettuata in caso la malattia sia di 1°- 2° grado e consiste nella legatura (tramite un punto di sutura) della arteria che fornisce la vascolarizzazione alla vena emorroidaria. La metodica e di facile esecuzione e la cura viene fatta in DH. Bisogna comunque precisare che non vengono asportate le emorroidi e che tale metodica tende a ridurre il grado della patologia ed i sintomi ad essa correlata. Per tale motivo in caso persistono le cause dell’insorgenza della patologia emorroidaria questa, in un tempo variabile, si ripresenta. Al fine di valutare meglio il grado della patologia è importante eseguire la visita proctologica durante la quale il proctologo eseguirà una Videoproctoscopia Digitale, quest’ultima metodica diagnostica modernissima, che permette l’esatta valutazione della patologia. Spero di aver risposto alle sue domande rimanendo a sua disposizione per ulteriori chiarimenti. Cari saluti
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