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Domande e risposte su: Emorroidi

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Egregio dottore,sono un professionista di anni 58 e dopo anni mi sono deciso a sottopormi a visita proctologica nella quale mi è stato diagnosticato un prolasso retto-anale interno ed esterno riducibile - sintomi da ostruita defecazione- ragade anale con polipo e mi è stato conseguentemente suggerito l'intervento tipo STARR.Riservandomi di contattarLa per una ulteriore visita Le sarei grato se potesse confermarmi sin da ora che la metodica più idonea per risolvere il mio problema sia quella definita THD. La ringrazio e saluto distintamente.

Caro Signor Francesco,
nel suo caso mi sento di dire che l’unica metodica che deve evitare è proprio la STARR per la concomitanza della ragade anale. Una visita proctologica completata con videoproctoscopia è utile per poter definire il vero grado della patologia emorroidaria e dell’eventuale prolasso, la cronicità della ragade. Per la patologia di II-III e IV grado non complicato è indicata (a mio parere) la THD con associata o meno la proctopessi e, se confermata la presenza di ragade anale, la fissurectomia contestuale. Resto a sua disposizione ringraziandola per la fiducia
Cordialmente

Gent.mo Dottor Nicastro, cercherò di riassumere brevemente la mia storia, sperando possa aiutarmi. Ho 36 anni, 10 anni fa fui operata di emorroidi di IV grado con prolasso e ragadi. L'intervento di Milligan Morgan, fu piuttosto lungo e complicato (inizialmente infatti mi avevano classificato le emorroidi come di II grado). Il post operatorio fu dolorossisimo e l'operazione non fu neanche risolutiva: mi lasciarono un emorroide esterna per evitare la stenosi. Dopo circa tre anni questa emorroide diede luogo ad una trombosi curata con una massiccia dose di Daflon. In seguito a diverse visite mi consigliarono di fare un pò di "ginnastica" con Dilatan perchè avevo un ipertono dello sfintere che causava lo strozzamento del nodolo emorroidale con conseguente rigonfiamento e dolore. La ginnastica per un pò ha migliorato il problema, ma non lo ha risolto. Cinque mesi fa, ho avuto il primo figlio (ovviamente con un cesareo), questo evento, unito alla mancanza di cure (sia in gravidanza che in allattamento mi hanno vietato di prendere flavonoidi) ha reso di nuovo molto critica la mia situazione. Attualmente infatti non è più presente solo un emorroide ed ogni mattina la defecazione,è molto dolorosa, accompagnata da frequenti sanguinamenti, talvola sono presenti anche dei grumi di sangue vivo. In seguito devo quasi sempre rimenttere manualmente "tutto in ordine", rimanendo almeno dieci minuti a riposo per il dolore. Mi sono sottoposta ad una ulteriore visita con rettoscopia, ma non è stata per nulla esaustiva. Il chirurgo infatti non ha potuto garantirmi un'operazione con il metodo THD (ha detto che solo quando andrà ad aprire potrà sapere la situazione reale), nè ha saputo tranquillizzarmi circa l'idea di avere un altro bambino nel giro di un paio di anni. La ringrazio per il tempo e l'attenzione che vorrà dedicarmi, sperando possa porre fine a questo stillicidio.

Cara Signora Paola,
solitamente la programmazione di un intervento chirurgico prevede un esatto inquadramento dagnostico prima che il paziente entri in sala operatoria. L’intervento programmato potrebbe non essere ultimato se durante l’atto chirurgico si riscontrano situazioni anatomiche che costringono il chirurgo ad adottare un procedimento diverso. Nel suo caso sono tante le variabili da studiare (emorroidi recidive, il gradodi patologia e la presenza o meno di prolasso mucoso). La visita proctologica completata con l’esame endoscopico (rettoscopia o meglio
videoproctoscopia) è elemento utile ai fini della esatta diagosi e solo in caso di dibbi si decidono ulteriori accertamenti. Questo modo di procedere dovrebbe portare il medico a pianificare un interevnto utile alla risoluzione della patologia che affligge la persona e non aspettare di “aprire” per capire cosa fare.

gentile dottor nicastro sono una ragazza di 25 anni mi sono sottoposta ad un intervento di emorroidectomia sec.MM circa due giorni fà mi hanno detto non hanno potuto risolvere completamente il problema, adesso a distanza di due giorni mi ritrovo sia con il dolore postoperatorio che con il dolore delle emorroidi rimaste,mi chiedevo se con la ferita ancora fresca potevo continuare a curare ancora le emorroidi rimaste con la crema anti emorroidale ,volevo aggiungere che come antidolorifico mi hanno prescritto semplicemente OKI IN BUSTINE anche se ho dei forti dolori ,volevo anche chiederle se dopo l'intervento effettuato in anestesia spinale sia normale avere dei forti dolori alle gambe .la ringrazio anticipatamente per la sua attenzione aspetto una sua risposta.

Cara Signora Antonia,
Le sue domande sono lecite ma dovrebbero essere rivolte al chirurgo che ha eseguito l’intervento che sicuramente potrà darle risposte più approrpiate. Da parte mia le posso dire che l’intervento di emorroidectomia solitamente è indicato nel grado più elevato della patologia emorroidaria e il suo intento è appunto la risoluzione totale della patologia. Non conoscendo i motivi che hanno condotto ad una parziale risoluzione della patologia non posso essere più chiaro ella risposta. Riguardo il dolore post-operatorio anche questo, oggi, nella emorroidectomia non è un evento frequente e può essere controllato con antidolorifici più importanti che comunque andrebbero prescritti dal curante. Riguardo le creme è inopportuno applicarle su ferite ancora aperte mentre potrebbe assumere venoprotettori per via orale.

gentilissimo dott attilio nicastro son un ragazzo di 42 anni ho problemi di ragade ed emmorroidi sono stato gia' operato 2 volte la prima di emorroidi e la seconda volta circa 2 anni fa di prolasso ho fatto l'intervento secondo longo pensavo di aver risolto il problema ma ultimamente ho dinuovo problemi ma penso che sono ragade perche mi sanguinano ogni giorno vado molto sangue bruciano e dannoprurito e molto fastidio cosa posso fare pr risolvere il problema attendo vostre notizie distinti saluti

Caro Signor Antonio,
sarebbe oportuno che lei si sottoponesse a visita proctologica completata con una video
proctoscopia al fine di stabilire l’esatta diagnosi della patologia che la sta facendo soffrire. L’intervento con suturatrice meccanica (di Longo) non solo non cura le emorroidi (secondo me) ma può dare anche diversi disturbi simili a quelli che lei lamenta. Per questo è necessario l’approfondimento diagnostico e poi decidere una adeguata terapia.
Cari saluti

Buon giorno dott.Nicastro. le espongo il mio problema :da 3 settimane soffro di "prolasso mucoso da panzamento" .Ho 2 grosse "marische di mucose prolassate" ,che vengono ridotte in ano.Internamente non ho nulla.Il medico che mi ha visitato mi ha dato una pomata "fitostimoline" da fare dei massaggi interni...non riesco più a condurre una vita normale.Il dolore é sconvolgente mi paralizza talvolta non riesco a camminare. Tutto ciò mi ha portato a un dimagrimento eccessivo e sono sempre debole. Cosa posso fare per guarire al più presto perchè non ce la faccio più? le premetto che ho 29 anni! La ringrazio tantissimo,e le auguro un buon lavoro.

Cara Signora Ilenia,
credo che la prima cosa da fare è avere una certezza diagnostica sulla patologia, in quanto il prolasso mucoso al ponzamento con la presenza di marische dovrebbe essere ben inquadrato. Infatti la probabilità che lei soffra di patologia emorroidaria e questo spiegherebbe la sua sofferenza. Una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale potrebbe dirimere i dubbi e consigliare un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

gentile dottore, ho 42, sono insegnante di lettere di una scuola superiore. Scrivo perchè ho un problema di emorroidi doloranti e sanguinati, che si protrae da diversi mesi, probabilmente aggravato dalla nascita di mia figlia avvenuta 10 mesi fa. Potrebbe offrirmi alcune informazioni su tecniche non invasive inerenti il trattamento della problematica descritta? In attesa di una risposta, porgo cordiali saluti.

Cara Signora Daniela,
la patologia emorroidaria riconosce quattro gradi di gravità (dal primo al quarto in ordine crescente). Ogni grado di patlogia riconosce una sua terapia (anche in relazione ad altre caratteristiche cliniche della persona). Quando la patologia diventa sintomatica, al di là del grado, è opportuno un trattamento definitivo. Quello che oggi modernamente sembra dare maggiori soddisfazioni in termini di risultati e di “gradimento” mininvasivo da parte degli specialisti e dei pazienti è la dearterializzazione selettiva (THD) dei plessi emorroidari. Comunque non esiste una terapia valida per tutte le persone (fortunatamente siamo diversi uno dall’altro) e solo una visita proctologica completata con una videoproctoscopia digitale può porre una esatta diagnosi e stabilire un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

salve dottore, da circa una settimana mi sono accorta di avere un prolasso dell'ano, sto provando ad usare una pomata prescrittami dal mio medico, ma anzichè andare avanti, la situazione peggiora, cosa devo fare?? mi da dolore nel sedermi e nel camminare e vorrei risolvere il prima possibile grazie mille.

Cara Signora Anna Rita,
probabilmente quella che lei descrive come un prolasso dell’ano può essere una malattia emorroidaria che rispnde ai sintomi da lei descritti. Una visita colonproctologica completata con una videoproctoscopia è necessaria per porre una adeguata diagnosi e quindi prescrivere un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

Egregio Dottore, ho subito un'operaizone chirurgica alle emorroidi! Con una certa requenza purtroppo vede ancora sangue quando vado di corpo! Sono tornato in ospedale per una visita e mi hanno detto che il fatto è dovuto alla proctite! C'è una cura e quindi dei farmaci che possono dare un sostanziale sollievo, che possano efficacemente dare una soluzione al problema? Grazie per la cortese attenzione. Distinti saluti.

Caro Singor Marco,
la proctite può complicare un decorso dopo un intervento di emorroidi ed è per questo che la diagnosi deve essere posta prima dell’intervento e quindi intraprendere le cure adeguate e preventive. Comunque esiste una proctite conseguenza a determinate tecniche usate per la cura delle emorroidi. Ad esempio la tecnica con susturatrice meccanica comporta l’insirgenza della proctite sulla cicatrice circolare.Una visita proctologica con videoproctoscopia digitale permette di stabilire l’entità della proctite e quindi consilgliare un adeguato percorso di terapia.
cari saluti

sono stato operato 5 mesi orsono di anopessi ( secondo Longo). Recentemente è stato riscontrato quanto segue: cicatrice a cavallo della linea pettinata - granuloma di 2 cm per 1 per 1. mi viene suggerita l'exeresi del granuloma. che fare? ( il suddetto impedisce la mobilità della mucosa dopo il ponzamento). grazie.

Caro Singor Mauro,
esiste un doppio problema a mio parere: la cicatrice a cavallo della linea pettinata (troppo bassa) e la presenza del granuloma. Il granuloma andrebbe asportato ma andrebbe fatta anche una valutazione sul residuo della ferita e dell’intervento in quanto il solo granuloma non spiega la persistenza dei sintomi.
Cari saluti

Gentile dott. Nicastro, Le scrivo per avere un suo parere. Sono stato operato circa quattro mesi fa per l'asportazione di un nodulo emorroidario trombizzato, un polipo anale, l'escissione di una ragade e l'asportazione di tre clips metalliche relative al precedente intervento effettuato con tecnica Longo tre anni prima. Il decorso postoperatorio è stato subito difficoltoso, a causa del persistere di sanguinamento, dolore alla defecazione e nelle ore successive. Il chirurgo che mi ha operato mi ha fatto usare una pomata alla nitroglicerina. Ho eseguito una rettoscopia ai primi di febbraio che non ha evidenziato nulla di particolare se non un polipetto reattivo. Secondo il chirurgo che mi ha operato il mio è un problema psicologico che mi porta ad aver una contrazione paradossa dello sfintere al momento della defecazione, con la conseguenza di far sanguinare le mucose e avere dolore a causa del muscolo contratto. Vorrei chiederle: è plausibile che una motivazione psicologica possa essere l'unica causa dei miei sintomi? Quali terapie o indagini dovrei effettuare per poter ottenere un miglioramento della mia condizione, che effettivamente mi sta logorando dal punto di vista psicologico. Attualmente ho sempre sanguinameno dopo la defecazione e un dolore persistente nel punto in cui avevo il nodulo trombizzato. Infine, Lei esegue sempre la videoproctoscopia nelle sue visite? La ringrazio per le risposte che vorrà fornirmi e Le invio i mie più cordiali saluti, nell'attesa di una visita diretta.

Caro Signor Ireneo,
purtroppo il decorso post-operatorio dopo reinterventi per risolvere situazioni patologiche create da precedenti interventi può essere gravato da sintomi più o meno persistenti e fastidiosi. Ma giusto a livello di fastidio e non complicato come quello che lei descrive. A parte i prblemi psicologici (?) credo che il suo dolore possa dipendere da altri fattori che andrebbero ben investigati anche con la videoproctoscopia digitale che nella mia esperienza completa sempre la visita colonproctologica.
Cari saluti

Egregio Dottore, ho 27 anni e circa un anno fa mi è stata diagnosticata una emorroide interna. A suo tempo è stata curata con una crema e l'aggiunta di un integratore, di tutti e due però non ricordo il nome. Da circa 2 giorni sono ricomparse le emorroidi, solo che questa volta esterne e senza fuoriuscita di sangue. Al momento la sto curando con arvenum500 2 volte al dì, consigliato in farmacia. Ma non so se tutto ciò mi permette di risolvere il problema e per quanto tempo posso prenderlo. La ringrazio anticipatamente Cordiali Saluti

Cara Signora Francesca,
se la diagnosi è esatta la terapia con i flavonoidi è idonea. Devo dirle comunque che l’automedicazione o peggio l’autodiagnosi (chi le ha diagnosticato le emorroidi?) sono due fenoemni pericolosi per la salute. Consulti un medico, meglio se specialista colonproctologo, al fine di confermare la diagnosi e quindi intraprendere un adeguato percorso di terapia.
Cari saluti

Gentile Dott. Nicastro ho letto con interesse e soddisfazione le sue considerazioni circa la tecnica di Longo sul sito Medicitalia. Io credo di esserne una delle tante vittime, perchè operato due volte (pur in cura anticoagulante) con questa metodica sono esattamente al punto di partenza. Notavo però l'ostinazione del primario nel fare eseguire questa tecnica ai suoi dottori. Mi permetto di chiederle se saprebbe indicarmi un proctologo, nella zona di Bologna, che condivida, sul tema, le sue opinioni. La ringrazio,cordialmente

Caro Signor Fabrizio, penso che perseverare nell’errore è criminale. Posso capire (non giustificare) il primo intervento, ma non il secondo. Credo che a Bologna ci siano tanti medici che la possono aiutare ma è dificile (poco etico) indicarle un nome in quanto farei torto alla professionalità di tanti. Forse rivolgendosi alla struttura universitaria potrà trovare utili consigli.
Resto a sua disposizione
Cari saluti

Buongiorno Dott. Nicastro, vorrei porle 3 domande: 1) Ho praticato la legatura eleastica su ben 3 emorroidi, ma nonostante questo sulla parte sinistra del retto sento ancora dolore (il mio proctologo esclude la presenza di ulteriori prolassi, ragadi o altro). Sa dirmi qualcosa in più del mio proctologo? 2) Secondo lei può aver senso intervenire ora (dopo 3 legature) con la THD per risolvere, anche senza sapere bene a cosa sia dovuto, il problea di cui al punto precedente? 3) Infine: qualcuno sostiene che il punto con il quale si lega l'arteria nel metodo THD potrebbe nel tempo cadere, rompersi o latro e quaindi vanificare l'intervento. E' corretto secondo lei? Grazie per le risposte e grazie per la Sua professionalità... scarsina di questi tempi.

Caro Signor Roberto,
spero che non si riferiva alla mia professionalità? Scherzo. Cercherò di rispondere ai suoi pertinenti punti di domanda. Premetto che, a mio parere, la legatura elastica ormai deve essere considerata una tecnica un tantino desueta, soprattutto se eseguita sui tre peduncoli, e potrebbe avere un ruolo ormai solo nel trattamento estemporaneo su un unico peduncolo tra il primo e secondo grado. Detto questo al rpimo e secondo punto posso ripondere che ancora non sono dotato di poteri sovrannaturali e che alcune risposte da parte di un medico possono essere date solo dopo aver visitato la persona sofferente. Al terzo punto risponde che i fili di sutura utilizzati nella THD sono di quelli che a medio termine si riassorbono completamente. La chiusura dell’arteria per sole poche ore ne determina la trombosi interna e la chiusura definitiva per questo il terzo punto di domanda è un “falso tecnico”. I punti trasfissi sulla arteria sono anche eseguiti in un particolare modo in modo da scongiurare la loro non immediata tenuta e quindi aversi un sanguinamento. Ma questi sono dettagli tecnici “fini”, da specialista, da praticante e conoscitore della materia e non credo possano interessare il paziente.
Cari saluti

Egregio dottore,circa 5 anni fa sono stata operata di emorroidi con il metodo Morgan-Milligann.Oggi mi trovo nella condizione di averle nuovamente.Il mio timore,dopo tutto quello che ho passato,è che mi si possa dire che sia necessario un nuovo intervento.La prego mi dica è possibile?

Cara Signora,
ogni interevnto riconosce complicanze e lei mi dice che 5 anni fa è stata operata eseguuita l’asportazione chirurgica delle emorroidi. Se adesso ha di nuovo le emorroidi questo singifica che la prima volta non sono state asportate totalmente. Si sottoponga a visita specialistica completata con videoproctoscopia digitale, solo dopo è possibile stabilire un adeguato percorso di terapia.Cari saluti

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