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Salve dottore, volevo info su legatura emorroidale con elastico. Due giorni fa, ho effettuato la legatura per un emorroide di 1 grado, per altro senza sentire alcun dolore. Cercando varie info su internet, ho sentito che praticamente la pratica indolore dovrebbe protrarsi, invece a due giorni dalla legatura, sento prurito nell'ano, e una continua sensazione di evacuare anche se non ho lo stimolo. Questa sensazione è leggermente dolorosa, e per questo motivo mi è stato somministrata una bustina di Alven per due volte al giorno. Ho paura di andare in bagno e sentire dolore, è normale tutto questo? Grazie e scusi il disturbo
Caro Sig. Fabrizio,
in teroria la legatura elastica delle emorroidi non è una pratica dolorosa. In alcuni casi, quando la legatura è effettuata troppo vicino alla linea pettinata dell’ano si possono verificare episodi di dolore e bruciore. I suoi sintomi potrebbero anche derivare da un edema della parte sottoposta a legatura e dovrebbero regredire quando si completa la necrosi del gavocciolo emorroidario legato. Comunque queste sono supposizioni che andrebbero verificate con un controllo clinico. Mi scuso per la tardiva risposta legata a problemi tecnici sperando che quando legge la mia risposta i suoi sintomi sono del tutto regrediti. Se lo ritiene necessario potrà contattarmi anche
direttamente oppure darmi informazioni tramite e.mail.
Ill.mo Dottore, Ho 47 anni peso 115 kg e 185 cm di altezza. Svolgo un lavoro di dirigente e ho uno stile di vita abbastanza sedentario. Da circa un anno soffro di malattia emorroidaria, in particolare, secondo quanto descritto nel suo sito e a seguito di visita c/o un gastroenterologo di Roma, soffro di un vaso trombizzato (trombosi emmorroidaria ?) grande quanto un piccolo fiammifero che mi provoca dolori molto intensi e improvvisi dopo ogni evacuazione quotidiana(regolare ogni mattina)e che si attenuano solo dopo 6/8 ore. Non ho perdite di sangue (salvo qualche piccolissima macchia da sfregamento). La terapia che ho seguito ha compreso iniezioni di Fleboside, arvenum, creme luan e ruscoroid. Non è stata efficace. C'è soluzione di terapia medica o è più efficace e risolutiva la terapia chirurgica? Vivo a Roma e avrei fiducia di effettuare una visita medica c/o il suo studio di Roma. La ringrazio immensamente per quanto vorrà anticiparmi via mail
Caro Sig. Marco,
la trombosi emorroidaria è un evento doloroso, ma l’entità di quella descritta non è plausibile con la sua sintomatologia. Credo sia necessaria una ulteriore valutazione completata con una videoproctoscopia digitale. Se lei è disponibile e lo ritiene opportuno potrei visitarla presso il mio studio presso l’European Hospital. Potrà telefonare al numero 06.65975188 il luned’, mercoledì e venerdì dale 13 alle 19. La mia segretaria è a sua disposizione nel fissarle il primo appuntamento possibile.
Buonasera Dott. Nicastro, volevo porle una domanda. è più o meno un anno ormai che soffro di disturbi riconducibili alla patologia emrroidaria; provo infatti una sensazione di fastidioso peso a livello anale, bruciore ma soprattutto estremo fastidio nel mantenere la posizione seduta. mi sono sottoposto di recente ad una visita proctologica in cui mi sono state diagnosticate emorroidi di II grado ma il suo collega che il suo collega ha considerato da non trattare. vengo al punto: dato che ho 25 anni (e tale situazione è davvero decisamente fastidiosa) vorrei sapere se ritiene giusto non trattare emorroidari di II grado magari mediante legatura elastica? questa tecnica permetterebbe di risolvere in maniera definitiva il problema? o ritiene che sia controproducente intervenire data la mia età? in attesa di una sua risposta la ringrazio sinceramente
Caro Sig. Gianni,
se le emorroidi di II grado sono sintomatiche vanno trattate. Le terapie sono sicuramente conservative (dieta, terapia medica, legatura elastica o dearterializzazione). Le terapie conservative riducono il grado della patologia ma non possono essere considerate definitive. Ad esse bisogna associare la prevenzione della patologia valutata con un adeguato inquadramento diagnostico (visita e videorpoctoscopia digitale).
Egregio Dottore, volevo avere alcuni chiarimenti in merito ad un problema che continua a persistere a seguito di un intervento di prolasso anale e ragade (diagnosi: prolasso emorroidario; tipo di intervento: proctopessi con Stapler n. 33) effettuato in unica soluzione nel settembre del 2005. A seguito dell'intervento, manifestavo bruciore e grande fastidio: a febbraio 2006 la diagnosi è stata: presenza di granulomi da corpo estraneo (agraphes) dal canale anale in pz.; sottoposto ad un secondo intervento per rimozione di agraphes e D.T.C. di alcuni granulomi. Il bruciore continuava a persistere e in aprile 2006 ho effettuato una RSScopia; qui riferico il referto: esame limitato al sigma medio per feci formate. La mucosa appare edematosa senza peraltro evidenti erosioni o ulcere. A livello sovranfiterale parete posteriore presenza di ulcera con agraphe metallica al centro e tessuto pseudopolipoide di granulazione E' passato più di un anno, visite e consulti non sono bastati a risolvere questo fastidio; assumo FLAGYL 250 mg compresse 3 volte al giorno e applico con la regolarità di 2 volte al dì ANTROLIN pomata. Il Dott. M. Urologo presso l'ospedale di C., a seguito di una visita effettuata il mese scorso, ha riscontrato presenza di adenoma centrale di modesta entità; ecostruttura interna lievemente disomogenea. Può esprimere un giudizio al mio caso? Questo disturbo alla prostata può essere causato dal problema anale? La ringrazio per l'attenzione prestatami
Egregio Sig. Decio,
sono purtroppo frequenti le complicanze legate alla proctopessi con suturatrice meccanica. La complicanza da lei subita è anch’essa frequente, infatti granulomi e proctite ulcerativa sono lesioni riscontabili in molti pazienti sottoposti a tale intervento (nell’ultimo mese ho operato quattro pazienti nella sua medesima situazione). Quello che non è chiaro nella sua richiesta è se hanno mai fatto un esame istologico sulle lesioni asportate e se hanno eseguito biopsie (soprattutto sull’ulcera) durante la sigmoidoscopia e se l’agraphe è stata rimossa. Inoltre non si fa cenno all’eventuale stato del canale anale. Riguardo il problema prostatico l’intervento non ha potuto causare un adenoma, invece molte delle patologie anali hanno come sintomi collaterali disturbi prostatici infiammatori (prostatiti). Il mio consiglio è di valutare correttamente la situazione anatomico ano-rettale con una videoproctoscopia e fare una giusta diagnosi della patologia anale che l’affligge, perchè una patologia persiste altrimenti perchè userebbe antrlin da più di anno?
La ringrazio per la tempestiva risposta Volevo informarLa circa gli ultimi accadimenti sul mio caso. Nell’ultima settimana si è manifestata un’eruzione perianale a livello esterno. Rispondo alla sua domanda se ho effettuato un esame istologico: no nessuno me lo ha mai consigliato, ne ho mai eseguito biopsie. Inoltre ho subito un primo intervento a febbraio dello scorso anno per la rimozione di agraphes, ma evidentemente non riuscito poichè la agraphe o le agraphes sono ancora presenti; solo i primi mesi dopo l’intervento mi sembrava di stare meglio, ma appena è arrivato l’autunno il problema è risorto. Proprio l’altro giorno il Dott. N. mi ha effettuato una videoproctoscopia; qui recito il referto: “Abbondanti feci in ampolla rettale. Mucosa sostanzialmente normale con evidente irregolarità pseudopolipoide a livello del retto sovrasfinteriale, con agraphe metallica. Dermatite della regione perianale” Ho smesso nel frattempo di applicare ANTROLIN e assumere FLAGYL non per consiglio dei medici, ma perchè ho iniziato ad avere problemi di stomaco, e perchè penso che l’eruzione perianale sia dovuta a un uso eccessivo di espedienti per alleviare il dolore. L’unica cosa di cui faccio uso al momento è DORA-DOL, una iniezione alla sera per calmare il dolore che è estenuante e profondo: un minimo per alleviare per pochi istanti questo bruciore che spesso è causa anche di
sensi di vomito. Mi creda Dottore, non ho più la forza di andare avanti Cosa ne pensa? Della rimozione dell’agraphe nessuno ne parla: a questo punto penso che non sia la fonte del mio problema Spero possa aiutarmi anche solo leggendo tra le poche righe, a trovare una risposta al mio caso e se Lei lo riterrà opportuno ai fini della risoluzione definitiva, sarei disposto ad affrontare un viaggio per venirLa a trovare… ma non ha idea di quanto mi costi questo sacrificio
in questo momento! La ringrazio ancora per l’attenzione Cordialità
Caro Sig. Decio,
lei non ha eseguito una videoproctoscopia (dalla sua descrizione) ma una normale rettoscopia che non ha dato evidenze relative allo stato del canale anale. Mi scuso si insisto ma credo che nel suo caso è necessario una attenta valutazione. Anche la presenza della eruzione cutanea e della dermatite sono sintomi correlati che andrebbero valutati.
Gentile dottore, soffro emorroidi ho 36 anni il gasrtoenterologo mi ha diagnosticacato tra II e III grado non congeste, inoltre ha individuato individuato una ragade che sto curando con antrolin le chiedo mi dovrei operare in vista di una futura gravidanza? grazie
Cara Sig.ra Paola,
prima di ogni cosa bisogna stabilire perchè ha una ragade e le emorroidi. Se alla base delle patologie vi è una stipsi bisogno correggerla. Se la ragade è cronica potrebbe essere indicato l’intervento chirurgico. Nelle emorroidi di II grado si può prescrivere una terapia medica, nelle emorroidi di III grado l’indicazione è prevalentemente chirurgica ed in base alle caratteristiche cliniche, scegliere il migliore tattamento. Se lei è affetta da emorroidi di III grado, quindi prolassate al di fuori del canale anale una gravidanza potrebbe causarle un peggioramento e renderle sintomatiche (dolore e sanguinamento) ed è giusto valutare la risoluzione della patologia. Il cosniglio è fare una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia digitale ed in base ai risultati programmare una adeguata terapia che contempli anche il trattamento della ragade anale.
Buongiorno, ho 52 anni e da circa 10 giorni soffro di una che penso sia una crisi emorroidaria particolarmente dolorosa. Abito in Basilcata anche se sono di Pizzo Calabro, ho visto sul web il suo sito e ho telefonato per prendere un appuntamento allo studio di Lamezia Terme che mi hanno detto potrà essere probabilmente entro fine mese. Stò prendendo delle pillole di Arvenum 500 e varie pomate, con scarsi risultati. Mi potrebbe consigliare qualcosa per favore per attenuare il dolore in attesa dell'appuntamento? La ringrazio e la saluto cordialmente
Egregio Sig. Graziano,
appunto lei presume che siano emorroidi ma non ne siamo sicuri. Quindi qualsiasi terapia deve essere differita quando si potrà fare una diagnosi di certezza. Per il dolore può utilizzare un antidolorifico generico (nimesulide, ketoralac), senza abusarne ed assumendolo a stomaco pieno.
buongiorno, ho 38 anni, da qualche anno soffro di emorroidi, ho fatto varie visite e i dottori a cui mi sono rivolta mi hanno dato consigli sull'alimentazione e su farmaci ad uso locale, nel 2001 ho fatto una colonscopia (per altri motivi) che hanno confermato la diagnosi di emorroidi di II livello. qualche mese fa ho deciso di risolvere il problema con un'eventuale intervento chirurgico. ho fatto una visita fuori regione e una presso l'ospedale della mia città (potenza) e la diagnosi è stata diversa: 2 polipi a livello del retto, nella parte "bassa". mi è stao consigliato di asportarli, anche per la storia familiare che non depone bene. lei cosa mi consiglia? che tecniche esistono per questo tipo di problema? in attesa di una sua risposta. Cordiali slaluti
Cara Signora Antonella,
non si deve meravigliare della diversità della diagnosi in quanto mi pare di capire che sono stati diagnosticati dei polipi del retto e questi posssono essere concomitanti alla patologia emorroidaria. Asportare i polipi del retto basso non è un grande problema di tecnica quanto di stabilire dimesioni e sede di impianto. Per tale motivo non posso darle un sincero consiglio per la scarsità delle notizie ricevute. Un giudizio più corretto è possibile dopo averla visitata e sottoposta ad una videoproctoscopia digitale. Ricambio i cordiali saluti
Egregio Dottore sono un uomo di 48 anni e sono stato operato il 27.01.07 dal Professor T. a B. con la tecnica in oggetto : riduzione del prolasso, riposizionamento delle emorroidi nella sede originaria e legatura arteriosa. Ha distanza di quasi 2 mesi continuano a persistere alcuni fastidi ed occasionalmente anche del sanguinamento. Secondo il Professore che mi ha operato (visita del 7.03.07) il tutto è dovuto ad un non completo risarcimento delle ferite e che, sempre a suo dire, tutto procede secondo il normale decorso post-operatorio. Io invece non sono molto certo di quanto mi ha detto anche perchè prima dell'intervento mi aveva parlato di un'operazione banale che non avrebbe prodotto soluzione di continuità con le normali attività della mia vita lavorativa ed extra. La cosa invece si è rilevata assolutamente non vera avendo avuto non pochi disturbi e conseguenti disagi. In sintesi non mi fido più e sono anche abbastanza preoccupato. E' vero che il fastidio si acuisce molto dopo uno sforzo (attività fisica, palestra ecc...) ma vorrei avere un suo parere se questo può essere ritenuto normale. In attesa di un suo graditissimo riscontro la ringrazio e la saluto cordialmente
Egregio Sig. Orazio,
mi perdoni la franchezza, ma la descrizione dell’intervento non descrive niente. In termini specialistici potrei dire che è una tecnica “mista” tra la tecnica di Longo e la dearterializzazione. La prima prevede l’uso della suturatrice meccanica la seconda del doppler. Quale mezzi ha usato il Prof.? Presumo che la patologia di base fosse la malattia emorroidaria, ma di quale grado? se è stato sottposto alla tecnica di Longo lei non ha risolto il problema emorroidario (per definizione non asporta le emorroidi), la dearterializzazione ha una qualche efficacia nella patologia emorroidaria di II e III grado. Come vede non posso che rispondere con alcune domande ai suoi quesiti. Il mio consiglio è di sottoporsi a visita proctologica con videoproctoscopia digitale in modo da “fotografare” il suo suo stato patologico e su quella base trovare una adeguata impostazione terapeutica.
Salve, sono una giovane dottoressa di 27 anni e ho da porLe questo quesito: ho un dolico colon ipotonico con ptosi de tratto distale discendente (dignosticato con clisma opaco a doppio contrasto) che mi creada sempre problemi dd stipsi,ma ho anche problemi rettali, ovvero emorroidi, rettocele e intussuscenza. Mi è stata consigliata la Tecnica Starr-Longo, ma ho qualche perplessità. Lei cosa mi consiglia pr la mia complessa situazione? La ringrazio molto per la sua gentile attenzione. Cordiali saluti Dott.ssa M. Carla
Cara Dottoressa,
come avrà capito non sono favorevolissimo alla tecnica pph. I motivi non sono ideologici ma scientifici. Ognuno di noi è libero di interpretare segni e sintomi ed arrivare a conclusioni anche diverse. Ma accettare che un unico intervento, fatto per 3/4 ad occhi chiusi (senza che il chirurgo veda quello che succede ed in particolare durante la sezione e sutura dei tessuti) e che questa tecnica è valida per tutti gli individui del pianeta, questo intelligentemente non lo posso accettare. Inoltre la tecnica riferita è gravata da complicanze severe che portano ad una sofferenza cronica e di difficile risoluzione. Vi è una eccessiva spinta commerciale sulla metodica, pari solo a quella dell’uso di purganti. Comunque nel suo caso dovremmo prendere in considerazioni diversi fattori per indicare una giusta terapia. Il mio consiglio, se ne avrà voglia, e di farmi valutare personalemnte gli acertamenti e se avrà tempo di sottoporsi ad una visita specialistica (valutazione di emorroidi e rettocele), e poi rispondere ad alcune mie curiosità su sport, figli, inizi della stipsi ecc, ecc. Resto a disposizione nel pieno rispetto del giuramento di Ippocrate
Spett. Dott.Nicastro Sono uno studente di quasi 30 anni. Circa dieci giorni fa il mio medico di base mi ha diagnosticato una trombosi emorroidale e, come cura, mi ha prescritto Proctosedil,crema rettale 2 volte al dì e Asacol 500 in supposte 1 la sera..Sembrava che la cura stesse migliorando la situazione, finchè 3 giorni fa ho avuto un peggioramento. Il fastidio è diventato dolore e l'emorroide è diventata dura e non più retraibile manualmente.Sono tornato dal medico e mi ha allora prescritto Luan pomata 4 volte al dì e Arvenum compresse 3 volte al dì e mi ha detto di continuare la cura di Asacol. Oltretutto mi ha consigliato di stare a riposo e di fare degli impacchi con acqua tiepida e sale. Queste cure mi aiuteranno a stare meglio? E se anche questa cura dovesse fallire lei cosa mi consiglierebbe per una più rapida guarigione? in attesa di una sua risposta, la ringrazio anticipatamente. Cordiali Saluti F.
Caro Sig. Francesco,
le cure prescritte per la trombosi emorroidaria e alquanto corretta. Bisogna stabilire se la trombosi coinvolge una vena esterna o coinvolge i peduncoli principali. Le pomate che applica agiscono sul sintomo e non sulla patologia, inoltre dovrebbe correggere eventuali disturbi della defecazione e rendere più morbide le feci. Le consiglio l’uso di Proctovasa crema (le prime applicazioni posssono dare bruciore), di lavarsi con SapigenK o similari, di assumere 2 cps di arvenum 3 volte al giornno per almeno 7 giorni e poi continuare con 3 cps al giorno per altri 10 giorni. Se la trombosi non tende a regredire è utile un controllo specialistico. Resto a sua disposizione
Buongiorno dottore vorrei segnalarle il disturbo di natura emorroidaria di cui soffre mai madre. Nel 2000 è stata operata di emorroidi e fino a quest'anno non ha più avvertito alcun dolore.A seguito di una visita gli è stata riscontrata una ragade anale con prolasso della mucosa rettale curata con dilatan e colostrum gel.Per sicurezza ha effettuato una colonscopia e la cistografia che non hanno evidenziato nulla di patologico se non diverticolosi e rettocele.Ad un recente e ulteriore controllo oltre al prolasso che nel frattempo si è ridotto gli stato riscontrato un polipetto anale fibroso di circa 5 mm a ore 6. Le rassicurazioni sul fatto che sia un reperto abbastanza frequente in chi soffre di emorroidi e ragadi hanno rassicurato mia madre ma meno il sottoscritto.L'eventuale asportazione del piccolo polipo verrà decisa o meno durante la rettoscopia a cui dovrà sottoporsi.So che esiste il carcinoma anale e non vorrei che quel polipino degenerasse.In ultima istanza vorrei una deluci dazione,il polipo fibroso penso dipenda dal fatto che sia ricoperto di fibre nervose,non può essere che mia madre oltre alla patologia all'ano abbia un disturbo neuromuscolare?,mi dicono siano parti dove ci sono molti recettori di centri nervosi e mia madre soffre da tempo di ansia cronica, dolori cervicali e sindromi vagali.Può esserci una correlazione con l'ansia e l'innesco di un circolo vizioso in tal senso? Mi scuso per la lunghezza ma volevo darle un quadro preciso dei disturbi. Le sarei grato se mi fornisse un suo parere. Pier Paolo
Caro Signor Pier Paolo,
il polipo fibroso è frequente nella patologia emorroidaria ma non alcuna attinenza con una eventuale sindrome ansiosa e vagale. Inoltre il carcinoma anale ha delle caratteristiche precise che non pongono dubbi rispetto al polipo fibroepiteliale. Maggiori delucidazioni potrei darle se mi informasse sul tipo di intervento effettuato nel 2000. Il mio consiglio è comunque eseguire una videoproctoscopia digitale al fine di definire meglio la patologia (prolasso mucoso, emorroidi recidive, rettocele). Cari saluti
Le scrivo per avere un suo parere.Ho 42 anni.Da tre anni ho problemi al colon. In seguito a sanguinamenti, non sapendo se erano le emorroidi o altro ( ho fatto 3 legature) ho fatto una rettoscopia e poi una colonscopia.Premetto che soffrivo di stitichezza.La prima volta il dott. mi diagnostica mucosa congesta,piccole erosioni superficiali, emorroidi di primo grado,piccolissimi pseudo-polipi.Pentacol gel e lavaggi interni. Dopo vario tempo faccio una colon-scopia da un altro dott.( fino all'ileo distale). Diagnosi:- mucosa integra in tutti i suoi tratti, pareti ben distensibili, all'insufflazione d'aria, reticolo ben rappresentato, emorroidi di primo grado. In retrovisione ampollare si evidenzia presenza di lesione ulcerata e ricoperta di fibrina come da recente sanguinamento alle ore tre. Mi dice di rivolgermi ad un chirurgo. Ritorno dal dott. che mi aveva fatto le legature ( non quello della rettoscopia)che mi dice che la lesione è una legatura fatta da lui 20/ 25/ gg. prima. Boh!Lui dice che mi devo operare. Non lo faccio perchè per 1 anno non ho più sanguinamenti. Prendo fibre e benefibra e la mia stitichezza sparisce. Da questo momento le mie feci sono sempre molli e a volte ho quasi diarrea. Smetto di prendere le fibre ma le mie feci da allora non sono più normali. Ho avuto episodi di muco giallognolo, e altri episodi di sangue. Sono le emorroidi? non so! ho pure diarrea nel contempo. E dire che non avevo mai avuto diarrea nella mia vita..prima di fare la cura delle fibre. Ero stitica. Adesso vado ogni mattina, quando non mi svuoto completamente( se le feci sono più dure)anche tre volte.Soffro di bruciori agli occhi, per ora ho un orzaiolo. Ho letto che il colon malato porta anche questi problemi.E i miei capelli sono molto fini e cadono.Non so più che fare...e non so a chi rivolgermi. Il sangue può venire dalle emorroidi? anche quando le feci non sono dure?è rosso vivo e sembrerebbe non mischiato alle feci.Grazie per la risposta,Distinti Saluti, Claudia
Cara Signora Claudia,
assodato che le emorroidi di 1° grado possono essere sintomatiche e dare sanguinamento all’evacuazione, credo che il suo problema può essere correlato alla sindrome del colon irritabile. Il mio consiglio è di sottoporsi ad una visita specialistica per confermare la diagnosi che deve essere completata con una videoproctoscopia digitale al fine di definire lo stato emorroidaria.
Cari saluti
D:Grazie per la celere risposta. Io abito a Marsala, lei conosce qualche medico bravo delle mie parti? anche Trapani o Palermo.La video-proctoscopia chi la fa? i dottori ai quali mi sono rivolta credo proprio di no.Secondo lei serve un’altra colonscopia per confermare la diagnosi?Grazie ancora,
R:Cara Signora Claudia , purtroppo non conosco medici che eseguono la videoproctoscopia in sicilia ma posso consigliarle di rivolgersi al Dott. TN di Palermo o al Dott. AF di Messina. Conosco i due professionisti e credo che siano persone serie ed affidabili, qualora dovesse rivolgersi a loro può fare il mio nome e porgere i miei saluti Come faccio con lei restando a sua disposizione
Ill.mo dottore, La ringrazio per la velocissima risposta. Chi parla male della Sanità Italiana e dei Medici che ne fanno parte non ha capito nulla. Il problema vero, si sa, sta da un'altra parte !!! Mi perdoni se approfitto ancora, ma vedo che Lei non accenna, con riferimento al sanguinamento,alla possibilità che il continuo sali/scendi delle emorroidi possa aver provocato delle fissure. Nel caso affermativo la dearterializzazione risolverebbe anche il problema delle fissure eventuali? L'infiammo può essere combattuto con il nimesulide? Grazie infinite ancora una volta.
Caro Signor Massimo,
Il sanguinamento non necessariamente proviene dalle fissure, se con questo termine intendiamo ragade anale (in inglese fissure) ma semplicemente dalla lesione della vena emorroidaria ed in tal caso la dearterializzazione è efficace anche sul sanguinamento. In caso di ragade l’intervento da proporre è doppio: fissurectomia e THD. L’infiammazione può essere combattuta con gli antinfiammatori ma non bisogna abusarne.
Cari saluti
Buongiorno Dottore, le esplico il mio caso: negli anni passati ho sofferto di emorroidi. Una volta dignosticate di II/III grado mi sono deciso per mettere fine a un autentico calvario all intervento sec. Longo (dicembre 2007).Piano piano alcuni sintomi sono ricomparsi come se l intervento avesse ridotto ma non risolto il problema. Da giugno mi sono sottoposto a 2 sedute di legatura elastica che hanno leggermente migliorato la situazione fino a quando settimana scorsa dopo un evacuazion ho avuto una trombosi che non avevo da un paio d'anni. Cosa vuol dire? Conviene rioperarsi? Mi illumini, la prego.
Caro Signor Carlo,
se ha avuto modo di leggere sui vari forum e anche sul mio potrà trovare molte situazioni simili alla sua. Purtroppo, non mi stancherò mai di ripeterlo, la tecnca sec. Longo non è adeguata, secondo il mio modesto parere, per la cura della patologia emorroidaria e la sua diffusione e pubblicità è dovuta più a fattori “commerciali” che ad un vero interesse scientifico. Secondo me lei dovrebbe sottoporsi a una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale che metterà in chiara evidenza la reale situazione della patologia che l’affligge. Solo dopo è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia con l’intento di risolvere definitivamente la malattia.
Cari saluti
gentilissimo dottore premetto che non ho problemi di stipsi. sono al 9 mese di gravidanza e nonostante prenda ferrograd non ho problemi di "defecazione" anzi! 6 giorni fa ho iniziato ad avvertire una strana sensazione dopo il rilascio dello sfintere...dolorosa ma finiva li, l'ho presa come un riscaldamento da salame piccante e non le ho dato la giusta importanza! tre giorni fa è invece iniziato il vero calvario...sono fuori uscite le emorroidi di cui non avevo mai sofferto..tutte da uan parte dell'ano,..nella sera il dolore è diventato atroce ed ho usato "preparazione h" ma non m'ha fatto assolutamente nulla! dopo una notte insonne ho cambiato crema e sono passata a "proctoril" col quale ho iniziato ad avvertire piano piano il miglioramento! quello che non riesco però a capire è come mai sento tipo una serpentina che mi tira le emorroidi su e poi sole sole riscendono. e' la terza volta che mi capita in due giorni....e' normale, è comunque un buon sintomo! mi scusi se mi sono dilungata e spero di essermi spiegata. la saluto fiduciosa buona serata e buone feste
Cara Signora Maria,
la patologia emorroidaria spesso insorge, complicandola una tantino, durante la gravidanza
indipendentemente se la persona è stitica o meno. In molte donne è il parto naturale l’elelmento scatenante la patologia ma in ogni caso prima di praticare automedicazioni sarebbe opportuno rivolgersi al medico, farsi visitare per accertare la reale diagnosi e sarà il medico a dare le adeguate cure compatibili anche con il particolare stato di gravidanza o di allattamento.
Cari saluti
Gentile professor Nicastro, La ringrazio anticipatamente per la sua disponibilità.Ho 33 anni e nell'aprile 2008 mi sono sottoposta ad un intervento di emorroidectomia (con criotrapia selettiva e legatura)in seguito ad una tromboflebite.Dopo una degenza di circa 1 mese (in cui ho patito le pene dell'inferno a letto per via della legatura e il distacco delle emorroidi) ho incomiciato a accusare forti dolori all'interno dell'ano all'altezza del coccige(zona in cui durante la crisi emorroidaria sentivo maggiormente dolore).Tali dolori e fastidi erano talmente persistenti che mi vedo costretta a Luglio a tornare dal chirurgo,il quale dopo una visita "manuale"mi dice che avevo una ragade proprio dove c'era il trombo e che non aveva visto durante l'operazione!.Così mi sottopongo a sfinterectomia laterale.Ma da quel giorno non ho più pace..Non riesco più a stare seduta perchè ho dolore persistente al coccige e che si espande al gluteo destro.A ciò si aggiungono i fastidi interni all'ano quali bruciore e sensazione di avere ancora le emorroidi.Premetto che non ho dolore durante la defecazione (salvo i giorni in cui c'è stitichezza)nè tantomeno perdite di sague.Alla visita postoperatoria il chirurgo mi tocca "col dito" sotto la punta del coccige e mi dice che c'è una lussazione.Da qui seguono risonanze magnetiche e radiografie che però non rilevano niente a livello osseo.Intanto non riesco neanche a piegarmi in avanti poichè sento che qualcosa si strappi o tiri.Non so più che fare.ho provato di tutto:supposte, antinfiammatori..ma nulla.Che devo pensare? Che l'intervento non sia stato eseguito bene?Che hanno reciso un nervo? Cucito male?Hanno creato ua contrattura?Tagliato troppo il muscolo? Toccato qualcosa(a livello osseo)che non dovevano toccare?Mi dia,per favore,un suo parere( e/o consiglio) Lei su cosa fare. Spero di averLe fornito le necessarie informazioni. Grazie per la cortese attenzione.
Cara Signora Ilenia,
sinceramente qualcosa è accaduto durante l’intervento se è stato necessario 1 mese di ricovero quando normalmente sono necessarie 24 ore. Sicuramente la sua ragade andava
meglio definita e diagnosticata e la sola esplorazione rettale non è sufficiente, secondo il mio parere, per eseguire una sfinterotomia. Sicuramente bisogna che lei si sottoponfìga a una visita colonproctologica (vera) completata con una videoproctoscopia digitale al fine di documentare e diagnosticare la situazione attuale della patologia ano-rettale che la sta facendo soffrire. Solo un appunto la crioterapia delle emorroidi è da anni bandita dalle società chirurgiche specialistiche colonproctologiche di quasi tutto il pianeta. Mi perdoni la radicalità della risposta ma penso ( con un po di sdegno) che il “chirurgo” che ha avuto modo di curarla doveva almeno approfondire la diagnosi per stabilire la causa della sua sofferenza.
Cari saluti
Buongiorno, sono una donna di 50 anni; una visita proctologica effettuata a febbraio di quest'anno (successiva ad una colonscopia nella quale si sono individuate emorriodi di II-III grado) ha rilevato: presenza di marische perianali e sotto ponzamento prolasso emorroidario, sfintere normotonico, ampolla libera, presenza di emorroidi di II-II grado. Il medico mi ha consigliato una emorroidectomia chirurgica. Per motivi psicologici (ero nel pieno di una crisi coniugale) ho deciso di rimandare l'intervento, anche perchè raramente ho ed ho avuto dolore (unica eccezione in occasione di una trombo-flebite) Ora a 9 mesi di distanza ho praticamente sanguinamenti quotidiani al momento della defecazione e spesso sono molto consistenti. Sarei propensa all'intervento ma vorrei sapere quale è il decorso post operatorio.
Cara Singora Vania,
la patologia emorroidaria di II e III grado è possibile curarla con altri procedimenti diversi dalla emorroidectomia classica. Ad esempio la THD (dearterializzazione) con proctopessi in caso di prolasso mucoso è una nuova tecnica mininvasiva e con poche sequele post-operatorie. Si ha una pronta ripresa post-operatoria con una ripresa delle attività quotidiane quasi immediata.
Cari saluti
salve, ho letto molte delle sue risposte e a saperlo prima non avrei affrontato un'operazione. Dopo il parto anche durante la gravidanza sono fuoriuscite le emorroidi con sanguinamento in certi periodi. Dopo 2 anni e mezzo mi sono convinta che era giusto andare a fare una visita da un chirurgo ho cencato e ricercato su internet tutte le tecniche dopo potevo soffrire di meno perchè sapevo di dovermi operare scelgo e anche su consiglio di alcune ragazze il metodo thd. Il mio problema era la fuoriuscita delle emorroidi un prolasso del retto che dovevo far rientrare manualmente. ok mi sono operata ma il problema ci sta ancora uguale identico solo il sanguinamento è scomparso per il resto tutto come prima adesso mi chiedo ma qual'è la tecnica dove si può definitivamente risolvere questo problema? io sono ancora in cerca dell'operazione che mi faccia soffrire meno io sono andata convinta ad operarmi senza pensarci un attimo senza paure psicologicamente felice ed alla fine sono rimasta delusa e psicologicamente sto male perchè comporta un sacco di disagi in qualsiasi momento della giornata. Grazie per l'attenzione aspetto qualsiasi consiglio risolutivo.
Cara Signora Caterina,
non esiste una sola tecnica e quella più indicata è possibile deciderla solo dopo una visita completata con videoproctoscopia digitale. Riguardo la THD tecnica che eseguo con soddisfazione mia e soprattutto dei pazienti è una valida tecnica mininvasiva ma deve essere attuata con precisione e indicazione certa. Ma non è una panacea universale.
Cari saluti
Buongiorno Dottore, sono un ragazzo di 30anni e che da un'anno sto vivendo con angoscia il mio stato di salute. Mi spiego a dicembre dell'anno scorso per la seconda volta in vita mia soffro di emorroidi esterne e dolorose, ma stavolta più dolorose e non guarite dopo cura medica, allora i chirurghi dell'ospedale del mio paese decidono di operarmi con metodo Longo, ma è proprio da quel momento che non ho più pace, dopo i primi 20giorni di miglioramenti ho una ricaduta di dolore, mi viene diagnosticata una comune ragade anale scatenata da un ipertono sfinterale, ma ad aprime dopo mesi di cure mediche e infinite visite, decidono nuovamente di operarmi per cauterizzare la ragade. Durante detto intervento mi viene aportato un polipo anale(diagnosticato di natura infiammatoria). Dopo 20gg da questo intervento comincio ad avere nuovamente gli stessi sintomi, detto fatto come sopra, si arriva a fine luglio con nuovo intervento per lo stesso motivo(stavolta al policlinico di Palermo) sempre rgade e polipo(di natura infiammatoria). Inutile dire che dopo circa 20gg tutto ritorna come prima e quindi vai di cura medica senza esiti positivi, e siamo a mercoledì c.m. rioperato di ragade e asportazione di 2 polipi (da accertare la natura). Il Proctologo che mi ha avuto in cura mi ha liquidato dicendomi che sono polipi di natura infiammatoria dovuti con ogni probabilità alle graffette in titanio previste dal metodo Longo, quindi reazione naturale del corpo), chiedo se esiste una soluzione a ciò perchè per me non è normale che devo attendere(non si sa quanto) che cadano da sole queste graffette. Credo che non sia possibile che ogni 4 mesi devo operarmi e che devo rimanere con questi dolori generati da questi polipi. Le chiedo se Lei mi può consigliare qualcosa perchè io fino ad oggi ho conosciuto 5 colonproctologi che non mi sanno dire come poter uscire da questo tunnel in maniera certa e risolutiva. per il momento mi curo con fitostimoline matt e sera, detergente anestin. Mi scusi se sono stato troppo prolisso ma la storia è lunga e va menzionata tutta, per poter meglio valutare la mia situazione. In attesa di una Sua cordiale risposta le auguro buon lavoro e buon week-end.
Caro Signor Daniele,
la sua storia clinica non è rara o inusuale. Dopo l’intervento con suturatrice meccanica sono molti i pazienti che non riescono a risolvere i problemi e anzi peggiorano il loro stato. Nel suo caso credo sia opportuno porre una diagnosi corretta e inequivocabile prima di prendere in considerazione un trattamento chirurgico o farmacologico e il fatto di essere stato sottoposto a ben cinque interventi chirurgici senza alcun beneficio ben evidenzia come la diagnosi sia stata di difficile definizione. Riguardo i polipi infiammatori sono detti anche granulomi da corpo estraneo e dipendono dal tipo di intervento effettuato e non è vero che non sono un problema anche perchè se così fosse perchè asportarli? Invece essendo una nuova patologia evidenziata solo con l’avvento di questo interento ancora non ci sono dati specifici sulla loro entità patologica.
Una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe essere utile a definire la diagnosi e permettere un corretto percorso di terapia.
Cari saluti
Buongiorno, la mia eta' e' anni 48 e mi e' stato diagnosticato un prolasso anale di terzo grado,con piccolo nodulo emorroidiario. Il medico proctologo che mi ha visitato,mi consiglia una dieta a base di fibre ed un cambiamento delle mie abitudini attuali (tempo di seduta sul water,uso di acqua fredda al bidet....) ed una terapia di sostegno a base di venoruton,rivedendo la situazione tra sei mesi per valutare se intevenire o se,in caso di riduzione del prolasso,sia sufficente continuare solo con la dieta. La domanda che volevo porre e' la seguente: Secondo la vostra opinione, sara' sufficente attenersi a quanto indicato dal medico per ovviare al problema,o nella maggioranza dei casi,in base alla vostra esperienza,visto il grado della mia patologia si dovra' ricorrere all'intevento? Volevo inoltre sapere se ci sono delle cure o delle modalita' di intervento innovative rispetto alle classiche procedure. Grazie per la vostra risposta e distinti saluti.
Caro Signor Prospero,
se la patologia emorroidaria è stata correttamente diagnosticata come di terzo grado la terapia medica può solo prevenire fasi acute della patologia ma non curarla. Il terzo grado di emorroidi si cura con un trattamento chirurgico e quello meno invasivo attualmente è la THD cioè la dearterializzazione dei plessi emorroidali. Se vi è associato prolasso mucoso è possibile eseguire durante lo stesso intervento una proctopessi a punti senza asportare tessuto rettale e anale.
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